Law and order

Nel generale mortorio savese, gli unici che lavorano assiduamente sono avvocati e giudici: sequestro del macello divenuto discarica, il cantiere del centro polivalente anch’esso sequestrato (pure questo discarica), esposto alla magistratura sulla questione del contenzioso, più tutta una serie di querele innescata da insulti e contumelie varie, ultima quella del sindaco verso il pdl e vivavoce per i manifesti sul viaggio in palestina.
Nel frattempo, il nostro D’Avanzo ci prova anche lui con le dieci domande
Bell’ambientino, eh?

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15 thoughts on “Law and order”

  1. Ho ragione. A Sava da tanto sono assenti la legge e l’ordine. O fuori i marpioni dai partiti o fuori i partiti dalla politica locale. E’ ora che il cittadino savese rinsavisca.

  2. sono piu’ di 20 anni che va’ avanti questa storia ,un po’ e’ colpa dei cittadini che si avvicinano alla politica per avere cio’ che gli spetterebbe invece di diritto ,un po’ e’ colpa del sistema politico-mafioso che domina la politica savese aldila’ della colorazione politica ,i recenti “VERGOGNOSI” trasformismi sono un esempio lampante della situazione ,da 20anni lavoro “fuori ” sava ,prima san marzano poi torricella e uno schifo simile la’ non c’e’.

  3. E per fortuna che c’è gente che non si rassegna!

    In assemblea sabato ho ricordato che la prima costituzine di Atene (che nella foga ho attribuito erronemante ad Epaminonda mentre era di Pericle) imponeva lo schierarsi da una parte. I cittadini nell’Ecclesia e nelle altre assemblee potevano fare tutto tranne che essere indifferenti alle sorti delle città.

    Forse se vogliamo davvero cambaire e far cambaire le cose dobbiamo recuperare il minimo comune denominatore di tutte le democrazie: la partecipazione.

    Il guaio di Sava è che c’è gente che pensa solo al proprio lavoro e vede l’occuparsi delle faccende pubbliche solo come perdita di tempo. Da noi vige il proverbio cinese per cui se tutti spazzareo davanti caso loro la strada sarebbe pulita. Non è vero. Se non c’è nessuno che si occupi dello smaltimano finale dei rifiuti in fono alla strada vi sarà sempre un cumulo di rfiuti. Vedasi fogna.

  4. Un saluto a tutti. Credo che questo paese stiamo cercando di risvegliarlo, in un modo o nell’altro, senza sentirci paladini di qualcosa. Non sono poche le cose che nella nostra Sava non vanno ma sono tante, davvero tante. E aver detto dalla colonne di viv@voce di “trasformare in coraggio la rassegnazione che è dentro di noi” non è affatto sbagliato. La cosa, però, che più dispiace (ma non c’è altro modo al momento, ndr) è quella di dover ricorrere sempre alla Magistratura per ogni chiarimento sulle malefatte amministrative savesi. Siamo messi male. Dovrebbe essere la politica, al momento è quella locale che più ci interessa, che dietro alle denunce di un giornale sulle proprie pagine, o da componenti di associazioni, a dover prendere atto di un malessere alquanto diffuso. Stiamo pagando, è l’unica risposta plausibile, il prezzo di tanta indifferenza trascorsa per il solo, ed esclusivo, interesse di chi dal Palazzo municipale ha fatto, e continua a fare, le sue fortune. La Procura della Repubblica di Taranto ha ricevuto a iosa, da un anno a questa parte, esposti e denunce su tutto: discariche abusive, denunce contro il primo cittadino, sequestri penali, denunce contro la gara d’appalto sui parcheggi pubblici assegnata in violazione delle più elementari norme (mancanza del certificato antimafia!), Contenzioso savese sotto osservazione penale di brutto. Sono uscite fuori tante cose ma davvero tante e allora io mi chiesto da modesto “D’Avanzo”: perché siamo arrivati a questo punto? Pesa su tutto, credo, la strafottenza del savese ma su questo non dobbiamo cullarci per dire che “è stato così e sarà sempre così”. No. Credo che nella nostra Sava è giunto il momento di sollevare una seria questione morale. Su questo batteremo il ferro in continuazione per cercare di trovare almeno un modo, un qualcosa, che possa dare la benedetta “norma” a questo nostro disastrato paese e non permettere a una coalizione, solo per il semplice fatto di aver vinto una tornata elettorale, di sentirsi padrona, si padrona, del paese. Assolutamente. Che i comitati, che le associazioni, e anche i giornali locali, portino avanti a testa alta la richiesta di un paese più vivibile ma, su tutto, più dignitoso. Sava nel cuore. Sempre.

