Compagni!

Le domeniche pomeriggio in farmacia sono lunghe a passare, di solito occupate a sbrigare un po’ di scartoffie accantonate durante la settimana.

Domenica scorsa ero quindi al banco che leggiucchiavo una circolare quando è entrato in farmacia un signore piuttosto in là con gli anni, assiduo frequentatore della sezione dei compagni e da qualche tempo ormai molto avanti sulla strada di una senilità serena ma decisamente, come dire, svampita.

Di solito, quando viene in farmacia mi porta bigliettini minuscoli scritti fitti fitti che raccontano d’improbabili complotti di cui lui, ma soprattutto il partito, sarebbero le  vitime innocenti.

Questa volta no, si avvicina al banco e mi chiede con aria grave: “E’ venuto D’Alema?”. Di solito, a quest domande senza senso rispondo di si, stavolta, preso un po’ alla sprovvista me ne sono uscito con un “no, non ha fatto in tempo”. Lui ha annuito gravemente ha salutato e si è avviato verso l’uscita con aria proccupata.

Si era già aperta la porta automatica quando si è voltato verso di me e mi ha chiesto: “…e Mario Frioli?”

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I lavori pubblici sono come gli esami

A proposito delle opere progettate e mai realizzate merita un cenno la riqualificazione della zona antistante il santuario di Pasano che rischia di non vedere mai la luce. Inserito nella programmazione ben prima del mio mandato, quindi parliamo almeno del 2004, prevede lo spostamento della carreggiata della strada provinciale per Lizzano di circa 50 metri dall’attuale tracciato per permettere la realizzazione di parcheggi e verde pubblico con l’eliminazione dell’attuale curva, molto pericolosa. Il fnanziamento dell’opera è compartecipato al 50% da fondi ministeriali destinati alla sicurezza stradale. Purtroppo, pare che questi fondi aggiuntivi non siano mai stati resi disponibili dal ministero, e quindi l’opera è  ancora allo stadio di progettazione definitiva, ed esiste il forte rischio che non venga mai realizzaziata.

Sarebbe un peccato gravissimo: a quelle 10000 presenze che il museo richiamava nella sua precedente sede, dobbiamo offrire tutto quel (poco) che abbiamo: Pasano, il Limitone, ma anche il frantoio ipogeo comunale, quello di Robert Conrad, poi li si ‘mbriaca  col primitivo ed è fatta.

Sava a quel punto potrebbe diventare una meta.

Ora è solo una stazioneu un punto di partenza, purtroppo.