RIP

E’ morto Marcuccio 😦

(foto di Vivavoce)

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4 pensieri riguardo “RIP”

  1. si e morto marcuccio!!!!! e adesso mi raccomando andate tutti al funerale e fate quello che dovete…..falsi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    quando era vivo e stato solo umigliato e preso in giro……!!!!!!!!
    era il pupazzo di sava!!!!!!!!!!! vergogna!!!!!!!!!!
    l’unica cosa buona da fare e salvare i due fratelli che sono rimasti!!!!!!!!!!!
    aiutateli perche ne hanno bisogno!!!!!!!!!!!!!!!!!
    marcuccio sicuramente si e liberato dalla sofferenza e sta bene….
    e hai fratelli chi li pensa ora!!!!!!!!!!! le persone si rispettono quando sono vivi non da morti!!!!!!!!! vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Marcuccio vola alto nel cielo!
    Ieri, a causa di un incidente stradale in Via Del Prete, il nostro simpaticissimo Marcuccio Malandrino, eletto a “mascotte” del paese, ha perso la vita. Marcuccio per tantissimi savesi era la faccia più simpatica della nostra comunità. Con la sua semplicità era sempre lì dalle prime ore del mattino tra Piazza San Giovanni e Via Del Prete, pronto con il suo saluto, “BUONA GIORNATA!”, che dedicava a tutti. La morte della madre, avvenuta due anni fa, ha fatto perdere il riferimento familiare. Forse qualche assistente sociale avrebbe dovuto prendere più a cuore l’esistenza di questi ragazzi lasciati soli a sé stessi, qualcuno forse dovrebbe, con la stessa semplicità della nostra “mascotte”, avere un senso di colpa, per quello che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto. Marcuccio era sempre solo, ma attorniato da tantissimi savesi che gli volevano bene tanto da non fargli sentire i disagi quotidiani. Ciao Marco, ti ricorderemo sempre! “Comu stamu precipitati!”, questa tua frase la dedicheremo sempre insieme a te.

    La redazione di viv@voce

  3. In ricordo di Marco: “Quando a morire non è un uomo solo, anche se è andato via solo lui…”

    Oggi pomeriggio caro Marco,
    hai spiegato le ali, voglio sperare, per volare verso il Paradiso, dove non troverai più pietre d’inciampo o uomini sbeffeggiatori; dove la tua vita non sarà più travagliata e messa ai margini; dove troverai vera accoglienza e vero AMORE! Dove sarai finalmente il “primo” perché ultimo nei tuoi giorni terreni.
    Oggi mi sento un po’ morto perché non sono stato capace e forse non avrei potuto mai esserlo, di evitarti questa fine tragica. Mi sento responsabile della tua morte, caro Marco, perché come cittadino di Sava, sicuramente non ho mai fatto del male, ma neanche ho potuto fare qualcosa di bene e di positivo perché la tua esistenza fosse riscattata e risollevata, e perché riacquistasse la vera dignità che ti spettava e che ti spetta!
    Le mie parole restano parole vuote, forse anche di circostanza, perché fra qualche ora avrò già dimenticato il tuo volto e comincerò nuovamente con la mia indifferenza a ignorare i tanti altri “Marcuccio” girovaghi per le vie di Sava, nella loro piena solitudine, forse malandati e puzzolenti, e quindi con l’impossibilità che loro siano miei veri amici, che condividano con me il pane quotidiano alla mia tavola, di sedersi con me su una delle panchine della piazza o di via Del Prete, sì, proprio su quella via dove hai vissuto i tuoi ultimi momenti di “pazza e pura lucidità”.
    Per me resti un uomo puro al contrario di me che continuo a peregrinare per le strade della vita con la mia intelligenza superiore, con la mia superbia, con la mia arroganza, pensando e credendo che basti una facile lacrima a liberarmi della responsabilità che grava su di me per quella che è stata la tua morte; che bastino facili parole o facili interessamenti alla tua storia, proprio ora che non ci sei più; oppure ancora, continuo addirittura ad essere privo di ogni senso morale anche dinanzi alla tua tragedia, speculando con la mia mancanza di silenzio sulla tua morte.
    Quando mi fermerò? Quando comincerò a incontrare anche in quegli uomini e in quelle donne che sono ritenute uno “sterco”, delle PERSONE? Quando mi vergognerò di me stesso?
    Marco, oggi non sei stato il solo a morire: ho sperato fino in fondo che non foste stati tu e il tuo amico Giuseppe a provocare l’incidente; è stata una speranza vana, perché di quell’incidente ne sono anch’io responsabile che non ho saputo accoglierti.
    Oggi tu sei andato via, ma è morta la comunità savese insieme a te per non averti saputo custodire!
    Marco ti voglio lasciare queste ultime parole che un giorno come tanti altri, anche se Natale, ho voluto dirti abbracciandoti dopo aver pranzato insieme: “GRAZIE MARCUCCIO! TI VOGLIO UN GRAN BENE!
    SE PUOI, ORA, DA LASSU’, VEGLIA SU DI ME E LA NOSTRA SAVA, MA SOPRATTUTTO SUGLI ALTRI TANTI “MARCUCCIO” CHE HANNO BISOGNO DI ME E DI NOI! PERDONAMI CARO MARCO SE NON HO SAPUTO AMARTI!
    Spero, arrivederci!

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