Pesi e misure

Questo diceva Minzolini, direttore del Tg1 solo tre mesi fa:

“Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull’ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa” ha detto Minzolini. “Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa e tantomeno un’ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori”.

Oggi, in compenso, al tg1 si parlava della possibile separazione di Carolina di Monaco.

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3 pensieri riguardo “Pesi e misure”

  1. Quanto ce la deve fare scontare il suo orgoglio monumentale?

    Quando mi fermo al Bar del Tribunale in attesa dell’udienza per separazione (e ci rimango ore, putroppo…) noto che molti disprezzatori di Berlusconi non lo sono tanto per ragini politiche ma per invidia.

    Stigmatizzano i suoi peccati priviati, ma in realtà invidiandoli…. Invidia del peccato e/o Peccato d’invidia? Cos’è più potente?
    Debes ludibrium cava: io non invidio nessuno. Tranne tutti coloro che hanno e/o sono più di me.

  2. non ho più stimoli nelle miserevoli querelle “politiche ” locali, alimentate da figure mediocri ed imbarazzanti. Sbaglio perchè dovrebbe essere il compito di chiunque quello d’interessarsi e partecipare alla vita “politica” del proprio paese ma, quando questo interesse, generalmente, viene inteso come un gioco, come pettegolezzo, come esercizio di potere fine a se stesso e non si distacca dall’andazzo culturale, madre di tutti i guasti, locali e non, ecco, tutto questo assume il tragico volto del bizantinismo dei quaquaraquà…ed io proprio non ce la faccio…
    Mi ha scritto un amico spagnolo, a proposito di beghe tra aderenti ad una piattaforma virtuale…Le sue considerazioni sono logiche in un mondo che non ci appartiene ma che, probabilmente, riguardano proprio la causa principale di uno sfascio senza via d’uscita:
    “diventa facile lottare contro Berlusconi, lui diventa, insomma, una pura astrazione, un concetto, un’ idea, ma è molto più difficile lottare contro quei Berlusconi che ci sono vicini e cari, con i quali la lotta diventa comprensione, la rabbia indulgenza, e l’odio amore.”
    Il suo riferimento a Berlusconi è puramente esemplificativo, potrebbe essere chiunque rappresenti, in un mondo che ha delle regole e dei principi sani, l’elemento deviante, il soggetto deprecabile.
    Ecco, il problema è tutto lì: siamo tutti così compresi nella melassa culturale di questo paese, che l’unica forma d’azione politica che si attua è quella della conservazione delle regole, nel rispetto della tradizione degli usi e costumi locali. Non lamentiamoci, quando, poi, siamo indulgenti nella visione Machiavellica de noantri, con chi, se ci fosse estraneo, sarebbe deprecabile e meritorio di disprezzo.
    Ma tra l’altro, questo è il nostro paese, folkloristico e divertente se si vuole, perchè amareggiarci e poi, tra tante verità e menzogne, tra tante morali, come si fà a prender posizione? 😉

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