Fatevi avanti

E’ inutile far finta di niente, a Sava come a Roma il sentimento comune nei confronti della politica è la disaffezione, o il disprezzo.

Le cause possono essere tante: la quotidiana mortificazione del merito, la palese inadeguatezza di buona parte della classe politica, la superficialità e strumentalità della gran parte del dibattito politico, la sensazione, spesso fondata, dell’inutilità del proprio impegno.

Parallelamente però, e per gli stessi motivi, da più parti sento sempre più spesso pormi la fatidica domanda: che si fa? Se fossimo in una fase pre-elettorale, sicuramente sarebbero già saltate fuori le paroline magiche: “la lista civica”. Con i solito corredo di luoghi comuni: pensare all’interesse del paese, prescindere dalle posizioni politiche, selezionare “il meglio”, e così via.

Altri, pochi in verità, pensano che si debba invece combattere il sistema dall’interno, che nel mio caso sarebbe il PD, lottando caparbiamente per affermare le proprie idee e i propri principi. Che non si possa quindi mischiare idee e contenuti diversi solo in base ad una presunta affinità “morale”, prescindendo da posizioni politiche ben definite. Con il rischio, naturalmente, che questa diversità e questi sani principi finiscano per diluirsi in tutte le forze politiche sino al soccombere più o meno universalmente, di fronte ad armamentari magari obsoleti, ma di sicuro più efficaci in termini di creazione del consenso, e certamente molto refrattari ad una logica di rinnovamento.

Quindi la domanda rimane, che fare?

Io non lo so, credo che la mia generazione con la mia legislatura ci abbia anche provato, ma per responsabilità massimamente mie, ma non soltanto, abbia comunque fallito. Tocca ad altri, semplicemente. Cioè a voi. Dico voi (molto) meno che quarantenni. In poche parole, non voglio vivere in un comune dove io sia considerato ancora un “giovane” della politica.

E soprattutto intendo, con “voi”, chi ha da portare idee e contenuti nuovi, e non si è ancora compromesso nei tanti modi con cui la politica cerca di corrompere.

Io posso darvi qualche consiglio sugli errori da non fare, in questo ho una buona esperienza. Il resto dovrete sbagliarlo da soli.

7 pensieri riguardo “Fatevi avanti”

  1. sinceramente: nessuna delle due.
    commiato dalla politica attiva no, non adesso, perchè l’ho già fatto due anni fa.
    è stata un’esperienza straodinaria, la più importante e formativa della mia vita, e non c’è dubbio che mi abbia cambiato molto,(in meglio? o in peggio? ancora non lo so)
    c’è un momento in cui tutto quello che fai, o anche solo cerchi di fare per gli altri ti ripaga di tutti i sacrifici, le delusioni, e le rinunce che ti tocano.
    ma poi passa. quando ne sei fuori, e riprendi il controllo della tua vita, non torni indietro. non io almeno, e sicuramente non ora.
    la mia vita è molto migliore adesso, mi sono ripreso il mio tempo, che è l’unica risorsa veramente finita delle nostre vite, e non lo darò indietro.
    rimpianti nemmeno, perchè tutto quello che ho fatto, anche sbagliando, l’ho fatto con convinzione, quindi perchè adesso dovrei struggermi?
    certo, vorrei aver fatto meglio, ma, amen, è andata.
    … e davvero, spero che il prossimo sindaco abbia meno di 35 anni. Massimo 40, và!

  2. ciao Corrado, un saluto anche agli altri commentatori del sito,

    la domanda “CHE FARE?” svetta imponente nell’immaginario collettivo di quel gruppo di persone che vorrebbero cambiare le cose, ma non sanno da dove cominciare, per il semplice fatto che lo scopo del gioco coincide quasi perfettamente con la necessità di far sì che cambi la mentalità della gente di Sava (laddove la cosa fosse anche solo immaginabile)
    e credo che per cambiare la mentalità una comunità impieghi dei decenni…

    quindi la domanda sarebbe non CHE FARE, ma “COME” farlo?

