Appena letto: “Ferro e fuoco”

Secondo libro di Omar Di Monopoli, già autore del bellissimo “Uomini e cani”.

Con stile narrativo inalterato, “Ferro e fuoco” racconta una storia che si svolge nella Capitanata, fra clandestini assoldati (sfruttati) per la raccolta dei pomodori,nella rappresentazione western di una società quasi feudale, dove chi è più in alto ha diritto di vita e di morte su chi è sottoposto.

I paesaggi sono quelli soliti delle campagne bruciate dal sole e spazzate dal vento, ma stavolta sfondo di una comunità multietnica in cui i rapporti in qualche caso sono forse rappresentati con una certa superficialità.

Ma non è nella descrizione di complesse psicologie, o di delicati sentimenti che Omar Di Monopoli da il meglio si sé, anzi. I suoi personaggi non pensano molto: agiscono, piuttosto. Picchiano, sparano, uccidono, scappano, scopano. L’unica cosa che sembra guidarli è l’affermazione del proprio potere,o lo spirito di sopravvivenza. E nello sguardo cinico e disincantato con cui i personaggi sono “mossi” dall’autore sta buona parte del fascino del libro, come del precedente. La trama funziona, l’intreccio è svolto con abilità e fino alla fine riserva sorprese ben costruite. Ma la brevità del romanzo, la cronica asciuttezza delle descrizioni dei personaggi, le tonalità *pulp* di certe scene, la presenza di alcuni temi ricorrenti (i cani, il paesaggio, il linguaggio) rischiano di rendere il romanzo di Di Monopoli forse un po’ di genere.

E come spesso succede, meno riuscito del precedente.

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Una Risposta a “Appena letto: “Ferro e fuoco””

  1. sartoris Dice:

    felice di avere un così attento lettore nei paraggi di casa, Corrado, mi spiace che Ferro e fuoco ti sia piaciuto un po’ meno di Uomini e cani, comunque apprezzo tantissimo la tua chiave di lettura (anche perché se dici che quest’ultimo lavoro ti sembra più di ‘genere’ per me è un grande complimento!)

    Ad ogni modo il libro è in circolazione da una settimana e devo dire che per quanto fossi pronto alla cosa non mi aspettavo sin da subito questa corsa a decidere se il primo mio romanzo è meglio o peggio del secondo… (c’è chi dice che l’ultimo è una spanna più in alto, chi che mi sono venduto l’anima al mercato. Direi che c’entrano tante cose, nel giudizio su un’opera, magari nel tuo caso il fatto che i luoghi in cui era ambientato Uomini e cani li conoscevi fisicamente (e lo stesso, credo, si può dire per il tipo di personaggi che ‘abitavano’ quel romanzo - che personalmente amo sempre tantissimo, sia chiaro!)

    Comunque, ribadisco il grazie di cuore per l’attenzione, a presto
    OMAR DI MONOPOLI

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