“È ingiusto discriminare la religione cattolica”

La bocciatura delle ordinanze firmate dall’ex ministro è stata spiegata dal Tar attraverso motivazioni che si soffermano su concetti di principio, senza entrare nel merito della questione. «In una società democratica – affermano i giudici – certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali». Ne consegue che l’inclusione della religione nella “rosa” delle materie da cui scaturiscono i giudizi degli allievi è ritenuta illegittima: secondo il Tar questa interpretazione, data dal ministero dell’Istruzione, «appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero; nonché di libera determinazione degli studenti relativamente all’insegnamento della religione cattolica».

La migliore è della Gelmini, come al solito.

Qui non si parla di religione, ma di logica: se nel nostro ordinamento esiste il principio della laicità dello stato, e della parità di diritti e doveri di tutti i cittadini rispetto a questioni come il sesso, la razza o la religione, non si capisce per quale motivo gli studenti dell’ora di religione (solo cattolica) debbano avere maggiori possibilità (di crediti scolastici) rispetto ad altri.
Ma se parliamo anche di pratica, davvero pensiamo che il voto in religione debba fare media con italiano matematica e storia?
Essù…
Siamo come al solito alla propaganda, alla strumentalizzazione del “voto cattolico”, sollecitata da individui come il cardinal Coletti per salvaguardare i privilegi dei docenti, cioè dei preti.
Ma che c’entra tutto ciò con la religione?

7 pensieri riguardo ““È ingiusto discriminare la religione cattolica””

  1. Premesso che in quasi tutti gli Stati Europei esiste l’ora di religione nelle scuole: obbligatoria o facoltativa e che in Italia secondo il Concordato del governo Craxi, l’ora di religione non è obbligatoria; la scelta è individuale con tutte le sue valenze, da considerare come studio, non indottrinamento. Infatti a scuola non si insegna solo la religione cattolica, ma si studiano le religioni, con la stessa valenza dello studio di Platone e Socrate, che dal punto di vista della storia della civiltà del mondo non sono certamente più importanti del Cristo Storico, della filosofia di Agostino, Anselmo, della storia del Cristianesimo, della Chiesa stessa ecc. Non si può confondere la cultura e storia della religione con il catechismo. Infatti l’ insegnante di religione parla di tutti quei valori e quei principi che hanno contribuito a creare la nostra identità di popolo. Non fa e non potrebbe fare catechismo:deve parlare del patrimonio culturale che è scritto nella nostra storia di popolo italiano, attraverso l’arte , la letteratura, la filosofia, e perché non la scienza, cercare di recuperare un’identità nazionale sempre più dubbia ed incerta. Non è possibile comprendere la nostra storia, la nostra filosofia, la nostra letteratura e la nostra arte prescindendo dal Cristianesimo. Come per tutelare lla nostra cultura e la nostra civiltà, si insegna Dante, Alfieri, Leopardi, le gesta dei nostri eroi della storia. E allora dico perchè il voto in religione non debba fare media con italiano, matematica e storia? Mons Diego Coletti, Presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, a tal proposito, ha dichiarato giustamente: “non si tratta di un insegnamento che va a sostenere scelte religiose individuali: ma di una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo dobbiamo dire con buona pace anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane”.ed ancora: “Non è colpa di nessuno se la cultura di questo Paese è stata segnata da secoli e in misura massiccia dalla presenza della religione cattolico. Quindi entrare in un dialogo fecondo con la cultura italiana significa anche, non dal punto di vista confessionale ma dal punto di vista culturale, entrare in dialogo con la religione cattolica. E questo è il motivo dell’insegnamento”.
    Premeso tutto ciò bisogna entrare nel merito della sentenza. del TAR Lazio. Innanzitutto il Tar non può legiferare; incombenza lasciata ad altre istituzioni. C’è ancora da aggiungere che non è la prima volta che il TAR Lazio si esprime in modo negativo nei confronti dell’ora di religione. E’ avvenuto nel 1984, 1989 , ultimamente nel 2007 e puntualmente bocciato dal Consiglio di Stato, così come avverrà con la sentenza. 7076 del 17 luglio 2009, oggetto di ricorso al C. di Stato dal Ministro Gelmini. Lo stesso Fioroni (PD) l’ex-titolare dell’Istruzione, ha dichiarato: “Offro un ulteriore spunto di riflessione ,visto che al conseguimento dei crediti formativi concorrono una serie molto ampia e varia di discipline, non ultimi anche corsi di danza caraibica, ritengo quindi che possa contribuirvi anche l’ora di religione o della materia sostitutiva, come previsto per legge”.
    E’ spontanea una considerazione pratica: se lo studente impiega un’ora la settimana del suo tempo scolastico, perché non dargli il diritto alla valutazione del suo impegno? Vorrà dire che per non creare differenze di valutazioni con gli studenti che non si avvalgono dell’IRC, gli stessi debbono scegliere una materia alternativa senza avere la possibilità di uscire dalla scuola. Non si può penalizzare una maggioranza silenziosa (91%) per una minoranza rumorosa.
    “Siamo come al solito alla propaganda, alla strumentalizzazione del “voto cattolico”, sollecitata da individui come il cardinal Coletti per salvaguardare i privilegi dei docenti, cioè dei preti”. Guarda Corrado che gli insegnanti di religione son per l’86% laici e solo il restante 14% sono preti , religiosi e religiose. Mi potrai dire che gli insegnanti sono concordati con la Curia che cmq per il 70 % vincitore di concorso. Non può certamente andare ad insegnare un ateo u un agnostico.Purtroppo con la soppressione della facoltà teologiche avvenuta nel 1873 mai più ripristinate, in Italia attualmente non è possibile applicare una soluzione completamente statalista, come accade in altri paesi.
    Cosa c’entra con la religione tutto ciò? E’ evidente il tentativo di far parlare il meno possibile di religione in un mondo in cui impera il nichilismo, il relativismo, il liberismo morale, il dio denaro.