  5. Giovanni mi permetto di farti qualche osservazione.
    1)E’ encomiabile lo forzo che il comitato di salute pubblica profonde per la soluzione del proplema “fogna”. Vorrei, però, sapere se agli incontri in Regione sono invitati anche i responsabili dell’amministrazione o se sono iniziative estemporane e spontanee dell comitato stesso. Capiremmo meglio lo spirito e l’atteggiamento degli uni e degli altri.
    2) Sono altrettanto meritorie le tue battaglie sul tuo periodico, finalizzate all’informazione, a volte critica, a volte di pungolo verso i cittadini ed in particolar modo verso gli amministratori. Devo farti cmq un appunto. Le tue critiche hanno come oggetto quasi sempre il sindaco. Lo hai fatto con Corrado Agusto, lo fai adesso con Aldo Maggi. Non voglio giusticare nè l’uno, nè l’altro; voglio precisare che il successo o l’insuccesso di una amministrazione deve in gran parte addebbitarsi al Sindaco, ma grande responsabilità è da ricercarsi tra i componenti della squadra e i capi dei partiti che condizionano molto l’attività amministrativa del Sindaco. Ritengo che ai maggiori responsabili dello sfacelo della politica di Sava, non solo dovresti rivolgere critiche ed appunti, e non sempre lo fai, ma addirittura non dovresti dare spazio nelle pagine del tuo peridico a tali personaggi. Noto invece che, sempre in prima pagina, dai molto spazio a chi, da te definito la mente di questa ammnistrazione ed il regista di tutte le “operazioni”, per me scellerate, che si consumano sulla pelle dei cittadini di Sava. Infatti in tuo editoriale ti sei espresso: “E’ lui il regista dell’operazione, nel bene e nel male, e quando un regista sbaglia il copione allora è triste Venezia” Penso proprio, che il tuo disappunto debba essere coerente con la tua linea editoriale. Non dovresti dare spazio a chi fa cattiva politica. Sono suoi gli assessori che meno hanno brillato, al di là di proclami o comunicati vari da parte del portavoce; è sua la responsabilità primaria.
    3) Non sento parlare sul tuo giornale del mancato servizio della mensa alla scuola dell’infanzia . Te lo sei mai chiesto perchè tali ritardi? Anche di questo dovresti occuparti con qualche piccola inchiesta e quindi dare informazioni in merito, magari occupando spazio che tu dedichi a tromboni vari.
    4) Non so se tutte le denunce, legittimamente presentate dalla tua redazione, avranno il loro corso. Forse se qualche magistrato ponesse più attenzione alla situazione savese, qualche risultato lo potremmo ottenere.

