Perchè non noi?

By corrado

E’ davvero così semplice licenziare i fannulloni della Pubblica Amministrazione come dice Brunetta?

Non lo so, forse no… Ma perché non lo ha detto Nicolais? Perché il governo di centrosinistra non ha raccolto la proposta del Prof. Ichino?

(Troppi punti interrogativi?)

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2 Risposte a “Perchè non noi?”

  1. roberto celani Dice:

    Dopo due settimane di “cannoneggiamento mediatico” nei confronti dei lavoratori pubblici, il neoministro della Funzione Pubblica Prof. Brunetta ha reso pubblica la sua bozza di disegno di legge di riforma della P.A.

    Tralascio qualsiasi tipo di considerazione sulla disomogeneità di una P.A. vista come un unico calderone nel quale viene confuso l’insegnante, con l’infermiere, il vigile del fuoco con l’impiegato, lo stradino col poliziotto ecc…

    Da una prima lettura viene confermata quella che sembrava essere la reale motivazione di tutto quel battage pubblicitario: la riduzione della spesa pubblica, quantificata in 7/8 miliardi di euro dal ministro stesso.

    In questo senso risultano illuminanti alcuni passaggi del D.D.L.:

    - allineamento durata economica contratti (attualmente 2 anni) alla durata giuridica (attualmente 4 anni);
    - contrattazione integrativa collegata alla situazione economica e finanziaria dell’ente;
    - erogazione dei premi incentivanti a “quote massime” di personale individuate nelle singole strutture;
    - destinazione al personale dirigente di parte delle economie conseguite sui costi di funzionamento;
    - introduzione della CIG e abolizione della possibilità di opzione tra la stessa e la mobilità verso altri Enti.

    In soldoni:
    - i dirigenti potranno guadagnare di più per svolgere quello che è un loro compito istituzionale (gestione economica efficiente);
    - molti degli operatori guadagneranno invece meno (soprattutto nelle strutture a più alta efficienza, a causa del meccanismo delle quote massime di personale incentivato) o coloro che dovessero risultare destinatari di provvedimenti di CIG;
    - infine tutti guadagneremo meno a causa dei rinnovi di contratti nazionali la cui prolungata validità renderà più incidente il fenomeno di mancato recupero del potere di acquisto nel differenziale tra inflazione programmata e reale.

  2. corrado Dice:

    sono d’accordo che la pa vista nel suo complesso e trattata come un unicum sia una grossa cazzata, e non avendo ancora letto il testo di brunetta, mi rendo conto che questo è già un grosso limite di base. ma sul resto credo che alcuni dei passaggi che citi siano abbastanza giusti, almeno in linea di principio.
    io ho solo un’esperienza come sindaco del mio paese, per di più abbastanza breve, solo 20 mesi. ma posso dirti che ad es. i meccanismi d’incentivazione previst dal nostro contratto integrativo erano davvero scandalosi. in sostanza il 100% degli incentivi era erogato a pioggia senza alcuna distinzione di merito. a tutti. vorrei trovare il testo del contratto per leggertene alcune parti.
    così come credo che una certa proporzionalità fra compensi integrativi e la situazione economico finanziaria dell’ente sia necessaria. il contratto integrativo è purtroppo uno strumento molto utilizzato per ottenere consenso o benevolenza dall’apparato a spese di pantalone e con ritorni nulli. credimi sulla parola, se puoi :)
    sono d’accordo invece sul fatto che i dirigenti abbiano già sufficienti incentivi attualmente da rendere il premio sulle economie raggiunte quasi offensivo.
    eventuali economie possono andare solo a beneficio della comunità, a mio parere.

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