Lavorare ad agosto

farmacia.jpg 10 cose che sarebbe meglio non fare in farmacia:

  1. chiedere, spesso pretendere, l’acquisto di farmaci senza ricetta quando non previsto dalla normativa. …E si, ciò vale anche per l’Aulin!
  2. rimanere delusi quando il farmacista non si ricorda quello che avete preso magari settimane prima: ricordare che sono “piccole compresse bianche”, di solito non è sufficiente.
  3. visto quanto sopra, dare in escandescenze quando vi viene negato l’acquisto di un farmaco: quasi sempre c’è una buona ragione. Legge a parte, soprattutto la tutela della vostra salute. Esclamare “a me a Milano lo Xanax lo danno senza la ricetta!” oppure “non posso andare in guardia medica, che devo andare al mare”, non servirà a molto.
  4. se siete residenti fuori dalla regione in cui vi trovate, e in guardia medica per una semplice prescrizione vi chiedono 15€ di ticket, non prendetevela col medico di guardia e nemmeno col farmacista. Avete ragione, è una pura follia, ma é la legge, purtroppo. In compenso, potete chiedere il rimborso alla vostra asl. Se abitate in una regione seria, magari vi riesce di ottenerlo. Quanto sopra non vale per i presidi estivi delle località turistiche, a quanto pare.
  5. trasportare le ricette dentro la canottiera, specie se la temperatura esterna supera i 35 gradi. Credetemi, ciò non è bello per chi poi le deve spedire.
  6. chiedere con aria scettica “c’avete mica l’aspirina???”. E soprattutto, non fare la faccia sorpresa come davanti al miracolo di Padre Pio alla scoperta che anche a Sava esiste l’acidoacetilsalicilico, e non da oggi.
  7. lamentarsi che in farmacia fa freddo: capisco che in questi giorni entrare in un locale climatizzato può essere traumatico, ma non c’è scelta: la temperatura all’interno della farmacia non può superare i 25 gradi, per molti motivi. Se poi obiettate che esistono norme che regolano anche il differenziale delle temperature interno-esterno avete ragione: siamo in Italia, e non possiamo farci niente.
  8. bussare fuori orario per le cose più assurde: dai pannolini, agli assorbenti, agli spazzolini da denti (ahem… ;-) ) al latte per i bambini. In quest’ultimo caso, di fronte al diniego del farmacista di vendervi il latte, non incazzatevi inutilmente e soprattutto evitate di aggredire il farmacista con frasi come: “Per colpa sua mio figlio rimarrà a digiuno!” oppure “La denuncio ai carabinieri” (un classico intramontabile). La legge é chiara: nei paese al di sotto di 50000 abitanti, il servizio notturno si svolge “a chiamata”, e solo per ricette a carattere di urgenza. Al contrario, esiste un metodo infallibile per raggiungere lo scopo: chiederlo con cortesia. Se poi svegliate il farmacista alle tre di notte per “il-latte-arricchito-con-vitamine-che-il-mio-bimbo-di-3-anni-mangia-solo-quello”, allora ve la siete cercata.
  9. chiedere con fare ammiccante di riportare sullo scontrino farmaci diversi da quanto realmente acquistato, allo scopo di detrarre dal reddito spese altrimenti inammissibili. La risposta sarebbe certamente no, quindi risparmiatevelo.
  10. entrare in farmacia a torso nudo, perché rischiate la polmonite. E a meno che non siate Brad Pitt., pure il ridicolo.

Iphone, la recensione

Che non è la mia, ma quella di Suzukimaruti, segnalata da Wittgenstein.

Anche nel caso che dell’Iphone non ve ne freghi niente, è divertente e interessante lo stesso, credetemi.

“Leggere i forum specializzati, in questi giorni, è a modo suo divertentissimo, perché si assiste a discussioni psichedeliche tra evangelisti della mela di vecchia data e tamarroni che hanno comprato l’iPhone per non sfigurare al bar e si disperano perché non riescono a metterci su la suoneria di Bella Topolona.”

Fra i commenti alla recensione spicca questo:

“Più che una recensione, sembra la versione 2.0 dell’Ulisse di Joyce”

Peppo Turco come Bloomberg

Diciamolo: la pista ciclabile a Torre Ovo non si può guardare proprio. La sua grigia mostruosità è spiegabile solo con l’attenzione dei progettisti alla parcella, piuttosto che all’ambiente che andavano a modificare, altrimenti non avrebbero impiegato tutto quel cemento. Tanto più che lo stesso comune di Torricella ha realizzato invece così bene le passerelle di accesso alle spiagge libere in legno e bambù… Sarebbe bastato poco per rendere l’opera accettabile anche esteticamente.