    perché sul che fare chiunque avrebbe delle idee…buone o meno buone,
    ti faccio un esempio (che, per carità.. non vuole essere una lezione a chi ha molta più esperienza di me nel campo), ma vuole essere una dimostrazione che non sarebbero le idee che mancano:
    se io fossi nei panni degli amministratori di questo paese la prima cosa che farei è quella di circondarmi di gente tecnica “capace” che abbia un solo scopo, che è di importanza vitale per un Comune come Sava che ha poche entrate (visto che sfortunatamente non ha neanche la costa, da cui attingere risorse economiche importanti), e lo scopo è:
    – FARE IN MODO DI REPERIRE TUTTE LE FONTI POSSIBILI DI FINANZIAMENTO DA IMPIEGARE NELLE POLITICHE TERRITORIALI, ECONOMICHE, SOCIALI…
    Ovvio? difficile? utopistico?
    io dico di no,
    senza soldi non si fa niente, e quindi si cercano i soldi, giorno e notte, ci si scervella e si lavora finché non escono fuori da qualche parte, e le possibilità sono tante: FONDI POR E ALTRE RISORSE COMUNITARIE, FONDI NAZIONALI E REGIONALI, FONDI MINISTERIALI, per non parlare di tutti quelli stanziati da Amministrazioni ed Enti pubblici, e ancora RISORSE PRIVATE (PROJECT FINANCING)
    io conosco dei comuni molto più piccoli di Sava, sia del Nord che del Sud, che sono riusciti e riescono a fare opere pubbliche senza tirare fuori un centesimo
    POSSIBILE CHE A SAVA NON SI POSSA FARE CIO’ ?
    una volta che ci sono i fondi (e ripeto li deve cercare gente competente in materia di finanziamenti e di progettazione di massima che lo ha fatto e lo sa fare efficacemente), poi tutto diviene più facile…
    gare al ribasso con la MASSIMA TRASPARENZA e incarichi a progettisti meritevoli, mettere insieme uno staff di tecnici progettisti per riprogettare le opere più importanti del paese e farle in poco tempo…
    non mi dilungo troppo, si è capito il discorso del cosa fare?

    sul come farlo, nel senso politico dell’avverbio “come” alzo le mani… perché per arrivare al palazzo in questo paese senza dover scendere a indegni compromessi e, soprattutto, poter agire per fare quello che ho detto senza essere costantemente sotto il ricatto di questo e quell’altro consigliere che usano il loro voto-veto per il loro tornaconto.. beh credo che nessuno abbia ancora trovato la ricetta (compresi i vecchi lupi di mare che conosciamo bene),

    quando sei stato eletto tu mi ero illuso che le cose sarebbero combiate, per il sol fatto che era già un elemento di forte novità che vincesse un outsider, ma presto ho capito che saresti anche tu stato vittima dell’infame meccanismo del paese mangiasindaci… eppure tu avevi le idee chiare sul cosa fare…

    concludo: non molliamo Corrado, tu non sei un giovane della politica, ma neanche un vecchio, io sono uno di quei giovani che dici tu, profondamente disgustato, ma nello stesso tempo anche molto affascinato dalla politica
    NON PUO’ PIOVERE PR SEMPRE!!!

  3. @gianni …”gare al ribasso con la MASSIMA TRASPARENZA e incarichi a progettisti meritevoli, mettere insieme uno staff di tecnici progettisti per riprogettare le opere più importanti del paese e farle in poco tempo…”
    questo è un punto che mi interessa molto di questo tuo “manifesto” e sono convinto che la rinascita di sava a livello sociale possa avvenire anche con una rinascita delle infrastrutture ed una progettazione organica, oltre che architettonica, e non nella sola logica del “Dio Denaro” senza pensare minimamente alla qualità degli spazi di questo paese (vedi scempio del centro polivalente x anziani…)
    Io sarò pure parte in causa ed essendo architetto è facile dire che son il solito profeta del “bello”…ma qui si tratta di spazi non solo belli, ma socialmente e organicamente utili!
    p.esempio…è normale che i nostri bambini non abbiamo un vero parco nel quale giocare e che la domenica mattina debbano sfrecciare con le bici in piazza o per le strade, oppure giocare in campetti di terra in mezzo agli uliveti???
    in una piazzetta piccola piccola come la c.d. “piazza Nassiriya”, se mettiamo un chiosco che occupa la metà della stessa e in un angolo 2 giostrine una sopra l’altra non possiamo chiamarlo “parco giochi”… sarebbe questo il pensare al sociale, all’organico, al funzionale ed infine, all’architettonico (così come i miei buoni professori insegnavano all’università…)???
    Farsi avanti si, ma non bisogna provare per veder cosa succede: bisogna essere convinti e decisi, ma a Sava come si può, visto che ognuno va contro ognuno???

