Buone notizie da feisbuc

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3 pensieri riguardo “Buone notizie da feisbuc”

  1. La Serracchiani mi piace e sono contento per il risultato che ha ottenuto nella sua regione. Mi piace perchè parla un linguaggio nuovo, diretto, senza tanti giri di parole e, soprattutto, non si fa scrupolo di cantarne 4 ai ferri vecchi del suo partito. Insomma, sembra un corpo estraneo all’attuale Pd.
    Comunque, sono dati molto interessanti quelli che sono usciti dalle urne in Italia (mi limito all’analisi del voto per le Europee, dato che abbiamo solo quello). In sintesi:

    1) Berlusca perde colpi. Il 35% è un dato molto misero, specie se lo si raffronta al tanto sbandierato 42-43% che affermava di avere e al fantasioso 75% del gradimento sulla sua persona. Balle. Ormai non ne sta azzeccando più una, ed è smentito su tutta la linea (veline, economia, sondaggi…tutto).
    2) Il Pd ha fermato lo smottamento pericoloso che rischiava di travolgerlo. Franceschini ha tenuto gli argini e li ha puntellati ma rimane un progetto di affanno e sempre col respiro corto.
    3) Bene Idv, segno che è stata premiata la politica di un’opposizione senza tentennamenti ad un governo di farabutti.
    4) La Lega non mi sorprende. Era scontato che aumentasse i consensi, dato che ha dettato la linea del governo su temi di puro populismo (le ronde, i respingimenti in mare).
    5) Udc senza infamia e senza lode. Un giorno ammicca al governo, poi lo critica blandamente, poi vota qualche legge a favore, qualche volta contro… insomma, non mi sorprenderei se torna all’ovile.
    6) Sinistra radicale suicida. Il tafazzismo all’ennesima potenza, con meno litigi e meno divisioni avrebbero tranquillamente superato lo sbarramento.
    7) Radicali di Pannella. buon risultato. Gli unici che hanno detto cose molto politiche (sull’informazione, sulle corporazioni partitocratiche, economiche e sociali che hanno paralizzato il Paese), nella totale indifferenza di media televisivi e non.

    Tutto questo per dire che il 65% non è con Berlusconi e che si può costruire seriamente un’alternativa che vada al di la delle attuali frammentazioni a sinistra.
    C’è bisogno di un nuovo soggetto unito, una nuova sinistra moderna che si svincoli definitivamente dai vecchi lacci ideologici. E cioè: un Pd che si purghi definitivamente di quei soggetti cattolici fondamentalisti e clericali (alla Binetti), che prenda il meglio della sinistra radicale (penso a Vendola), dei Radicali e di Idv. Insomma: liberal-socialismo, regole ferree sul mercato (chi sgarra, in galera), mantenimento di uno stato sociale dignitoso (sanità e scuola pubblica, sostegno delle classi meno abbienti), lotta alle corporazioni (anche sindacali), legalità, laicità e diritti civili.

    P.S.
    Ovviamente, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.

    1. Dove si firma? 🙂 Condivido tutto, parola per parola, aggiungerei solo che sommando al risultato in assoluto deludente del Pd il voto dei radicali che alle politiche erano nelle liste “democrats”, non si lontani dalla soglia psicologica del 30%… Il che non rende certo un trionfo il risultato, ma considerato che il Pd le ha sbagliate tutte, ma proprio tutte per almeno un anno, c’ ancora una piccola speranza che il progetto non affondi e che possa costituire ancora una possibilit per questa paperopoli che diventata l’Italia. Certo di Serracchiani ce ne vorrebbero dieci, e molti Fioroni in meno… Per quello m’interessa molto pi che il risultato del Pd in s, quello dei candidati che nel prossimo futuro possono rappresentare il Pd che vorrei, anzi vorremmo. Serracchiani, Scalfarotto, Gozi, Mogherini, Placido, ecc. ecc. Ora aspettiamo le amministrative, e vediamo… ___________________________________________ Corrado Agusto https://lacasadeigiochi.wordpress.com em@il -> corrado.agusto@gmail.com cell. 348 3507307

  2. Esatto Corrado, infatti mi meraviglia che nessuno dei commentatori abbia fatto quella somma semplice, cioè Pd+Radicali, che fa quasi il 30%. Certo, non sapremo mai quanto pesassero i pannelliani l’anno scorso (molti dicevano l’1%, ed erano quelli che mal digerirono la concessione di 9-10 seggi ai radicali).
    La mia impressione è che ci sia una netta divergenza tra quello che noi tutti vogliamo e quello che purtroppo i capi-bastone determinano con le loro strategie. Fintanto che non ci sarà un netto ricambio dei dirigenti (anche e soprattutto a livello locale) le cose non andranno nel senso da noi auspicato.

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