Detto questo, però, le modifiche alla circolazione automobilistica non mi sembrano così negative: la mancanza di spazi lungo la litoranea costringe tutti ad essere un po’ più ordinati, e ciò non è male. Qualche residente avrà qualche disagio in più, certo, ma presto impareremo ad usare meno l’auto e più la bicicletta, e anche il buon senso.

Per dire: mentre a Torre Ovo mettono in croce il buon Peppo Turco per la pista ciclabile, a New York chiudono alle auto oltre 10 km di arterie di Manhattan fra Central Park e il ponte di Brooklyn per sperimentare per tre sabati consecutivi 6 ore giornaliere di “car-free recreation corridors“. Fra i testimonial dell’iniziativa l’immancabile Lance Armstrong e David Byrne, che ogni mattina raggiunge il suo ufficio in Soho partendo in bicicletta dalla sua abitazione in Midtown Manhattan.

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Edwards, blog e belpaese

Interessante la storia della relazione fra John Edwards , da poco ritiratosi dalla competizione per la nomination democratica alle presidenziali Usa, e Rielle Hunter, regista del suo staff. Non per il fatto in sé (ecchissenefrega), ma per come la storia é stata riportata dalla stampa americana maggiore, praticamente silente sull’argomento malgrado i blog americani avessero riportato la notizia in lungo e in largo.

Il New York Times dedica un lungo articolo alla questione, dal titolo significativo: Reticence of Mainstream Media Becomes a Story Itself.

In pratica, la notizia è stata valutata dagli altri media anche in base alla fonte di provenienza, ritenuta di basso profilo, se non inaffidabile. Secondo Pandemia, questo parrebbe dimostrare che i blog siano un’informazione meno controllabile e quindi più libera rispetto ai media tradizionali.

C’mon John. We know the baby’s yours, you know she’s yours. Fess up. If you can’t find the words, try our John Edwards Love child Speech-o-tron at your next speech.

(huffington post)

A riportare la questione in Italia, la situazione mi sembra capovolta: le testate online più “prestigiose” come Corriere, o Repubblica, non si fanno il minimo scrupolo di riportare qualsiasi cosa. Nei loro “borsini” viene ripreso il peggio della rete, o quasi…

Progressi

Finalmente Sava sale un gradino sulla scala della civiltà dotandosi di tre cartelloni recanti la toponomastica del paese, raggiungendo così paesi molto più evoluti come Manduria, o Torricella. Anzi, forse superandoli, vista la “sobria” pubblicità istituzionale dei cartelloni.

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Survivor

Dopo i racconti raccapriccianti di chi ha assistito un proprio congiunto all’interno dell’ospedale di Manduria, mi sono convinto che il più significativo risultato terapeutico ottenibile è uscirne vivo.

Giusto qualche perla:

tentativo di doppia somministrazione di calciparina sottocute da due infermieri diversi a distanza di cinque minuti l’uno dall’altro, evitata solo per la testardaggine del paziente stesso;

iniezione d’insulina sventata per miracolo ad un paziente non diabetico, ma ammalato invece di omonimia irreversibile,

pulizia inesistente nelle camere: mentre i corridoi vengono tenuti discretamente puliti, sotto i letti si trova di tutto, anche farmaci, e vi rimane per settimane;

ma soprattutto una cronica disfunzione organizzativa, per cui i reparti non curano pazienti, ma solo gli organi di rispettiva competenza.

Il risultato é che la permanenza in un reparto di cardiologia può salvarti forse da un infarto, ma ti condannerà all’insufficienza renale, la cui cura ti porterà magari ad una crisi di insufficienza respiratoria, e così via… un vai e vieni da un reparto all’altro che non è altro che uno scempio terapeutico ricorsivo da cui si esce o con un foglio di dimissione, se uno ha la fortuna di rendersene conto, o con i piedi in avanti.

Ecco quindi l’idea meravigliosa, che regalo ai miei venticinque lettori: perché non creare un bel reality show ospedaliero? Non c’è bisogno nemmeno delle nominescion, né del televoto…

Iphone e Tre

Nel caso a qualcuno interessi, l’iPhone funziona perfettamente anche con Tre, senza praticamente alcuna configurazione particolare. Nel mio caso, contratto aziendale con piano tariffario b.easy (19€/mese) con opzione b.fast attiva (altri 9€/mese), è bastato attivare il coso con la sim tre inserita e poi configurare l’apn come “tre.it”. That’s it.

Mi sembra una delle possibilità più convenienti per connettersi in mobilità con l’iPhone, infatti per i 9€ al mese di cui sopra, si hanno a disposizione ben 5gb di dati al mese. Con partita iva, i 5gb diventano alla settimana.



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