  4. Caro Corrado,
    vorrei commentare le tue parole stimolanti e attuali, anche perché mi sento chiamato in causa in prima persona.
    Rispetto ai miei coetanei so bene di costituire una “mosca bianca”, perché la politica mi appassiona e le dedico ben più di qualche momento di attenzione saltuario: sarà perché ho avuto degli ottimi modelli in famiglia, sarà perché mi ha sempre affascinato l’ idea della politica come leva del cambiamento e della costruzione di una società più giusta, ma continuo a non capire questo desiderio di non partecipare, di nascondere la propria mancanza di volontà di agire e capire dietro la frase (comoda e tremenda) <>.
    La crisi di credibilità della classe politica odierna é evidente: scarsa coerenza, trasformismo, mancata conoscenza dei problemi, attitudine all’ autoreferenzialità sono alcuni dei suoi difetti più palesi, ma questo non significa che ci si debba arrendere a questo stato di cose.
    Soluzioni magiche non ce ne sono, ed é illusorio pensare che basti ringiovanire le classi dirigenti per risolvere il problema: dare spazio ai giovani é condizione necessaria ma non sufficiente, perché è chiaro che poi questi giovani devono avere le necessarie qualità (competenza, onestà, senso del dovere, passione)…e devono essere comunque affiancati da chi ha un minimo di esperienza sulle spalle.
    Io però sono fiducioso, perché credo che oggi come oggi ci siano tutte le motivazioni per un impegno diretto di tante persone, a cominciare dai ragazzi: chi ha la mia età ha di fronte a sé un Futuro che viene percepito come una minaccia, perché ci state consegnando un Mondo sull’ orlo di una catastrofe ecologica, in cui prevale un’ idea del lavoro come momento di precarietà e sfruttamento, in cui il sapere sembra essere al servizio del Mercato e non degli uomini e delle donne…ebbene forse da questa minaccia può scattare la molla per una visione più alta della politica, anche qui a Sava.
    Perché se parliamo di politica parliamo ovviamente dei bisogni delle persone, che non possono essere anestetizzati troppo a lungo dal rincoglionimento che va in onda ogni giorno a reti unificate.
    Non ho la ricetta pronta, ma di due cose sono convinto: bisogna tornare ad immaginare la politica come costruzione di spazi di speranza e socialità (traduco: non servono piccole avanguardie, siano esse liste civiche o partitini ad immagine e somiglianza di una sola persona, ma serve invece una politica che ci aggreghi e ci renda tutti più partecipi), e bisogna prendere atto che siamo entrati nella Società della Conoscenza, e che quindi fare politica significa anche sforzarsi di capire la realtà che ci circonda e non improvvisare ed affrontare i problemi con superficialità.
    Serve una Politica dei pensieri lunghi. Io ci credo e mi spenderò in prima persona, sperando che siano in tanti a farlo.
    Un saluto a tutti i lettori del blog
    Enrico

    Ps vorrei dire a Mimmo Saracino che al di là delle diverse opinioni e di qualche polemica passata io lo rispetto e spero di avere altre occasioni di dialogo con lui, anche su questo blog.

  5. sono contento che questo luogo di discussione, seppur virtuale (ma se volete ci diamo appuntamento in un bar per vederci in faccia…), mi dia la possibilità di prendere atto che non sono il solo in questo paese a pensare che non è ancora finita, e a cercare di immaginare una soluzione alla tragica situazione politica, ambientale, economica,
    e a tentare almeno di “Pensare in grande”…
    opinione spassionata: dovremmo “contarci” (tranquilli….senza secondi fini)

  6. Salve a tutti,
    è da un po che seguo queste discussioni sul sito de il blog di C “il figlio di donna giulia”
    Intanto una grande merito a corrado per averlo chiamato in questo modo esaltando la bella immagine di “Donna Giulia”, figura che lui sa essere molto cara alla mia famiglia. Donna con la D maiuscola, che non si è mai esposta in politica più di tanto perchè lei si, che avrebbe cambiato le sorti di Sava e di tante donne che in lei si sarebbero riconosciute. Altri tempi!
    Oggi siamo ad oggi, con una sindaco donna alle spalle di cui dovremmo vergognarci, io per prima che in tempi non sospetti fui felicissima di stringerle la mano sol perchè la prima sindaco donna di sava: …me ne vergogno ancora oggi d’averlo fatto non sapendo chi fosse ne quel poco di danno che avrebbe fatto, per fortuna poco, ma gettando sicuramente sava sempre più giù! e le donne che in lei avevano posto fiducia nel fosso giù con lei!
    Chi non mi conosce può leggere di me a pg 9 dell’ultimo numero di Vivavoce, dove ho un po denunciato lo schifo a livello locale di ciò che io ho vissuto.
    Apprezzo moltissimo le testimonianze delle persone che scrivono su questo sito, e mi riconosco molto in quello che ha scritto enrico consoli.
    Per noi giovani alle soglie dei trent’anni non è semplice inserirsi nel mondo politico, a me personalmente , che sono donna, è ancora più difficile, sia perchè non provengo da una famiglia altolocata (e vuol dire tanto a sava)
    e sia perchè non sono voluta scendere a compromessi quantomai squallidi!
    Però ci sono, e vorrei tanto poter fare qualcosa!!!
    un caro saluto a c e madre by maristella da Perugia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...