  6. Caro Franco, rispondo volentieri al tuo invito, andando per ordine.
    Il Comitato cittadino di Salute pubblica savese ha invitato molte volte l’amministrazione Maggi, sindaco su tutto, a istituire un tavolo di concertazione (e qui ricordo molto bene che nel maggio 2008 dal palco in Piazza, dopo la seconda manifestazione di poco meno 150 persone, io stesso parlai dell’importanza di una convergenza tra amministrazione e comitato da far valere nelle sedi opportune, ndr). Su questo punto c’è stato il silenzio più assoluto: solo Mimino Pichierri, oggi capogruppo consiliare del PD, ritenne, nei vari incontri effettuati con i savesi in Sala Amphipolis, ritenne valida quella proposta. Ma, ahimè, da allora non se ne è fatto nulla. In tema fogna pubblica, drammatica problema di questo paese, il sindaco Maggi non ha voluto ascoltare nessuno e tanto meno si sono attivate le forze politiche savesi: maggioranza e opposizione comprese. Io credo che quando nasce un comitato qualsiasi vuol dire che c’è una carenza che la politica non riesce a risolvere ma, credo, che con un argomento così drammatico e anche complesso, come minimo richiede il blocco amministrativo e l’attivazione di un canale permanente con chi di dovere. A Sava, caro Franco, questo non è successo. A Sava hanno voluto ignorare questo percorso, la politica si è sentita scavalcata e la tempo stesso non ha capito, ma senz’altro non ha voluto capire, che questo era un problema globale del paese e non di uno sparuto comitato, caparbio e testardo all’inverosimile, che si è fatto largo dove era la politica, e su tutto di chi ci amministra, a farsi portatrice di tale emergenza esplosa in tutta la sua drammaticità. Vorrei ricordarti un particolare, non poco importante: nello scorso gennaio 2008 quando ci fu il balletto Sava-Manduria, dove entrambi i comuni jonici si ostruivano a vicenda, il governatore Vendola scavalcò il parere contrario dei due comuni in tema ambientale e sai in che modo? Nominandosi commissario straordinario con decreto regionale, garantendo a Manduria la condotta sottomarina mentre qualche volpone a Sava cercava, in tutti i modi, di entrare nella progettazione di tutto l’impianto faraonico, ma con scarso successo! Credo comunque che il comitato non ha mai chiuso la porta all’amministrazione comunale, e tanto meno all’opposizione e, alla luce dell’ultimo incontro effettuato sabato scorso, è stato riproposto il classico “tavolo di concertazione” sia da Mimino Pichierri, PD, che da Dario Iaia, PDL, i quali hanno garantito che nel prossimo Consiglio comunale verrà messo all’ordine del giorno questo. Per la cronaca, solo per la cronaca e non per la simpatia, se non ci fosse stato il Comitato a sollevare questo atavico problema, tutto savese, non credo che staremmo qui a parlare io e te.
    Andiamo al secondo punto, ora, quello più politico.
    2) Come giornale ho sempre detto che è il sindaco è il massimo responsabile amministrativo: lo dissi con Lucia Fasano, lo dissi con Corrado Agusto e lo dico oggi con Aldo Maggi. Non ho molta fortuna con i sindaci a Sava, spesso mi levano il saluto e, nota simpatica, da qualche mese con Corrado Agusto ho ripreso a salutarmi e a dialogare! Ma andiamo ai giorni nostri sul tema “amministrazione Maggi”: ad un anno esatto esatto dal suo insediamento il giornale ha stilato le pagelle sull’operato amministrativo di sindaco e assessori, risultato? Mi hanno tolto il saluto, sindaco e qualche assessore criticato! Certo non è che muoio senza il loro saluto, ci mancherebbe! Ma credo che quando un giornale, rompicoglioni come il mio, ti martella in continuazione sul non operato amministrativo come minimo, in altre parti si fa così, il personaggio pubblico (tali sono sindaco e amministratori, ndr) devono rapportarsi con uno strumento di comunicazione e su tutto di informazione cittadina. Se non fanno così, credo, che è peggio per loro in quanto viv@voce non molla l’oggetto anzi lo rimarca quasi all’infinito. Al tema sollevato, “mense scolastiche”, al prossimo numero di viv@voce porterò l’argomento sulle pagine del giornale. Andiamo a quelli che faccio parlare sul mio giornale: io ho dato la possibilità, e la darò sempre, a tutti gli attori della politica savese e nelle loro risposte alle mie domande sta poi all’intelligenza del lettore capire quello che vogliono di dire ma su tutto quello che vogliono fare, o meglio quello che hanno fatto! Ma di Bruno D’Oria io sono stato aspramente critico e in questo mio modo critico Bruno D’Oria non si è mai sottratto al dialogo, cosa che un giornale deve fare, specie quando lo stesso Bruno D’Oria, come dico io, è “E’ lui il regista dell’operazione, nel bene e nel male, e quando un regista sbaglia il copione allora è triste Venezia”. In questa amministrazione quasi tutto è sbagliato, a cominciare dal sindaco fino a quasi tutti gli assessori che ne fanno parte ma un giornale, credo, deve sempre cercare di tenere vivo il dialogo politico, pur esprimendo il parere negativo sul comportamento di chi ci amministra. Per me, questo sindaco farebbe bene a togliere il disturbo quanto prima ma al tempo stesso mi chiedo anche: chi abbiamo dietro? C’è un ricambio? Io non lo vedo molto questo ricambio. Forse c’è qualche speranza? Forse…Quello che è ignobile, caro Franco, è quando ti levano il saluto dopo che hai attaccato sul giornale il loro modo amministrare: allora no. Questa è pochezza della politica, anzi della loro politica, politica che viene sbugiardata dalle colonne del mio giornale. Oggi credo che Sava, la Sava politica, deve avere il coraggio di sollevare una seria QUESTIONE MORALE: era ed è ora! Se non la vuole fare allora il mio giornale si farà portatore di questa nuova istanza. Oggi siamo arrivati a questo a Sava: Il Palazzo municipale è diventato una casa che non brilla assolutamente per trasparenza, alcune delibere vengono fatte a “simpatia”, alcuni contratti di forniture fatti con firme false, i contenziosi chiusi in modo “strano” e la Procura della Repubblica al vaglio delle denunce fatte; le vertenze legali per risarcimenti senza che il Comune si costituisca come parte; gare d’appalto fatte alla “carlona” sotto la lente della Magistratura; bonifiche a carico del Comune ma con responsabilità amministrative ben certe e pronte penalmente con la Corte dei Conti dietro l’angolo; patrimonio comunale nel degrado più assoluto con denunce dei responsabili; Scuole pubbliche fatiscenti; al cimitero comunale il padiglione dei combattenti è a rischio crollo! Che paese è questo? Una Amministrazione comunale latitante: esiste solo per fini personali? Il paese muore lentamente nella più assoluta strafottenza! Meritiamo di vivere in questo modo?
    Ecco viv@voce crede nel dialogo ma non solo fine a se stesso, il dialogo deve portare alla risoluzione dei problemi della nostra comunità e non deve essere una esibizione da Grande Fratello!
    Un saluto a te e a tutti coloro che seguono questo interessantissimo blog.

