Sette anni dopo

E’ stato finalmente pubblicato il bando di gara tanto atteso per l’appalto del servizio integrato di raccolta e spazzamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati.

 

A che punto siamo col depuratore

La settimana scorsa si è tenuta la conferenza dei servizi necessaria alla realizzazione del depuratore consortile per Sava e Manduria.

Si tratta  di una riunione in cui tutti gli enti interessati a vario titolo al progetto  esprimono la loro opinione, diciamo così. La mancata assunzione di tutti i pareri era stato infatti il motivo che aveva portato il TAR a bloccare la messa in gara del depuratore a causa dei ricorsi dei comunni di Manduria e Avetrana.

La riunione si è quindi tenuta per superare il blocco del procedimento operato dal tribunale amministrativo e permettere  l’avvio delle procedure della gara d’appalto per la realizzazione dell’opera.  Un atto formale, in pratica, in cui i pareri espressi dai vari comuni non sono in realtà vincolanti per la regione puglia, che è l’ente appaltante.

L’importanza della riunione non era quindi nelle opinioni espresse, ma nel fatto che tutti avessero finalmente potuto esprimerla, l’opinione. Detto ciò, quindi, questo articolo potrebbe benissimo essere classificato nella sezione “fuffa”.

Però.

Il sindaco di Manduria può anche venire a raccontare le favole, tipo “siamo a favore dell’utilizzo del depuratore attuale”, cosa palesemente impossibile visto che non c’è alcuna ipotesi possibile di recapito finale delle acque depurate, ma dal sindaco di Sava mi aspetto una posizione unica e chiara, molto semplice: “ci sono i soldi, c’è il progetto, vogliamo il depuratore consortile nel più breve tempo possibile” – e amen.

E non:  “siamo d’accordo con la proposta del sindaco di Manduria” (sic)

Vendola si è fermato a Sava

Bagno di folla per Vendola.

In un cinema gremito, introdotti da un sindaco Maggi incomprensibilmente relegato al ruolo di introduttore/presentatore, hanno fatto la parte del leone il presidente del comitato, Giuseppe De Maglie, e ovviamente Nichi Vendola. Nel mezzo, un breve intervento dell’assessore Amati.

Lo dico subito: la notizia non c’è, nel senso che la si sapeva già, ma è stato importante, almeno dal punto di vista simbolico, sentire il presidente annunciare  che l’opera ha finalmente un progetto definitivo approvato e finanziato e che verrà messo in gara al più presto. Speriamo bene.

L’auspicio è che il cantiere possa aprirsi entro la prossima primavera.

(Nota a margine: in sala radio serva parlava di accordo già fatto per Pd, UDC e compagnia su Boccia candidato presidente(!), poi sono tornato a casa e ho letto qualcosa di molto diverso. Boh)

Promessa mantenuta

Nel corso dell’ultimo consiglio regionale pugliese, l’assessore ai lavori pubblici ha annunciato che l’AQP ha depositato il progetto definitivo del depuratore consortile di Sava e Manduria e dell’annessa condotta sottomarina, confermando, tra l’altro, che la questione del de-finanziamento è solo una partita di giro contabile – con buona pace di chi si è mobilitato con veemenza (e ignoranza) nel nostro consiglio comunale.

Entro pochi giorni il progetto verrà così messo in gara in un unico appalto, evitando i possibili sprechi di una sua “spacchettizzazione”.

Probabilmente, ciò potrebbe significare la fine della carriera politica di Vendola: un politico che mantiene gli impegni? Nel PD devono essere terrorizzati!

Acqua…

Non sono riuscito a trovare il testo integrale del DL Ronchi (il famigerato decreto che “privatizza l’acqua”) ma ne ho letto il riassunto sul sito della Camera, e i commenti sul sito lavoce.info citati anche da Wittgenstein: in pratica vengono vietati gli affidamenti diretti senza gara d’appalto,  prima possibili verso aziende a capitale totalmente pubblico (“affidamenti in-house”)

Il decreto infatti stabilisce che anche in questi casi debba essere ora indetta gara d’appalto, tranne che per le società miste in cui il privato possegga almeno il 40% del capitale. Sembra un controsenso, ma in realtà la scelta del partner privato in queste società miste viene già effettuata tramite gara, e quindi la selezione è avvenuta già a monte, diciamo.

Insomma, il decreto “privatizzazione dell’acqua” (che privatizzazione a questo punto non è) non sembra giustificare la tragedia lamentata dalle opposizioni, Di Pietro in testa.

Ragioni e torti

Malgrado le iniziali perplessità espresse anche in questa sede, bisogna dare atto a quest’amministrazione, e all’assessore Ariano in particolare, che la scelta di procedere autonomamente verso l’individuazione del gestore del servizio di igiene urbana (in soldoni:  della raccolta dei rifiuti) si è rivelata corretta. Infatti, non solo l’assemblea dell’A.T.O. non ha ancora approvato il progetto consortile, ma addirittura anche il Comune capofila, Manduria, con atto del commissario prefettizio dott. D’Onofrio, ha preso la stessa decisione.

Il progetto del nuovo servizio da mettere in gara d’appalto al più presto, dovrebbe essere discusso in consiglio comunale entro la fine del mese.

“Mensogne”

Il commento di Nonno Franco di qualche giorno fa si presta secondo me ad alcune considerazioni. Il problema delle mense è un problema che capita ogni anno fra capo e collo ad ogni amministrazione savese ormai da anni e anni, fu così anche per la mia (nostra, riferita anche a nonno Franco).
E questo proposito, non posso che confermare che buona parte delle considerazioni di Franco sono probabilmente giuste, ma per quanto vere, esse sono solo una parte della verità.
Le pressioni su questo tipo di decisioni sono fortissime, gli sponsor delle cooperative attualmente assegnatarie del servizio sono tanti (non solo il Pd, o la sua componente socialista, per intenderci); ma il fatto è che anche chi propone soluzioni alternative spesso ha lo stesso tipo di retropensiero: si vuole solo smontare un certo tipo d’influenza clientelare per sostituirne un’altra personale di uguale spessore. Magari attraverso un sistema apparentemente neutro come il catering, ma con le stesse possibilità di indicazione dei futuri fortunati lavoratori.
Fate bene attenzione per favore,non dovrebbe essercene bisogno ma a scanso di equivoci lo chiarisco: non ce l’ho con Nonno Franco, parlo in generale e per linea di principio.
Il punto quindi è che non basta basarsi sulle vere o presunte intenzioni di chi propone una soluzione, per considerare la stessa giusta o sbagliata da un presunto punto di vista “morale”, o politico, altrimenti non se ne esce più. Aggiungerei, purtroppo col senno di poi, che di queste cose, le “intenzioni”, bisognerebbe non occuparsene punto: si dovrebbe valutare la soluzione migliore per quella che è, non per i suoi padrini.
Ecco perché tornando al problema delle mense, non riesco proprio a comprendere come si possa soltanto ipotizzare una soluzione come quella del catering, rispetto a quella dei pasti cucinati in luogo. Se poi è un problema di autorizzazioni, visto che è il comune stesso a doverle rilasciare, se non si è a norma dopo due anni di amministrazione si affidi pure il servizio in catering, ma si cacci a pedate l’assessore ai lavori pubblici.
Ulteriore precisazione, a scanso di equivoci: non sto difendendo un’eventuale assegnazione diretta alle cooperative: per quello che mi riguarda l’unica soluzione praticabile è la gara d’appalto.
(E a proposito di questo: non so quale funzionario comunale adesso si occupi delle gare d’appalto, ma della correttezza del funzionario del settore in questione non ho il minimo dubbio)