I soliti sospetti

Io sarò il solito italiano complottista, ma quando vedo che TUTTE le medaglie della velocità vanno ad atleti della stessa nazionalità, a me viene da pensare male.

E non penso a Bolt, che se anche fosse dopato rimarrebbe un alieno comunque… ma a tutto il sistema che a quanto pare hanno messo su. Che in tv ci viene propinata come una questione socio-antropologica (sentiti i commenti di Tilli? Leggete l’ottimo commento di zoro, a riguardo), ma a me pare una questione di più bassa lega.

Prima di venire frainteso: non è che per me i giamaicani sono cattivi e gli altri sono buoni, che qui a pane e acqua non va avanti nessuno – dico solo che quando c’è una distribuzione così anomala di vittorie fra atleti diversi di una stessa nazione, di solito qualcosa è andato storto.

Per il problema doping in generale, vi consiglio questo brillantissimo articolo dell’Economist segnalato dal solito Luca.

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La fogna mediatica /La farsa finale

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Lavorare ad agosto

farmacia.jpg 10 cose che sarebbe meglio non fare in farmacia:

  1. chiedere, spesso pretendere, l’acquisto di farmaci senza ricetta quando non previsto dalla normativa. …E si, ciò vale anche per l’Aulin!
  2. rimanere delusi quando il farmacista non si ricorda quello che avete preso magari settimane prima: ricordare che sono “piccole compresse bianche”, di solito non è sufficiente.
  3. visto quanto sopra, dare in escandescenze quando vi viene negato l’acquisto di un farmaco: quasi sempre c’è una buona ragione. Legge a parte, soprattutto la tutela della vostra salute. Esclamare “a me a Milano lo Xanax lo danno senza la ricetta!” oppure “non posso andare in guardia medica, che devo andare al mare”, non servirà a molto.
  4. se siete residenti fuori dalla regione in cui vi trovate, e in guardia medica per una semplice prescrizione vi chiedono 15€ di ticket, non prendetevela col medico di guardia e nemmeno col farmacista. Avete ragione, è una pura follia, ma é la legge, purtroppo. In compenso, potete chiedere il rimborso alla vostra asl. Se abitate in una regione seria, magari vi riesce di ottenerlo. Quanto sopra non vale per i presidi estivi delle località turistiche, a quanto pare.
  5. trasportare le ricette dentro la canottiera, specie se la temperatura esterna supera i 35 gradi. Credetemi, ciò non è bello per chi poi le deve spedire.
  6. chiedere con aria scettica “c’avete mica l’aspirina???”. E soprattutto, non fare la faccia sorpresa come davanti al miracolo di Padre Pio alla scoperta che anche a Sava esiste l’acidoacetilsalicilico, e non da oggi.
  7. lamentarsi che in farmacia fa freddo: capisco che in questi giorni entrare in un locale climatizzato può essere traumatico, ma non c’è scelta: la temperatura all’interno della farmacia non può superare i 25 gradi, per molti motivi. Se poi obiettate che esistono norme che regolano anche il differenziale delle temperature interno-esterno avete ragione: siamo in Italia, e non possiamo farci niente.
  8. bussare fuori orario per le cose più assurde: dai pannolini, agli assorbenti, agli spazzolini da denti (ahem… 😉 ) al latte per i bambini. In quest’ultimo caso, di fronte al diniego del farmacista di vendervi il latte, non incazzatevi inutilmente e soprattutto evitate di aggredire il farmacista con frasi come: “Per colpa sua mio figlio rimarrà a digiuno!” oppure “La denuncio ai carabinieri” (un classico intramontabile). La legge é chiara: nei paese al di sotto di 50000 abitanti, il servizio notturno si svolge “a chiamata”, e solo per ricette a carattere di urgenza. Al contrario, esiste un metodo infallibile per raggiungere lo scopo: chiederlo con cortesia. Se poi svegliate il farmacista alle tre di notte per “il-latte-arricchito-con-vitamine-che-il-mio-bimbo-di-3-anni-mangia-solo-quello”, allora ve la siete cercata.
  9. chiedere con fare ammiccante di riportare sullo scontrino farmaci diversi da quanto realmente acquistato, allo scopo di detrarre dal reddito spese altrimenti inammissibili. La risposta sarebbe certamente no, quindi risparmiatevelo.
  10. entrare in farmacia a torso nudo, perché rischiate la polmonite. E a meno che non siate Brad Pitt., pure il ridicolo.

Iphone, la recensione

Che non è la mia, ma quella di Suzukimaruti, segnalata da Wittgenstein.

Anche nel caso che dell’Iphone non ve ne freghi niente, è divertente e interessante lo stesso, credetemi.

“Leggere i forum specializzati, in questi giorni, è a modo suo divertentissimo, perché si assiste a discussioni psichedeliche tra evangelisti della mela di vecchia data e tamarroni che hanno comprato l’iPhone per non sfigurare al bar e si disperano perché non riescono a metterci su la suoneria di Bella Topolona.”

Fra i commenti alla recensione spicca questo:

“Più che una recensione, sembra la versione 2.0 dell’Ulisse di Joyce”