  7. Siccome non parliamo di Giovanni e Corrado, ma di rapporto fra giornalista e sindaco, credo che sia opportuno riportare anche il mio pensiero sul chilometrico intervento di Giovanni, per quello mi riguarda: a ssuo tempo chiusi ogni rapporto con Giovanni perché ritenni che il suo modo di fare il giornalista fosse in estrema malafede nei miei confronti, non so se per fatto personale o per linea editoriale – non lo so e non mi interessa, ora come allora. Le sue critiche erano di molto sotto i llivello minimo di buona educazione necessario a dialogare fra persone civili, sia che ricoprano cariche pubbliche, sia che si ritrovino al bar sotto casa per una partita di biliardino.
    E con colpevole ritardo dico che lo stesso era stato con la Fasano.
    Se poi adesso abbiamo rapporti normali, come con tutte le persone con cui ho avuto a che fare in politica meno una, è perché tutto passa, e sinceramente adesso non me ne frega più un cazzo, parlando in francese.
    MA se questi sono problemi che riguardano i singoli, fossero anche nel loro piccolissimo personaggi “pubblici”, la criticità rappresentata da Vivavoce è un’altra: il giornale rappresenta perfettamente, al di la della buona volontà dei singoli,una pochezza e arretratezza tutta savese, almeno pari a quelle della politica che il giornale vuole combattere, pur se viste da un altro punto di vista. La stessa manifestazione arrogante della propria personalità, molto al di sotto dei minimi livelli di obiettività richiesti per un ruolo così delicato, e la stessa cronica incapacità di essere all’altezza del proprio ruolo: scrivere su un giornale rappresenta una grande responsabilità, non inferiore a quella di chi amministra il proprio paese, ma con molti controlli in meno, se non quella dei giudici a cui sia la politica che vivavoce si rivolgono continuamente.
    E non è solo una questione di linea editoriale, o di obiettività, parliamoci chiaro: è proprio un problema di qualità degli articoli, della loro forma e della loro sostanza, significa almeno conoscere decentemente le cose di cui si parla. Si può fare il giornalista senza conoscere l’italiano? Si, in Italia si, purché si siano scritti almeno 50 articoli in due anni, e pazienza sul come.
    Poi ci lamentiamo che siamo un paese che va in rovina – e lo scriviamo su Vivavoce.

