10 cose che sarebbe meglio non fare in farmacia:
- chiedere, spesso pretendere, l’acquisto di farmaci senza ricetta quando non previsto dalla normativa. …E si, ciò vale anche per l’Aulin!
- rimanere delusi quando il farmacista non si ricorda quello che avete preso magari settimane prima: ricordare che sono “piccole compresse bianche”, di solito non è sufficiente.
- visto quanto sopra, dare in escandescenze quando vi viene negato l’acquisto di un farmaco: quasi sempre c’è una buona ragione. Legge a parte, soprattutto la tutela della vostra salute. Esclamare “a me a Milano lo Xanax lo danno senza la ricetta!” oppure “non posso andare in guardia medica, che devo andare al mare”, non servirà a molto.
- se siete residenti fuori dalla regione in cui vi trovate, e in guardia medica per una semplice prescrizione vi chiedono 15€ di ticket, non prendetevela col medico di guardia e nemmeno col farmacista. Avete ragione, è una pura follia, ma é la legge, purtroppo. In compenso, potete chiedere il rimborso alla vostra asl. Se abitate in una regione seria, magari vi riesce di ottenerlo. Quanto sopra non vale per i presidi estivi delle località turistiche, a quanto pare.
- trasportare le ricette dentro la canottiera, specie se la temperatura esterna supera i 35 gradi. Credetemi, ciò non è bello per chi poi le deve spedire.
- chiedere con aria scettica “c’avete mica l’aspirina???”. E soprattutto, non fare la faccia sorpresa come davanti al miracolo di Padre Pio alla scoperta che anche a Sava esiste l’acidoacetilsalicilico, e non da oggi.
- lamentarsi che in farmacia fa freddo: capisco che in questi giorni entrare in un locale climatizzato può essere traumatico, ma non c’è scelta: la temperatura all’interno della farmacia non può superare i 25 gradi, per molti motivi. Se poi obiettate che esistono norme che regolano anche il differenziale delle temperature interno-esterno avete ragione: siamo in Italia, e non possiamo farci niente.
- bussare fuori orario per le cose più assurde: dai pannolini, agli assorbenti, agli spazzolini da denti (ahem…
) al latte per i bambini. In quest’ultimo caso, di fronte al diniego del farmacista di vendervi il latte, non incazzatevi inutilmente e soprattutto evitate di aggredire il farmacista con frasi come: “Per colpa sua mio figlio rimarrà a digiuno!” oppure “La denuncio ai carabinieri” (un classico intramontabile). La legge é chiara: nei paese al di sotto di 50000 abitanti, il servizio notturno si svolge “a chiamata”, e solo per ricette a carattere di urgenza. Al contrario, esiste un metodo infallibile per raggiungere lo scopo: chiederlo con cortesia. Se poi svegliate il farmacista alle tre di notte per “il-latte-arricchito-con-vitamine-che-il-mio-bimbo-di-3-anni-mangia-solo-quello”, allora ve la siete cercata. - chiedere con fare ammiccante di riportare sullo scontrino farmaci diversi da quanto realmente acquistato, allo scopo di detrarre dal reddito spese altrimenti inammissibili. La risposta sarebbe certamente no, quindi risparmiatevelo.
- entrare in farmacia a torso nudo, perché rischiate la polmonite. E a meno che non siate Brad Pitt., pure il ridicolo.




