Ahem

6 dicembre 2011 by

Dal sito dell’ottimo Flavio Massari, Fotoregata.it

Terza giornata (ma seconda utile) per il campionato invernale Tarantino, disputata in condizioni perfette, con vento stabilito di 10-12 nodi in partenza, rinforzato fino a 16 e poi calato ancora a 12 nel corso delle due prove programmate più la terza di recupero. La prima prova vede schizzare via dalla linea Doctor J, che emerge mure a sinistra con una velocità impressionante, e riesce a mantenere il vantaggio sino alla fine, seguito da un jebedee sempre sul filo di lana con gli avversari. Terzo posto per Lumachia, probabilmente la barca rivelazione di questo campionato, già discretamente piazzata nell’esordio del campionato precedente.

Più in generale

6 dicembre 2011 by

Allargando il discorso alla manovra nel suo complesso, e al governo Monti in generale, trovo poi che dopo i comici d’avanspettacolo a cui eravamo abituati negli ultimi anni, lo stile, la serietà, la preparazione apparente degli esponenti del governo appare davvero come una boccata di aria fresca, come di ritrovate normalità e serietà.

Sin qui niente da dire,  davvero. La presentazione del decreto è stata di una misura, garbo competenza ed efficacia alle quali davvero non eravamo più abituati, e questo è il nuovo standard di comportamento col quale le prossime classi dirigenti del paese si dovranno confrontare, finalmente.

Detto ciò, però, l’innamoramento complessivo di tanta parte dei commentatori di sinistra, ormai prossimi alla santificazione di Monti, fa davvero sorridere.

Io conosco bene solo pochi campi in cui questo decreto avrà effetti, e non mi paiono molto convincenti. Troppe tasse, poco risparmio di spesa, se non sulle pensioni. Fatemelo dire, il blocco degli adeguamenti delle pensioni fa veramente senso.

E visto che ci sono, dico anche una cosa poco piacevole, mi rendo conto: lo scudo fiscale di Tremonti è stata una vera schifezza epocale, un gigantesco regalo fatto a evasori, probabilmente malviventi. Consentire di regolarizzare cifre ingentissime sottratte alla fiscalità generale al prezzo del solo 5% è una vergogna che rimarrà per sempre ad onta del peggior governo della storia repubblicana.

Detto questo però, quello scudo fiscale rimane un impegno preso dallo stato nei confronti di una parte dei suoi cittadini, sia pure quelli “peggiori”, e tale dovrebbe rimanere.

Rimangiarsi impegni presi, cancellare la certezza delle norme ad ogni convenienza del momento, quando anche fosse “giusta” per principio morale, è sempre sbagliata. Uno dei problemi di questo paese è anche soprattutto questo, il non poter avere nessuna fiducia nell’amministrazione dello stato.

 

 

 

Mari e Monti

6 dicembre 2011 by

Volevo parlare della tassa sulle barche, poi mi è arrivata una mail che  annuncia il testo definitivo del decreto che sancisce la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Dal primo gennaio, infatti, la vendita di farmaci con obbligo di ricetta viene estesa anche alle parafarmacie, o comunque a tutti i punti vendita in cui c’è la presenza di un farmacista.

E fin qui avrei già molto da dire, ma mi astengo, perché il punto importante è un altro: su questi farmaci sarà possibile praticare sconti da parte dai farmacisti – o forse sarebbe meglio dire negozianti, a ‘sto punto.

Intendiamoci, non intendo certo negare che all’interno della farmacia, intesa come “istituzione”, l’anima commerciale e quella professionale convivano con alterne fortune, il punto è che fino ad ora c’è sempre stato un limite invalicabile: la ricetta medica. Da Aosta a Trapani il farmaco “importante” è sempre costato uguale.

Dal primo gennaio cambierà tutto.  La novità dirompente è che, anche su questi farmaci ( come già da qualche anno sui prodotti da banco e i SOP, cioè senza obbligo di ricetta medica) sarà possibile praticare prezzi promozionali.

In termine strettamente tecnico, questa cosa è, a mio parere, una gigantesca stronzata.

Il problema sono i prezzi alti? Si imponga una riduzione per legge di una cifra percentuale X, e amen. Praticare prezzi diversi, su farmaci sui quali i pazienti NON hanno possibilità di scelta, perché prescritti dal medico, significa discriminare il diritto alla salute di alcuni rispetto ad altri, rispetto cioè alla fortuna di abitare vicino a un centro commerciale, o una catena di parafarmacie invece che sul cucuzzolo di una montagna.

4. E’ data facoltà alle farmacie e agli esercizi commerciali di cui all’art. 5, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, di praticare liberamente sconti sui prezzi al pubblico su tutti i prodotti venduti, purché gli sconti siano esposti in modo leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti.

Infine, mi sia consentita una punta di benaltrismo: ok, vada per la liberalizzazione dei farmaci, benissimo. Possibile però che sia l’unico provvedimento adottato sul tema? Tassisti, giornalisti, notai… niente? Davvero l’Italia non cresce per il monopolio dei farmaci di fascia C detenuto dalle farmacie?

Professori, puah.

