Quello che avrei voluto scrivere sul caso Marrazzo

Lo dicono molto meglio di me Malvino

“A me piacciono i trans – avrebbe dovuto dire – e ogni tanto, quando mi va, vado a letto con uno di loro”. Pagandolo? “Non sono contro la prostituzione – avrebbe dovuto dire – e penso che ciascuno sia libero di vendere il proprio corpo, se è maggiorenne e non vi è costretto”.
Ma andare a letto con un trans… “Non consento ad alcuno di giudicare i miei gusti sessuali – avrebbe dovuto dire – e tanto meno di criminalizzarli, perché vado a letto con individui maggiorenni e consenzienti. Fatti miei, è il mio privato”.
E allora perché venircelo a raccontare? “Perché non mi ritengo ricattabile – avrebbe dovuto dire – e oggi mi hanno chiesto del denaro in cambio del silenzio su quanto ho qui rivelato”. Piero Marrazzo non l’ha fatto: si è ritenuto ricattabile e ha pagato i suoi ricattatori.

…e Giovanni

Cosa fa di una persona come Marrazzo un individuo ricattabile? Il fatto che abbia usato l’autoblù per cose private? Il fatto che abbia omesso di denunciare un reato? No. Tutto quello che ne è venuto fuori è incentrato sulla censura – mi vengono i brividi ad associare questa parola a un comportamento sotto le lenzola – morale, per la conduzione di un campione non approvato di vita sessuale. […]
Questo malinteso senso della gravità delle cose, non mi stanco di dirlo, è colpa di una invertita idea di etica – pressoché appaltata dalle religioni – per cui esistono dei crimini senza una vittima; per cui c’è qualcosa di “immorale” nel fare alcune cose anche se queste non danneggiano gli altri. È l’idea che la misura del bene o del male sia in qualche modo postulata lì in alto, e non risieda nell’infrazione dei diritti o della felicità altrui.

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6 thoughts on “Quello che avrei voluto scrivere sul caso Marrazzo”

  1. Sulla prima parte dell’intervento di Malvino, mi pare, di essere tutti d’accordo. Ognuno di noi e libero di avere le proprie tendenze e preferenze sessuali, direi addirittura che il comportamento sessuale di ognuno di noi è frutto si di pulsioni ma anche di una propria filosofia della vita, con tutte le implicazioni culturali , sociali ed antropologiche. Unico interlocutore è la nostra coscienza. Qui allora bisogna dare la definizione di coscienza: se la coscienza rimane nella sfera personale e quindi soggettiva ed egoistica, (la ragion pratica di Kant) o se vi è un interessamento di altri soggetti esterni a se, e allora bisogna parlare di coscienza oggettiva che più delle volte è oscurat da quella soggettiva. In primis i soggetti esterni sono il proprio partner, i propri figli,ma anche i propri allievi, i propri dipendenti, i propri fedeli nel caso di un prete, i propri elettori, tutti i cittadini se il soggetto è relazionato attraverso incarichi istituzionali. Verso tutti questi soggetti è dovuto massimo rispetto, relativamente il proprio ruolo. Nei confronti del proprio partner rispetto del valore “fedeltà”, nei confronti dei propri figli rispetto dell’orgoglio di essere figli e così via.
    Ognuno paga le conseguenze del suo agire nell’alveo di riferimento. Fin qui l’atteggiamento di Marrazzo avrebbe potuto avere le conseguenze in ambito familiare o al limite, come istituzione, nell’ambito pubblico. La sua colpa è quella di avere accettato il ricatto invece di rivolgersi alla magistratura per denunciare i ricattatori e al popolo per confessare “le sue debolezze”. Mi rendo conto che parlare in questo modo stando fuori è fin troppo facile e tanti lo fanno. Malvino dice che Piero Marrazzo è stato oggetto di ricatto perché “ha fatto sua la morale sulla quale i ricattatori contavano”. Non penso che Marrazzo ha fatto sua qualcosa cui non ci credeva prima. Marrazzo ha una moralità che lo spinge a credere a valori universalmente riconosciuti, non secondo una legge positiva, neanche divina,(non vorrei che atei o agnostici che si ribellino), ma secondo una legge naturale. E qui la coscienza ha una sua

    implicazione importante , sia essa soggettiva che deve tendere a quella oggettiva, che a sua volta non deve essere oscurata da quella soggettiva.
    E’ semplicistico e per me sbagliato richiamarsi, come fa Malvino, ad un senso di colpa suggeritoci dal Cristianesimo con “la sua ultramillenaria egemonia culturale e politica”. Non si tratta di ipocrisia. Anzi direi che l’atteggiamento di colpa di Marrazzo non sia stato suggerito da ipocrisia vuota ma da valori universali e cioè dalla coscienza oggettiva. Prova ne è che anche i non cristiani, ma direi addirittura gli atei o gli agnostici considerano il senso di colpa non come forma di ipocrisia ma come schiaffo alla virtù. Questo concetto, ritengo debba valere su tutti i campi del nostro agire. Diversamente le nostre città saranno le nuove Sodoma e Gomorra

    1. Io sinceramente credo di non aver capito: secondo te Marazzo ha ceduto al ricatto perché improvvisamente è diventato consapevole di essere contro valori universalmente riconosciuti (“la coscienza oggettiva”) – che in questo caso sarebbero la fedeltà coniugale, o il normale rapporto uomo-donna, immagino. Da questo quindi conseguirebbe che il comportamento di Marrazzo sarebbe solo un temporaneo (decennale?) obnubilamento della coscienza. Se è così, allora mi fermo qui, perché la discussione non m’interessa.

      Se invece non ho capito, come credo, ti prego di rispiegarmelo. ___________________________________________ Corrado Agusto https://lacasadeigiochi.wordpress.com em@il -> corrado.agusto@gmail.com cell. 348 3507307

  2. Cara Clara. innanzitutto un po di rispetto per chi come me non ha avuto la possibilità di studiare ed imparare la lingua inglese. Beata te! invece.
    Non penso che taluni argomenti si possano liquidare con dei monosillabi come è tuo stile. Sugli argomenti frivoli sta bene, ma non penso che questo sia il caso. Dico invece che l’autoreferenza non solo è mancanza di intelligenza ma anche di scioccaggine.

    P.S. chiedo scusa ai frequentatori del blog se a volte posso sembrare “lungo” e quindi “tedioso”; eppure…… sono alto solo 162 cm. Buona Domenica e buona festa di tutti Santi.

    1. è perché la mai coscienza soggettiva è ipertrofica. e poi io ho fiducia nelle tue risorse, sapevo che avresti trovato il modo di capire e infatti hai capito e replicato da par tuo

  3. Corrado non ha importanza se aluni comportamenti si reiterano anche da dieci anni pur sapendo che tali sono contro la coscienza oggettiva. Vuol dire che nonostante lui fosse cosciente dell’errore ha sempre sperato che ne nessuno ne venisse a conoscenza, oscurando in questo modo la coscienza oggettiva con la sua soggettiva. Ha ceduto al ricatto perchè sperava che si continuasse a non sapere quello di cui lui era cosciente esser sbagliato. Lui era un uomo pubblico e ci teneva alla coscienza oggettiva. Evidentemente non è stato onesto con se stesso.

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