Vento reale e apparente

Le regate di America’s Cup e le mostruose prestazioni dei due multiscafi hanno attirato l’attenzione sui concetti di vento reale ed apparente: il primo è quello che esiste anche senza barca a vela, il secondo è quello che effttivamente agisce sulle vele, e che tiene conto anche del movimento della barca stessa. Per capirci, il senso è quello del vento percepito quando si va in bicicletta: il vento sarà anche scarso, diciamo 5km orari, ma se vado a 20km all’ora controvento, percepirò un vento apparente di 25km. Andando in direzione opposta, all’incirca 15km (ma andrò più veloce, ovviamente)

Le cose si complicano quando il vento non è una semplice manifestazione atmosferica, ma l’autentico motore della barca a vela (sai che scoperta, mi rendo conto): il vento che agisce sulle vele è quello apparente, ed è questo che spiega come le barche possano raggiungere veocità anche di 30 nodi pur in presenza di vento reale di soli 7 o 8. In pratica, la barca aumenta velocià, crea vento apparente, che a sua volta aumenta la velocità della barca e così via, fino ai limiti fisici imposti dalla forma dello scafo, dalla sua lunghezzaa, dalla forma delle vele e così via.

Quanto sopra solo per dire che il bravissimo Roberto Minoia, creatore del servizio youposition, ha pubblicato un piccolo programmino dove, conoscendo velocità della barca, velocità e direzione del vento reale, si calcola il vento apparente. E viceversa.

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