Ieri l’assemblea della cosiddetta Onda ha partorito tre documenti, ecco l’inizio di quello sulla didattica:
La complessità emersa nell’ambito di una discussione sull’autoriforma della didattica, ha messo in luce la molteplicità di articolazioni possibili tramite le quali immaginare una ristrutturazione dei processi didattici, cosi da poterli ripensare come non piu asserviti alla logica di disciplinamento introdotta dall’università del 3+2. Al tempo stesso queste differenze e pluralitá attestano tanto l’inevitabilità di contestualizzare queste riarticolazioni a contesti specifici, quanto la necessità diffusa di ripensare una trasformazione radicale dei processi formativi. Infatti, pur nelle differenze é emersa una chiara e totale opposizione al modello definito in Italia dal 3+2. Dall’assemblea si é prodotto quindi un dibattito complesso, espressione dell’esigenza dei differenti nodi di affrontare una discussione progettuale sull’autoriforma della didattica che dovesse tenere conto dell’articolazione di un confronto assembleare dal quale potessero risaltare la volontà di avviare un processo costituente e non di arrivare ad una definizione finale ed univoca delle pratiche che nell’attraversamento quotidiano delle facoltá e degli atenei giá aprono spazi di riappropriazione e decisione.
(Grazie a Marco Simoni)
Cos’è, uno scherzo?
Tag: autoriforma, onda, politica, scuola
17 Novembre 2008 alle 10:06 pm |
E’ chiarissimo.
E’ la reintrpetazione per equivalenza sillogistica fra l’Onda e gli ex Settantasettini.
Costoro attraverso un riscontro categoriale, spinto fino al’identità lessicale, concludono il loro effimero ciclo di vita raccogliendola per un istante e, nell’istante successivo, lasciandola, la medesima ipotesi predicativa che già era stata profetiizzata da Mario Capanna: estendere la speranza, non realizzarla; l’essenza della speranza, come del sogno, è proprio l’assenza di confini.
Se ciò sia bastevole a giustificare, a livello della sillogistica politica, l’implicazione di una “logica delle classi sociali” cui si indifferente la “logica delle categorie economiche” è ancora presto per tarre delle ilazioni, anche se è da ritenere che fortunamente non si sia imoboccata la via dritta o giusta. Perchè la via giusta porta a risutlati già conosciuti. E’ la via non dirtta, ubiqua, trasversale, faticosa, pericolosa che porta a nuovi risultati.
Noi “grandi” dell’infallita rivoluzione perchè mai ci cimentammo in essa abbiamo solo l’obbligo, oggi per ieri, di reintegrare la determinabilità della loro condizione, mercè il confronto con ipotizzabili alterità, in attesa che, anche per loro, queste, nel prosieguo della vita, divengano occulte forme.
La stessa forma della carta antica che col tempo smette di spiegazzarsi e si rompe fra le dita.
17 Novembre 2008 alle 10:52 pm |
…eh?
18 Novembre 2008 alle 10:12 am |
Tutto chiarissimo. Corrado mi meraviglio di te. Ovviamente Mimmo scherzava, perchè se non scherzava ci deve spiegare quale identità lessicale ci può essere fra la categoria di quello che ha concepito e scritto quel documento in cui fra più di un centinaio di parole ci saranno si e no due virgole e due punti, e la categoria dei ragazzi dell’Onda che io sento in televisione parlare così chiaro e semplice. Tra l’altro a leggere quella cosa ti viene il fiatone, mentre a leggere Mimmo ti viene il mal di testa. Ma, io lo so, che lo fa apposta, perchè è padrone della lingua e sa esprimersi in tutti i modi che vuole.
18 Novembre 2008 alle 10:55 am |
evidentemente mi avevi sopravvalutato, l’ho capito solo la seconda volta che l’ho letto!
…e non prima di aver dubitato delle mie capacità intellettive, visto che sia del documento, che del commento, non avevo compreso un beneamato.
Buona, avvoca’!
18 Novembre 2008 alle 2:31 pm |
In effetti quando ho scritto il commento era un divertisement. Ma ora che lo rileggo con attenzione quasi quasi riesco a trovarci un senso.
Provate a rileggerlo.
PS: Alcune volte occorre fingersi ignoranti per scoprire che si finge sapiente (e’ mia).
18 Novembre 2008 alle 5:19 pm |
se la cosa ti può consolare caro Corrado, io li ho dovuti rileggere più di due volte per capirci qualcosa, ed ogni volta che li rileggo capisco cose diverse. Ma a parte il commento di Mimmo che era più che altro un gioco, quello di prima dovrebbe essere un documento ufficiale.
PS: quando i documenti ufficiali non si capiscono subito non servono al famoso beneamato (questa è mia).
19 Novembre 2008 alle 8:49 am |
Corrà, e tu che ti cimenti con queste letture…. ANCORA ?
Dopo che abbiamo perso il sonno per le “sincretiche vocalità” ?
EDDAIE !!! Nò è cosa. Magari un giorno di questi ci facciamo un bel topic, e ci mettiamo dentro un sacco di parole come Orza, Scotta, Boma, Amantiglio, Murata, Tambucio, Volante, Poggiata, Strambata, Penna, tangone, Varea, Vmg, Bugna ecc ecc ecc…. Così LO CAPIAMO SOLO NOI DUE.
19 Novembre 2008 alle 7:42 pm |
Ragazzi, avete fumato roba brutta brutta… cambiate pusher!!
20 Novembre 2008 alle 9:04 am |
compro una consonante…so cosa significa strambata!!!sono del club ????:)))