Il Pd che verrà, o quello che è sempre stato

24 novembre 2011 by

Il ruolo del PD durante il governo Monti, e, ancor più importante, in quello che verrà:

Fassina dovrebbe fare proprio il timore espresso giorni fa da D’Alema: se non ci candidiamo come Pd alla leadership della stagione che si apre, altri poi ne coglieranno i frutti. Se non saremo in grado di proporci come i più legittimi continuatori del tentativo riformista promosso dal presidente del consiglio e dal capo dello stato, potremo al massimo aspirare al ruolo di portatori d’acqua. Portatori d’acqua. Questo è il destino, minoritario, al quale si autocondanna chi si attesta su una estremità delle possibili opzioni progressiste, liquidando altezzosamente un decennio di ricerca di allargamento culturale ed elettorale (appunto, la Terza via) come vile resa al neoliberismo.

Coerentemente col disegno originario di andare presto al voto con Di Pietro e Vendola, questa linea assegna al Pd, nel mutato scenario, solo la parte di contrappeso di sinistra alle scelte di Monti. Ma questo è quello che farà la Cgil. Il Pd non può perdere l’irripetibile opportunità di rivolgersi con proposte adeguate a tutta la società italiana, compreso il confuso elettorato in fuga dal centrodestra, per collocarsi nel luogo dell’egemonia: al centro. Non nel senso politico-geometrico della parola, ma nel senso di grande corpo centrale del paese, la pancia e il cuore dell’Italia.

(Stefano Menichini, per il IlPost)

Imbarazzo della scelta

22 novembre 2011 by

I suggerimenti di twitter.

Siamo il paese della santa romana chiesa, in fondo – e dei medici obiettori

21 novembre 2011 by

Dall’inizio del prossimo anno verrà commercializzata anche in Italia una pillola anticoncezionale simile alla cosiddetta pillola del giorno dopo, che però può essere assunta con efficacia fino a cinque giorni dopo un eventuale rapporto non protetto.

Il prodotto, chiamato ellaOne, è soggetto a ricetta medica non ripetibile, ma per la sua prescrizione è necessario un test di gravidanza positivo, malgrado la pillola non abbia dimostrato alcun effetto potenzialmente pericoloso per la salute della mamma, o dell’(eventuale) nascituro.

Al militare si diceva: “Complicare il semplice con l’inutile, per renderlo impossibile”, Insomma, giusto  per rendere le cose più complicate, in un momento spesso di grande agitazione e incertezza per i potenziali genitori.

“L’effetto di questo nuovo contraccettivo d’emergenza, rispetto alla pillola del giorno dopo già in uso in Italia, è nettamente superiore in termini di potenza d’azione e di durata e la sua efficacia arriva fino, appunto, a cinque giorni dal rapporto non protetto”, ci ha spiegato Gian Benedetto Melis, Direttore della Clinica Ostetrica dell’Università di Cagliari e membro del gruppo di lavoro per la contraccezione d’emergenza della Sigo, che abbiamo contattato questa mattina per un commento alla notizia del sì dell’Aifa alla commercializzazione in Italia di ellaOne.
“In parole semplici – continua  Melis – se si prende nel momento sbagliato, ovvero ad ovulazione già avvenuta, il farmaco non può più interferire con la gravidanza e diventa inutile”.

È lecito chiedersi se ellaOne potrebbe portare problemi, nel caso la gravidanza non dovesse essere scongiurata per un’assunzione tardiva, al feto e dunque al nascituro. Ma risultati internazionali sembrano già indicare che non c’è rischio neanche in questo senso. “I dati finora disponibili – conferma Melis – sembrano dimostrare che non ci sia effetto teratogenico del farmaco”.
“Questo contraccettivo di emergenza è un attivatore dei recettori del progesterone, e la sua azione è dunque specifica per questi ultimi. Per questo in realtà la concentrazione assoluta di principio attivo è relativamente bassa. Infatti il farmaco quasi non dà effetti collaterali: causa meno nausea del Levonorgestrel, e non provoca il gonfiore che ogni tanto si manifesta con la pillola del giorno dopo”, ha continuato Melis. “In sostanza l’effetto collaterale più grande di ellaOne è quello che possa fallire!”, ci ha detto ancora con una battuta.

 

 

 

 

150 anni, parecchi da dimenticare

21 novembre 2011 by

Le opere pubbliche non si completano, le gare d’appalto non si bandiscono, ma se c’è una cosa inutile , se non dannosa, puoi star certo che l’amministrazione Maggi la farà per certo, con caparbia determinazione.

 

 

Il dilemma Monti

11 novembre 2011 by

Non so mi fa più tristezza l’entusiasmo per il governo Monti di una metà della classe politica, che così ammette la propria incapacità a governare, o la pervicace resistenza dell’altra parte, che ancora non vuole arrendersi alla propria, incapacità.

Il punto della situazione

9 novembre 2011 by

(Ilpost)

Spread per principianti

9 novembre 2011 by

Lo spread spiegato ai profani come nessuno mi pare avesse ancora fatto. Da noiseFromAmerika.

Da quando la parola spread è divenuta di uso corrente su  radio e televisione, girano su giornali e tv almeno tre bufale che oltre a disinformarci alla fine possono anche farci del male.

Spesso saranno semplice frutto di ignoranza, ma di certo altre volte sono cavalcate per colpire il governo. Nessuna difesa del pessimo governo Berlusconi-Lavitola, tutt’altro,  ma in questa situazione queste dichiarazioni in libertà  possono anche contribuire ad influenzare i mercati e alla fine rendere un cattivo servizio a tutti gli italiani svalutandone subito i risparmi e nel futuro aumentando la probabilità di default del paese. Il governo sta già impegnandosi al massimo per questo, sarebbe quindi auspicabile che opposizione, confvarie e media non lo aiutassero: non ne ha assolutamente bisogno.


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