    Quanto al resto, non dare spazio a chi non ci piace sarebbe pratica fascista, che fortunatamente Giovanni non ha mai adottato.

  8. nella sostanza le battaglie portate avanti da VIVA VOCE sono giuste si potrebbe obiettare sulla loro genuinita’ ma cosi’ non si va’ da nessuna parte ..perche’ allora attaccare cosi’ violentemente il giornale e il suo direttore?perche non ha la laurea?perche’ e’ anche un artigiano ?io invece la penso diversamente e l’ho anche scrtitto altre volte, quello che succede a SAVA non ha paragoni e sarebbe degno dell’attenzione della magistratura ,mi sembra che esista una legge ….!

  9. Forse ci sono. Forse sto capendo.
    Il perché questo dannato paese riesca a produrre tante brave persone. Ma fuori dai suoi confini fisici.

    Non è naturale. Me è logico. Dannatamente logico. E’ come questo blog.

    Guardate questo blog. Ci si dicono lo cose con saggezza (quasi sempre) e ci oppone alle cose altrui con altrettanta naturale, spontanea, ragionevolezza.

    Ma questo blog è fuori dai confini fisici del paese.

    Ma ritorniamo entro i confini perchè non c’è nulla di più drammaticamente fisico che la merda. Lascito giornaleiro, tributo fisico, insuperabile per il mantenimento delle nostre belle e pie anime.

    Ora mi dico e vi dico: e’ possibile unire le nostre energie e sensibilità e spostare la nostra cittadina un po’ più in là dall’orlo dell’autodistruzione?

    Io quando fanno lo spurgo nelle quadrilatero attorno alla mia abitazione -ho il terrore di usciere, ritardo persino le udienze e mi vergogno con mia moglie che è di Frnacavilla e lì questo problema semplcimente non esiste.

    Questa storia, ora come ora, sta al centro della mia vita più di tutto il resto. Sono convincto che le nostre volontà, se venissero unite e sommate le une alle altre, avrebbero un effetto esplosivo e vincente.

    Per la fogna sono disponibile a passare sopra a tutto. Il dopo non m’interessa.

    A volte le relazioni fra le persone sono complicate; ma non chiudiamoci la porta in faccia. E più che comuione di teste, forse irraggiungibile, il Comitato cerca l’unione delle mani. Perché unite faccino ciò che da sole non possono fare: dotare Sava della Fogna!

    Pertanto aderite tutti al COMITATO! Se non per comunione di spirti, perlomeno per unione di egoismi si dia una fogna a Sava! Dopo sono sicuro che diverrà uno dei posti più belli in cui vivere. Qualsiasi cosa accada. Dopo la Fogna.

