Associazionismo alla Savese

Per Natale, un gruppo di associazioni locali ha organizzato un presepe vivente allestito in uno stupendo frantoio ipogeo del ‘700, di proprietà di un privato. L’amministrazione comunale ha stanziato un sostanzioso contributo di 1800€ per le spese vive, e con il lavoro di molti appassionati e principalmente del proprietario della struttura, si è allestito una bella manifestazione che nei tre giorni di apertura al pubblico ha richiamato circa 3500 visitatori paganti, oltre a bambini e portoghesi.

In più, nelle vicinanze del presepe, le varie associazioni hanno allestito una serie di banchetti dove hanno cucinato e/o venduto piati tipici locali, ricavando ulteriori somme da destinare giustamente alle proprie attività.

Dopo di ciò si è passato alla spartizione del bottino, ehm volevo dire dell’incasso: oltre 3500€, che le associazioni si sono divise serenamente e amorevolmente. Anzi, amorevolmente mica tanto, ma si sa, dove ci sono i soldi… Mica si può stare a badare al regolamento comunale sui contributi alle associazioni, o al proprietario che ci ha messo settimane di lavoro e di passione. Cosicché, per la prossima edizione sono attese grandi novità, visto che la cifra destinata al miglioramento della struttura dopo breve discussione è stata stabilita in € 0,00.

Le spese sono del comune, il lavoro è dei privati, l’incasso è delle associazioni. Dico bene, assessore alla cultura?

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3 pensieri riguardo “Associazionismo alla Savese”

  1. Caro Corrado,
    in quei giorni mi trovavo a Sava. Ho avuto l’onore di visitare il bel presepe vivente, forse il migliore tra quelli visitati in vita mia. Migliore, di sicuro, a quelli che organizzano qui in Brianza… e non lo dico per “sputare dal piatto in cui mangio”, dal momento che, lo ammetto, tale tradizione è “quivi” poco radicata.
    Mi piace molto, lo ammetto, lo spirito competitivo, in senso estetico e partecipativo, messo in atto fra i diversi paesi… tant’è che anche quello manduriano si è dimostrato, dal mio punto di vista, “all’altezza” della sfida, vuoi per la location (le Mura Messapiche, se non erro) vuoi per l’impegno profuso dai tanti volontari (e, pare, da qualche scroccne che si è fatto pubblicità più del sovuto…).
    Ora passo all’osservazione politica. Così, giusto per curiosità ,mi potresti inviare l’elenco delle associazioni savesi/non savesi che, nel 2007, beneficiarono dei contributi annuali? Ti chiedo, se fosse possibile, di farlo seguendo alcuni criteri-guida, come la mission, l’ubicazione della sede (sava/non sava), l’importo assegnato,… magari corredati da un’appendice storica… Come avrai potuto intuire, amo farmi un’idea su come si gestisce la prassi amministrativa a 1000 km di distanza! Nel mio comune, ad esempio, lo spoil system (di maggioranza e opposizione), attraverso la pesatura del n° di ass.ni e di generosità dell’importo è il criterio-guida imperante… Se, ad esempio, FI ha il 30% delle preferenze, allora si piglia il 30% dell’importo complessivo, a costo di finanziare ass.ni che operano anche a 50 km da Desio.
    Grazie in anticipo.

  2. Non è semplice fare una ricerca di questo genere, ma ci posso provare.
    intanto posso dirti che c’è comunque un regolamento che mette dei limiti: i contributi allo svolgimento delle manifestazioni vengono erogati a consuntivo sino ad una concorrenza massima del 50% della spesa.
    A meno che non sia cambiato qualcosa in questi due anni, ma non credo.
    E’ evidente quindi come quella erogazione non sia in linea con il regolamento comunale.
    Pensa che per le manifestazioni non a libero ingresso, l’amministrazione non può nemmeno concedere gratuitamente l’uso delle strutture comunali, fosse anche la sala per le conferenze, per non parlare del palazzetto dello sport…

  3. Interessante la questione relativa alla copertura del 50% delle spese. A consuntivo, secondo me, tale percentuale dovrebbe essere flessibile, onde evitare perdite secche, riguardanti le associazioni, inerenti a problematiche imprevedibili, come il maltempo. Magari si potrebbe utilizzare un coefficiente più che proporzionale all'”insuccesso”, per cause esterne, dell’evento.
    E se i privati, con il proprietario del frantoio in testa, creassero un’associazione ad hoc, non sarebbe forse più ragionevole, anzichè parcellizzarne la spartizione? L’incasso finale verrebbe così suddiviso in base alle quote associative, misurabili tenendo conto del servizio erogato (ad esempio, transennamento marciapiede, vettovagliamento AD OFFERTA LIBERA,se no che assocazionismo sarebbe?), del numero di persone (volontari) messi in campo e così via.
    Va beh, questa è un abbozzo di idea…
    In merito ai contributi erogati annualmente, nel caso riuscissi a recuperare qualche info in più ben venga! Puoi rispondermi anche al mio indirizzo privato.

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