Libertà di coscienza. Ad avercela, una coscienza…

Io la penso esattamente così, virgole comprese:

“Deve esserci libertà di coscienza sui temi etici” (Franceschini)

è un approccio piuttosto condiviso dalle nostre parti e che si basa sulla convinzione che il personale ed il pubblico debbano coincidere. per questioni di coerenza. il che è una grossa cazzata.

quella personale è una dimensione altra. la stortura è una politica che sia portare avanti le proprie opinioni. e non mettere le proprie capacità al servizio degli altri. di tutti gli altri, a prescindere da quel che si pensa giusto per sé.

perché è ovvio che deve esistere la libertà di coscienza, ma il politico la dovrebbe riporre in un cassetto. è al servizio del paese, tutto il paese. poi nel caso, per questioni di coscienza, quando toccherà a lui ed aldilà della legge, deciderà cheffare del sondino che lo nutre. o del feto che lo alberga.

finché la politica resta l’imporre a chiunque ciò che è giusto per me, è inutile discutere di lider e di nomi. in questa ottica, l’unico politico che ognuno può accettare è se stesso. o chi la pensa esattamente come me. che è un tipo che ovviamente, e fortunatamente, non può esistere.

(Cristiano Valli)

ps: se poi non fossi in settimana di astensione dal pd, vi direi pure di leggere questo.

2 pensieri riguardo “Libertà di coscienza. Ad avercela, una coscienza…”

  1. La politica deve essere momento di sintesi di varie soggettività che attraverso il meccanismo di contrappesi e di compromessi arriva all’oggettività, fermo restando il principio della laicità della politica stessa. Non è scontato che il politico che “è al servizio del paese, tutto il paese” debba decidere in un senso o in un altro se non tenedo presente vari fattori, compresa la “libertà di coscienza” ed il “Bene Comune”.
    Chi stabilisce che una qualsiasi norma sia giusta o meno?

  2. Fermo restando il blocco dei commenti ai post mi permetto di segnalare una notizia che dimostra come sia difficile affrontare determinate propblematiche.

    “Contrordine, anzi contro-decisione, sempre in ossequio al principio della massima libertà. Sembra che il contatto con medici e altre persone e la disponibilità di un comunicatore a scansione oculare con il quale spiegarsi a dovere abbia fatto cambiare idea alla signora Mirna, 60 anni, originaria del Tarantino, malata di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), che solo due giorni fa aveva chiesto, e ribadito dinanzi al perito nominato dalla Procura della Repubblica di Brindisi, di voler rinunciare all’intervento di tracheotomia che le avrebbe consentito di prolungare la sua esistenza.
    La donna, infatti, attraverso il battito delle palpebre, qualche giorno addietro aveva manifestato la volontà di voler morire, rifiutandosi di sottoporsi alla tracheotomia. Ieri, invece, Sara Foderaro, il giudice tutelare incaricato dal Tribunale di Brindisi di nominare l’amministratore di sostegno che avrebbe dovuto apporre la firma in calce al foglio di rinuncia all’operazione, è andata a trovare la donna nella stanza di rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi e ne sarebbe uscita nel primo pomeriggio con la notizia che la donna avrebbe cambiato idea. Mirna, cioè, avrebbe deciso di sottoporsi all’intervento di tracheotomia che secondo i medici le eviterà di contrarre le infezioni derivanti dall
    a ventilazione artificiale cui è attualmente sottoposta”

    Provocatoriamente : e se Luana avesse avuto la possibilità di esprire le sue volontà contro la decisione del padre ?

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