    1. non facciamo ridere i polli: l’influenza della religione cattolica nella formazione della nostra identit culturale la si studia , la si dovrebbe studiare, nelle ore di storia, appunto, e di filosofia. detto ci, l’idea che nelle ore di religione si studi proprio questo, cio l’influenza della religione sulla nostra storia, anzi sulla nostra identit culturale, fa ridere: non fosse altro perch da come la poni si dovrebbe leggere la materia con uno spirito critico che non mi pare che insegnanti nominati dalla curia possano avere. in secundis, non si capisce perch davanti al consiglio di stato, per appellarsi a sentenze scaturite da azioni legali di altre confessioni ed associazioni debba opporsi lo stato e non la chiesa cattolica, ove questa si senta lesa nei suoi diritti. Ma forse si capisce benissimo… quanto a combattere il dio denaro, la chiesa cattolica non pare molto credibile. il resto, perdonami, mi paiono chiacchiere. se la danza caraibica d crediti, fioroni farebbe bene, in quanto ex miniistro, ad andare a nascondersi prima ancora della gelmini: non che due cazzate facciano una cosa buona.

      ___________________________________________ Corrado Agusto https://lacasadeigiochi.wordpress.com em@il -> corrado.agusto@gmail.com cell. 348 3507307

  2. Gli insegnanti di religione, oltre il diploma di scuola superiore, hanno anche il diploma a livello universitario della durata di tre anni di studi teologici che non sono uno scherzo e quindi sarebbero anch’essi capaci di avere uno spirito critico.
    Massimo Cacciari da filosofo e quindi non ultimo arrivato non ha dubbi. “La nostra tradizione religiosa insegnata obbligatoriamente a scuola. Non solo, la teologia dovrebbe essere presente in tutti i corsi universitari di filosofia.Siamo in presenza di un analfabetismo di massa in campo religioso. sarebbe civile che in questo Paese si insegnassero nelle scuole i fondamenti elementari della nostra tradizione religiosa. Sarebbe assolutamente necessario battersi perché ci fosse un insegnamento serio di storia della nostra tradizione religiosa. Lo stesso vale per le università; sarebbe ora che fosse permesso lo studio della teologia nei corsi normali di filosofia, esattamente come avviene in Germania.
    La religione, dunque, alla pari della lingua italiana o della matematica. E’ fondamentale il fatto che non si può essere analfabeti in materia della propria tradizione religiosa. È una questione di cultura, di civiltà. Non si può non sapere cos’è il giudaismo, l’ebraismo, non si può ignorare chi erano Abramo, Isacco e Giacobbe. Bisogna conoscerne la storia della religione, almeno della nostra tradizione religiosa, esattamente com’è conosciuta la storia della filosofia e della letteratura italiana. Ne va dell’educazione, della maturazione anche antropologica dei ragazzi.
    Vorrei che fosse una materia in cui si studiasse veramente la Bibbia, prendiamo in mano il Vangelo e approfondiamolo come facciamo con l’italiano piuttosto che con la filosofia o il greco o, ancora, il latino”. Forse tutti dovrebbero dare più importanza all’IRC, genitori , docenti , studenti di qualunque cultura essi siano.
    Che il ricorso al C.d. S lo faccia il governo e non la CEI, mi sembra abbastanza scontato. Il Ricorso al TAR laziale interessava un’ ordinanza del Governo (ministro Fioroni) e lo stesso deve ricorrere al C.di S. Non penso che si debba fare sempre dietrologia.

