Ehi dico: La Repubblica, mica Vivavoce

By corrado

Su Rebubblica.it la vicenda del prof. condannato dalla Cassazione per aver minacciato la bocciatura, titolo:

“Minacciare la bocciatura è reato”

Cassazione conferma pena a prof

E uno s’indigna: ma come, si parla tanto di eccessivo lassismo, si vuole tornare al sette in condotta, al grembiule, forse anche alla sana mazza di legno (”la santa ragione”, si chiamava ai miei tempi) e poi, per un tentativo un po’ brusco di stimolare uno studente svogliato, un professore viene condannato? Ce ne sarebbe abbastanza per convincersi che i giudici sono degli irresponsabili ma poi uno va avanti nell’articolo e legge:

I difensori del docente – condannato anche per abuso d’ufficio in quanto dava ripetizioni private a pagamento agli studenti costringendoli anche a fargli dei regali – avevano sostenuto che il reato di minaccia non era configurabile

Ah, però! E già si comincia a cambiare idea, ma si va avanti:

In particolare, il professore aveva detto a Silvia C. che “non aveva più alcuna possibilità di essere promossa”, per ‘vendicarsi’ di un intervento fatto nell’Assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che proponeva di rimuovere il docente, per la sua scorrettezza, nel triennio successivo.

Ok, il professore è solo una delle merdacce che a volte nella vita capita d’incontrare. Purtroppo, anche a scuola. Bene hanno fatto i genitori a denunciare un simile parassita, e i giudici a condannarlo. Tutto chiaro. E invece no.

Può un articolo di Repubblica terminare senza le immancabili dichiarazioni dei politici? Ecco Castelli:

sociologi, psicologi, politologi e tuttologi si domandano perché i nostri giovani siano afflitti da bullismo, perché tendano a restare ‘bamboccioni’ il più a lungo possibile, perché siano restii ad assumersi delle responsabilità. Il pronunciamento di oggi della Cassazione ne dà una lampante risposta”, dice il senatore. “Mi domando in che mondo vivano certi magistrati e se abbiano dei figli”, aggiunge.

Ma non basta, ecco la Garavaglia, ministro ombra del Pd:

un professore che prospetta la bocciatura a un ragazzo che non studia, per scuoterlo e farlo reagire, fa solo il suo mestiere.

Il Moige invece ve lo risparmio.

Almeno a Vivavoce hanno assunto un correttore di bozze: il manifesto affisso quest’oggi è scritto in un italiano finalmente corretto. Ci voleva tanto?

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2 Risposte a “Ehi dico: La Repubblica, mica Vivavoce”

  1. floria Dice:

    ne ho scritto anch’io. francamente, leggendo altri post di altri blog, cominciavo a preoccuparmi: ma i blogger (e i loro commentatori) sanno leggere o si limitano ai titoli dei giornali? Poi ho trovato il tuo post e mi sono consolata.

  2. corrado Dice:

    già, anch’io pensavo di leggere qualcosa di più, in proposito. ma non mi preoccupo tanto dei blogger quanto dello stato dell’informazione in italia, in tv come sulla carta stampata. il famoso conflitto d’interessi per quanto enorme, non è nemmeno il problema più grande: è proprio i livello di certi articoli e servizi tv ad essere demenziale. (un cenno a parte meriterebbero poi i titoli, che a scriverli mettono proprio dei mentecatti)
    al momento l’unico giornale decente mi sembra la stampa, e non solo perché parla del toro :-) certo anche lì non è che son tutte rose e fiori…

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