Quando tanto, quando niente

Proprio mentre con la consueta velocità a Sava si provvedeva a individuare un professionista che collaborasse con l’amministrazione comunale per la stesura del capitolato d’appalto per l’affidamento del servizio della raccolta dei rifiuti, l’A.T.O. TA3 ( cioè il consorzio dei comuni di cui Sava fa parte) ha fatto la stessa cosa, rendendo inutile di fatto lo sforzo tardivo del Comune di Sava.

Giusto come appunto: l’appalto è scaduto nel novembre 2003. La competenza per l’espletamento della gara d’appalto è dell’A.T.O., ma dal giugno del 2006, sarebbe stato possibile provvedere in autonomia, in attesa che il consorzio, come per legge, individuasse il gestore unico del servizio. Farlo adesso, sarebbe un inutile spreco di denaro pubblico.

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4 pensieri riguardo “Quando tanto, quando niente”

  1. Ma di questo, nessuno parla (Rifondazione comunista e pochi altri a parte).
    Un problema così serio non é al centro dell’ agenda politica e nessuno a niente da dire..forse perché si crede che non sia utilizzabile a fini elettorali?

  2. E’ evidente la fretta di dare l’incarico al tecnico”amico”, magari incopetente. Io non conosco il nominativo del tecnico designato.Appena hanno avuto sentore che l’ATO si stava muovendo, i notri ammnistratori si sono precipitati a dare l’incarico all’amico. Nel settore ecologia non nè l’ultma nè l’unica operazone che gli amministratori (sempre del PD) portano avanti. Sono cinque anni che l’appalto è scaduto e la ditta\e (abbastanza potente) ha usufruito di un altro appalto senza gare,aumentando, però, il canone e diminuendo, di contro, i servizi, in barba a tutte le leggi e norme. Forse si tiene in quell’ufficio un dirigente così incapace che sono gli assessori di turno a manovrare e condizionare il servizo. Il ministero dell’Ecologia ha scoperto tale anomalia ed ha inviato una diffida. Caro Enrico se Rifondazione e qualche altro parla, è fiato e tempo, sprecato. Tanto loro continueranno sempre a fare ciò che fanno. Nessuno controlla o vuol controllare e se qualcuno inizia a farlo si chiude occhi ed orecchie, perchè il sistema perverso riesce a mettere bende agli occhi e tappi nelle orecchie. A Sava e nella provinicia di Taranto è tutto consentito agli amministratori non capaci e non onesti. Ma vi siete mai chiesto come mai Taranto ha fatto la fine che ha fatto?. Nessuno si è mai accorto di quello che avveniva ? Mi rifeirsco a tutta la classe politica di governo e di opposizione e alla magistratura “politicizzata” che colpevomente ha rivolto lo sguardo altrove. L’argometo è si utilizzabile a fini elettorali. Non contano niente gli avventizi incaricati a pulire le strade, sempre fedelmente gli stessi? Mi chiedo echiediamoci ma chi li assume ? La ditta si ma su segnalazione dell’assessore; non è forse vero?.
    Gradire una risposta da chi è meglio informato sulla faccenda.

  3. Caro Nonno Franco,
    capisco la tua amarezza per il modo in cui é gestita la res pubblica dalle nostre parti. Ma bisogna considerare che nella nostra Provincia non tutte le realtà sono incapaci (come Sava) di gestire con criterio la raccolta dei rifiuti: a Monteparano la raccolta differenziata ha raggiunto quasi il 40%, e parliamo di un piccolo comune distante appena dieci chilometri.
    Non tutti gli amministratori sono incapaci e corrotti, anche se verrebbe spontaneo approssimare per eccesso la percentuale della “parte malsana”.
    Su Taranto: politici che hanno denunciato (in tempi non sospetti) il rischio che la città stesse correndo verso il baratro ce ne sono stati…uno di questi, circa 25 anni fa, fece del “Caso Taranto” e della questione morale uno dei suoi cavalli di battaglia..ma forse non sono la persona più adatta per raccontare queste cose, apparirei poco imparziale.
    Leggi questo interessante articolo e poi dimmi che ne pensi..
    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=8746
    Un saluto, Enrico.

  4. caro Enrico ho letto, anche se velocemente, il lungo articolo consigliatomi. Le mie considerazioni sintetiche vengono più pedissequamente esplicitate nel suddetton articolo. Bisogna prendere tristemente atto della situazione e sforzarsi a rimboccarsi le maniche per una rivalutazione dei sani principi del Bene Comune con la speranza di non essere impeitenti ed etenii “Don Chisciotte”. L’onorevole Consoli, tuo padre, aveva sicuramente il senso della legalità fino a portarlo a denunziare intrallazzi pericolosi tra politica -affari-criminalità-magistratura, molto probabilmente con scarsi risultati come la storia ci racconta. Certo che esistono buoni amministratori e che le cose vanno meglio in altri comuni, ma, purtroppo, sono mosche bianche.

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