    1. io da non filosofo, e quindi, da ultimo arrivato, penso che mi state prendendo per il culo, tu e cacciari. sono d’accordo anch’io che conoscere le differenze fra le varie religioni possa avere importanza per la formazione di uno spirito critico e tollerante, ma non sono minimamente convinto che sia uno scopo raggiungibile in questo modo. io ho fatto otto anni di scuola con l’ora di religione e non mi stato mai spiegato una mazza d niente che non riguardasse la “nostra parrocchia”. per mi hanno fatto fare il precetto pasquale a bax, in compenso

    2. mi correggo: pi tu di cacciari… perch non lo citi tutto, il suo discorso?

      L’ora di religione fondamentale. Dovrebbe diventare obbligatoria in tutte le scuole superiori. Una materia di insegnamento come italiano, storia e filosofia. Attenzione per, con professori scelti sulla base di titoli, concorsi, capacit. Come tutti gli altri. E non indicati dalla Curia. ___________________________________________ Corrado Agusto https://lacasadeigiochi.wordpress.com em@il -> corrado.agusto@gmail.com cell. 348 3507307

      2009/8/13 Corrado Agusto : > io da non filosofo, e quindi, da ultimo arrivato, penso che mi state > prendendo per il culo, tu e cacciari. sono d’accordo anch’io che > conoscere le differenze fra le varie religioni possa avere importanza > per la formazione di uno spirito critico e tollerante, ma non sono > minimamente convinto che sia uno scopo raggiungibile in questo modo. > io ho fatto otto anni di scuola con l’ora di religione e non mi > stato mai spiegato una mazza d niente che non riguardasse la “nostra > parrocchia”. > per mi hanno fatto fare il precetto pasquale a bax, in compenso > > > 2009/8/13

  3. Ci sono professori di italiano, matematica ecc. che sono cattivi professori anzi ciucci; eliminiamo la matematica, l’italiamo ecc. Tu hai avuto professori di religione sicuramente non all’altezza, ma questo non vuol dire che l’IRC sia da eliminare. I professori sono nominati dal provveditore, concordati con la curia nella misura del 70% perchè cmq vincitori di concorso, il restante 30% è nominato dalla curia. Anche in questo caso ci dovrebbe essere una scelta ponderata. E’ scontato che bisogna salvaguardare il principio; se poi all’atto pratico il comportamento del docente non corrisponde ai canoni ministeriali , è solo questione di ciucciaggine. Ripeto gli insegnati di Religione entrano in ruolo previo concorso secondo la legge 186 del 18 luglio 2003.

  4. Tutto questo discorso mi sembra pretestuoso da una parte e dall’altra. Gli insegnanti di religione si sono sempre attenuti alla media generale di ogni studente e a quanto mi risulta non si sono mai opposti ad una bocciatura o ad una promozione, riconoscendo essi stessi il ruolo marginale della materia. Tra l’altro le ore sono così poche che gli insegnanti fanno fatica a ricordarsi degli allievi.
    Per cui la polemica mi sembra pretestuosa e francamente inutile.
    Gli argomenti di Cacciari mi sembrano invece convincenti.

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