La fogna mediatica /2

Nel precedente post ho cercato di dare un’idea, forse vaga, della gravità del problema ambientale savese. L’espressione “stare nella merda” credo assuma in questo caso il suo significato più pieno.

Per riassumere, il 90% delle abitazioni savesi sversa i liquami in pozzi neri da cui penetrano direttamente nel sottosuolo. Se il terreno è sufficientemente poroso, questo avviene senza alcun intervento di pulizia o svuotamento del pozzo, e quindi in definitiva senza alcun costo per il cittadino. Al contrario, dove il terreno è cretoso, la capacità di assorbimento è molto scarsa, per cui periodicamente la fossa deve essere liberata dai liquami che la riempiono. E qui si introduce il problema economico.

La mancanza di depuratori nelle vicinanze di Sava, costringe infatti le aziende specializzate a smaltire i liquami prelevate dalle fosse dei cittadini ad arrivare fino a Taranto, con costi che per l’utente finale sono ormai arrivati a 150/180€ a svuotamento.

Ci sono famiglie che devono effettuare tale svuotamento ogni 15,20 giorni.

E’ facile capire quindi come il problema ambientale sia del tutto secondario, nella percezione comune, rispetto al problema economico.

(2 – continua)

3 pensieri riguardo “La fogna mediatica /2”

  1. Madonna… quindi significa che, se un cittadino savese mi offrisse dell’insalata coltivata come dio comanda nell’orticello in campagna, rischierei di nutrirmi di… detersivo per piatti?
    Forse è solo l’idea che mi urta, anzi, di sicuro manco la lattuga romagnola è esente da residuati tossici propri della italica postmodernità…
    Però, a pensarci bene, un’emergenza come questa contribuisce (paradossalmente in positivo) a sfatare il mito del meridione come terra NECESSARIAMENTE agricola. E pensare ai servizi che si andrebbero ad implementare, se solo quella maledetta fogna fosse allacciata ad un impianto di depurazione decente! Ed al risparmio in termini economici.
    Sfogliandoil rapporto 2007 ISTAT realizzo sempre meglio di quanto la realtà tarantina, e più in generale del “Grande Salento”, sia a macchia di leopardo, con forti disparità di servizi interne, molto di più rispetto alla visione omogeneizzante tipica di chi si interessa di un contesto sociale geograficamente distante.

  2. @clo fra un po’ ci arrivo…
    @jo beh, sava non è molto indicativo del grande salento, visto che paesi privi di fognatura sono ormai una rarità persino da noi. qui vicino solo avetrana, credo, ma con rete e depuratore ormai realizzati e prossimi al collaudo.
    certo che un’analisi semplice semplice sula presenza di nitriti nell’agro savese sarebbe interessante assai.

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