Aggiungerei anche che a peggiorare la situazione negli ultimi anni è stata la preferenza unica, introdotta nei primi anni ‘90 a furor di popolo: le preferenze multiple, pur a scapito di un controllo quasi preciso del voto, erano comunque un meccanismo capace di portare in consiglio comunale il meglio che il partito potesse offrire come materiale umano. La preferenza unica ha determinato invece un imbarbarimento della caccia al voto condotta questa volta a titolo puramente personale. Ecco così che negli ultimi 15 anni sono spesso arrivate in consiglio comunale persone che, pur non avendo alcuna competenza particolare, detenevano comunque, quasi sempre per la particolare posizione lavorativa o imprenditoriale, la capacità di rastrellare un certo numero di voti per sé. E a queste persone i partiti hanno cominciato a dare la caccia. Per intenderci, e a mero titolo d’esempio: fra un giovane ingegnere di provata capacità, appassionato di politica ma di scarsa esperienza e magari nemmeno di famiglia numerosa, e un cerebro-leso in grado di rastrellare voti facendo favori, i partiti sceglieranno sempre quest’ultimo.
Si può discutere ovviamente se la preferenza unica sia comunque il male minore rispetto ad una limitazione oggettiva della segretezza del voto, o se magari non esistano, almeno in teoria, sistemi potenzialmente migliori di questi, ma non sembri di poco conto parlare di consiglio comunale: è da qui che nascono le attuali classi dirigenti – partono come consiglieri comunali, poi diventano assessori, poi vengono eletti alla provincia, e via andare.
12 Novembre 2008 alle 8:27 am |
quello che mi piace (e mi fa riflettere) e che, pur essendo di idee politiche diverse, (solo in teoria, ho compreso), molto spesso sono daccordo con quello che dici. Forse perchè, nel 90% dei casi, fare buona politica o avere un opinione è solo questione di avere buon senso?
Nelle passate elezioni sono stato “corteggiato” da una miriade di partiti, da rifondazione comunista alla fiamma tricolore, che chiedevano da più parti che io entrassi a far parte della loro lista.
Inizialmente, stupidamente, pensavo che tutti avessero in qualche modo apprezzato le mie capacità, il mio interloquire, le mie opinioni, anche se mi sembrava strano che fossi daccordo con tutti, da destra a sinistra.
Alla fine ( dopo un paio di giorni di incontri) ho capito che tutti mi cercavano perchè potenzialmente potevo portare un pò di voi al partito in virtù del titolo che metto davanti al mio nome e delle non poche persone che hanno da sempre apprezzato la mia famiglia, anche e soprattutto per merito di mio padre.
Morale della favola? ho preferito “passare” e rimanere (purtroppo) a guardare lo sfascio di giunta che si andava a formare.
Penso purtroppo che a Sava ci siano una miriade di giovani nella mia stessa situazione, ma per colpa del fatto che Sava “è un paese per vecchi” noi giovani, abbiamo vita MOLTO DURA!
…e tu Corrado, penso che purtroppo sappia quanto sia dura combattere con i “soliti ignoti”…