Vaccino anti-influenza A

Un paio di mesi fa, la ASL ci ha richiesto il numero degli addetti della farmacia per la prenotazione del vaccino contro l’influenza a, come operatori sanitari rientriamo infatti fra le categorie per le quali il ministero ha previsto la vaccinazione.

Ricordo infatti che il vaccino anti-H1N1 non è disponibile in farmacia, ma viene distribuito dalle asl secondo le linee guida ministeriali.

Nel frattempo si è sviluppato tutto un  dibattito attorno alla questione, soprattutto in merito alla non-abbastanza-testata innocuità del vaccino, se non addirittura alla sua presunta pericolosità dovuta alla presenza di eccipienti e adiuvanti come il thimerosal, e lo squalene, e non nego di aver avuto qualche dubbio sull’opportunità della vaccinazione.

All’incertezza che molti lamentano contribuiscono anche cazzate enormi come la presentazione powerpoint “l’affare dell’influenza a.pps” che circola da settimane in una mail con oggetto “Meditate…”, da poco sotto l’attenzione del bravissimo Paolo Attivissimo che la sta smontando punto per punto.

La tesi del complotto, la multinazionale che vende vaccini ancora non sicuri per gli enormi profitti che ne derivano è suggestiva per molti, moltissimi, e anche la riservatezza con cui certe trattative vengono condotte sembra apparentemente costituire ulteriore prova a favore.

Poi però, lasciando da parte per un momento tesi suggestive tutte da verificare, uno comincia a cercare informazioni in merito, e alla fine trova questo, che per me è stato argomento decisivo:

La herd immunity è l’immunità del branco (o gregge). In pratica, quando una percentuale sufficientemente alta di persone in una popolazione è vaccinata contro una malattia, questa non riesce più a diffondersi e una eventuale epidemia si spegne subito.

L’immunità del branco permette anche di proteggere tutte quelle persone che non possono vaccinarsi (i neonati, i debilitati, gli allergici all’uovo, alla gelatina, agli antibiotici, ecc.) ma che vengono quindi protette in modo indiretto dalla nostra vaccinazione, perché così non possiamo contagiarle e l’epidemia, raggiunta l’immunità di branco, non ha modo di propagarsi. Questo effetto però può funzionare solo se le percentuali di vaccinazione sono molto elevate, altrimenti è inutile, e solo se la protezione fornita dal vaccino è sufficientemente elevata. (la percentuale specifica minima di vaccinazione per raggiungere l’immunità di branco dipendono dalla contagiosità della malattia ma solitamente è superiore all’80%).

In altre parole una vaccinazione è una “medicina per la società” nel suo complesso, più che per i singoli individui. Serve per arrestare la catena di contagi eliminando l’agente infettante.

E ancora:

Non è corretto confrontare i rischi (piccoli ma non nulli) associati ad un vaccino in una situazione dove tutti gli altri continuano a vaccinarsi. In altre parole […] se io decido di non vaccinarmi diminuisco i miei rischi, scaricandoli su tutti gli altri che invece continuano a vaccinarsi. Sfrutto, diciamo così, in modo un poco parassita, i rischi degli altri prendendomi solo i benefici, e in più metto a rischio chi non può, per vari motivi, vaccinarsi.

Quanto sopra non vuole certo suggerirvi alcunché, ma raccontarvi per quale motivo IO ho deciso di vaccinarmi contro il virus H1N1.

Anzi un consiglio ce l’avrei: leggetevi tutto l’articolo, che ne vale la pena comunque.

(grazie a Wittgenstein)

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