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Capisco la necessità di rassicurare le truppe, ma un modo diverso di fare politica si vede anche dalla capacità di non farsi dettare l’agenda dalla pancia del proprio elettorato. I finiani finora c’erano riusciti bene, un po’ perché non avevano un elettorato e un po’ perché a lungo l’hanno dovuto semplicemente guidare, disegnargli dei nuovi punti di riferimento. Ora quei punti di riferimento ci sono e l’elettorato richiede coerenza: si può fare diversamente, se lo si ritiene opportuno, ma allora bisogna farlo con forza e senso di responsabilità. Invece mi sembra che i finiani stiano facendo tutto il contrario: prima votano a favore, poi si contraddicono, poi nicchiano e si preparano alla marcia indietro.
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This entry was posted on 24 ottobre 2010 at 11:02 pm and is filed under Uncategorized. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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