  10. Il bello della democrazia è ascoltare tutte le voci, le diverse opinioni, ma quando ci troviamo di fronte alla mancata risoluzione dei problemi della nostra comunità, allora la cosa è diversa. Poi ognuno di noi può discutere liberamente l’operato dell’altro, in questo caso di viv@voce, ma a questo giornale di una sola cosa, importantissima, bisogna dare atto: non si è mai appiattito o meglio omologato nello stagno savese. Questo giornale, con modestia, è diventato una realtà di strada, tutta savese: la gente mi ferma e mi chiede di parlare di questo o di quello o meglio ancora, mi sembra, sta coprendo quel ruolo che spettava alla politica savese nell’affrontare anche i minimi problemi quotidiani! E’ stato spesso frizzante, provocatorio, mirato ai problemi del paese (alcuni tra l’altro anche risolti, ndr) e quindi non ci vuole mica la laurea a Oxford o a Cambrige per trasmettere la comunicazione “paesana” a Sava. Viv@voce è un giornale piccolo, davvero piccolissimo, ma credo che merita tanta considerazione da parte di tutti per l’audacia e il coraggio che ha nell’affrontare le cose, in quanto è diretto e senza giri di mezze parole. Sava dovrebbe essere fiera di questo giornale, caro il nostro ex sindaco Agusto, in quanto è studiato (si è studiato!) da alcune facoltà pugliesi di Scienze della comunicazione! E “dulcis in fundo”, con grande orgoglio, una ragazza che sta per laurearsi ha chiesto al suo professore se nella sua tesi di laurea può parlare dei miei editoriali! Oggi, alla domanda: “Se viv@voce non ci fosse, come staremmo?” Sicuramente peggio di come stiamo…

  11. Nel campo dell’informazione c’è da fare una netta distinzione tra il servizio pubblico e il servizio che pubblico non è. “Non dare spazio a chi non ci piace” sarebbe pratica fascista, o stalinista se parliamo di servizio pubblico pagato, quasi a scatola chiusa, con i soldi di tutti i cittadini.
    Gli altri organi d’informazione seguono la linea editoriale che può essere derminata dall’editore o dal partito se organo ufficiale dello stesso.
    Non ricordo che Repubblica abbia mai pubblicato un’intervista autoincensate di Berlusconi, semmai qualche parvenza di intervista (bloccata) a qualcuno vicino a B.
    Nel caso specifico di Viv@voce, , che si sforza di essere, oltre un giornale di informazione, un giornale di denuncia, ritengo che la sua mission si esplicherebbe anche non dando voce a chi è causa del male denunciato. Dietro il giornale non c’è l’editore finanziario o un partito, ma solo un artigiano , come dice Sasà, e quindi senza interessi particolari. Non c’entra l’appartenenza politica o il “gusto personale”, ma il modo di far politica.

  12. giova’ siamo d’accordo, sono convinto anch’io che le critiche servano: per la prima volta hai postato un commento in una forma corretta, e lo prendo come una ragione riconosciuta!
    ma la difesa dell’italiano non è un vezzo, o un esibizionismo inutile: è come saper adoperare i ferri del mestiere per un idraulico, o saper spedire una ricetta per un farmacista (c’era pure bisogno di spiegarlo? oddio…)
    e badate: non sono mica contrario all’uso del dialetto, che trovo anzi divertente, ma alla feroce e continuata violenza perpetrata ai danni del congiuntivo e della consecutio.
    chiacchiere a parte, quello che mi colpisce è altro: e cioè che di tutto il mio commento vi soffermiate proprio sulla parte meno importante, e qualcuno con argomenti che non c’entrano nulla, come la laurea, di cui a me proprio freguntubo. (a dirla tutta, sono a favore dell’abolizione del valore legale della laurea, pensate un po’…ma questo è tutto un altro discroso)

    provo a dirlo in altre parole, allora:

    politica a parte, credo che il massimo del contributo che possiamo dare al nostro paesello è fare al meglio il proprio mestiere: chi noleggiando dvd, chi curando gli animali, chi spedendo ricette e magari scrivendo sul blog, chi costruendo case, e cos’ via. questo vale ancor di più quando si maneggia uno strumento potente, e quindi pericoloso, come un giornale. e se pensate che questo sia un riconoscimento dell’importanza di vivavoce, e della stampa in generale, beh, avete ragione.

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