Si sa, partire è un po’ morire /2

La nuova aerostazione di Brindisi è bella ma poco funzionale. Le toilette sono nel piano interrato, e sono le uniche al mondo che hanno installato dryer che non sono i magnum della Fumagalli. Solo come constatazione, chissenefrega.
La cosa veramente demente è usare i bus per imbarcare i passeggeri su un aereo che dista non più di 25 metri dal gate.
Una volta all’imbarco, e passato il posto di polizia, mi sono accorto che avevo dimenticato da qualche parte il berretto, allora sono tornato ai banchi del check-in, e l’ho ritrovato. La mia personale favola di Natale.
Alla fine partiremo con solo due ore e un quarto di ritardo, e proprio mentre sto per spegnere il cellulare è arrivato il primo sms di auguri di buone feste. Che culo.

Ps si può essere più dementi? Sono salito sul trenino per la tiburtina senza vidimare il biglietto!

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Si sa, partire è un po’ morire

Cominciamo bene, Il volo che alle 10e30 dovrebbe portarmi a roma ha già un’ora e un quarto di ritardo.Il tutto al modico costo di 400€.

Update: ritardo sale a 1ora e 40. Nel frattempo hanno cancellato due voli sempre per Roma.comincio a temere di non partire. Il bar è una specie di gioielleria. Sul mio volo dovrebbe viaggiare Raymond Tutt.

La guerra delle procure e il “caso” De Magistris

Per quelli che volessero avere un’idea della questione, ma soprattutto dello stato di salute della nostra società, e in particolar modo nel meridione d’Italia, ecco il chiarissimo e sconvolgente racconto da noiseFromAmerika, parte prima.

Un’altra ancora e poi basta

Chiudo la settimana quasi interamente dedicata al PD con questa formidabile osservazione di Gramellini su LaStampa:

“Non era mai successo nella storia dell’umanità che un governo-ombra rischiasse di cadere prima del governo vero, e questo conferma la novità del partito democratico, che riesce a prefigurare scenari politici ignorati persino dalle profezie di Nostradamus”.

(Via Scalfarotto)

“Ma anche” con la diciottesima puntata di Toleranza Zoro:

Camillo – Wittgenstein 1 – 0

Le proposte sono giuste e condivisibili, una per una, e io ovviamente sto con loro. Ciò che mi pare anacronistica e perdente è l’idea di fondo che il Pd debba essere il posto per “le persone affezionate alle sorti della sinistra in Italia” e lo strumento per “far bene, democraticamente, una politica di sinistra”. Ma chissenefrega delle “persone affezionate alle sorti della sinistra in Italia”, visto che peraltro sono altrettanto affezionati Luca e Rizzo-dei-comunisti-italiani o Michele Santoro. Il Pd, se vuole essere un vero partito democratico liberal e riformatore, deve essere il posto per “le persone affezionate alle sorti dell’Italia”, non importa se di destra o di sinistra. E, inoltre, deve essere lo strumento per fare buone politiche, non politiche di sinistra. Anche perché nessuno ha ancora spiegato quali siano le “politiche di sinistra”: dire no all’Alta velocità o bombardare la Serbia? Difendere gli statali o spernacchiare Bassolino? La maglietta del Che o la Baia dei Porci? I no global o Bob Rubin? Inneggiare alle manette o invitare il pastore anti gay alla cerimonia di giuramento?

(Christian Rocca sulla mozione Bachelet Sofri ecc.)

Questa è tremenda

Il solito Spinoza:

Appello di Veltroni: “Mi servono più poteri”. Si vede che l’invisibilità non gli basta.