Ecco perché a Sava servono due piani del colore

Uno per facciata.

Vittorie di Pirro

Nel consiglio comunale di ieri sera,  approvato il bilancio come previsto, è stato invece ritirato il punto riguardante la gara d’appalto del servizio dei rifiuti. A chiederne il ritiro con veemenza è stato il consigliere Ninì De Cataldo, il quale è riuscito a convincere il consiglio comunale che la questione può essere approvata con delibera di giunta. Sorvolo per carità di patria sui dettagli.

Per quel poco che ne so si tratta di un’autentica stupidaggine, visto che il capitolato di una gara d’appalto che impegna il bilancio comunale per cinque annualità è certamente competenza del consiglio comunale. Ora però, grazie a questa trovata, la maggioranza ha davanti a sé due strade: o lo approva di giunta, commettendo evidentemente una palese irregolarità,  oppure deve ritornare in consiglio comunale, raddoppiando la figura di palta. Un punto per Ninì.

Detto ciò,  è però il sindaco Maggi a uscirne ancora una volta vincitore, senza problemi.

Anzi, oltre la guerra aperta di facciata, buona solo per i gonzi, quello che sembra evidente a molti è la palese trasversalità di certe posizioni e interessi.

Che non sono quelli dei fessicittadini, eh.

Sul prossimo numero di Democraticamente

Facciamo il punto della situazione: il sindaco Maggi, del Pd, è a capo di un’amministrazione con un vicesendaco, anche lui del Pd, un altro assessore del Pd e sei consiglieri comunali del PD. Siamo a metà maggio e malgrado i ripetuti annunci di un bilancio da approvare entro il 31 dicembre 2009 siamo ancora a zero.

Lo scorso 29 aprile infatti, è stato proprio il Pd con le sue assenze a determinare il rinvio della seduta consigliare, facendo slittare il tutto al prossimo 24 maggio.Alla base dell’episodio non una scelta politica del gruppo, bensì una serie di motivazioni scollegate, almeno apparentemente: un problema di famiglia per un consigliere, un ripicca nei confronti di un assessore per un altro, e, nel caso del capogruppo, la denuncia di inadempienza degli obblighi economici verso il partito da parte dei suoi amministratori.

Nel frattempo, i giornali riferiscono di almeno quattro o cinque inchieste della magistratura su alcune questioni poco chiare, la guerriglia interna al PD assume riflessi tragicomici, con richieste di sfiducia nei confronti di assessori dello stesso partito, ma di “corrente” opposta, e il sindaco non sorprendentemente dichiara di non volersi ricandidare alla fine del suo mandato.

Ce ne sarebbe abbastanza da pensare che l’amministrazione sia in forte pericolo, ma in realtà così non è. Dopo queste estenuanti schermaglie quasi sicuramente il bilancio verrà votato e tutto proseguirà come prima: a proposito delle sue perenni tribolazioni Andreotti direbbe che la giunta Maggi ha “gli anni contati”…

Quello che è in pericolo, in realtà,  non è l’amministrazione, ma la credibilità del Pd e di tutta la coalizione. L’impressione è che senza un deciso e improbabile scatto d’orgoglio, alla fine del suo mandato, del centro sinistra savese e di questa esperienza politica rimarranno solo macerie.

Solo due domande

La prima: ma da quando Maurizio Costanzo è alla RAI?

La seconda: e da quand’è che è così rincoglionito?

Sentito oggi intervistare Elio Germano: imbarazzante. Almeno la Setta sull’altro canale fa ridere.

Complimenti vivissimi

A proposito delle conclusioni riportate dalla commissione d’inchiesta sul contenzioso, e già inviate alla procura della Repubblica, il consigliere delegato Claudio Leone, principale obiettivo dell’indagine,  sul Giornale di Sava così dichiara:

“Anche il delegato amministrativo al contenzioso ha le sue carte da giocare. Nel prosieguo, in ogni sede competente, egli dimostrerà quanto sia falsa e becera questa ventata di moralità degli esponenti del famoso partito “dell’amore”. Tutti gli armadi saranno finalmente aperti e tutti gli scheletri verranno fuori…”

Non saprei nemmeno da che parte cominciare a scandalizzarmi.

“Ma proprio di Sava sìti!”

A Francaidda noscia, per primi in Puglia, hanno istituito il registro del testamento biologico e delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari: in pratica, pur nei limiti della legge attuale, si evita di andare dal notaio per registrare le proprie volontà in merito ai trattamenti di fine vita.

Valga come appello a tutti i consiglieri comunali savesi, nessuno escluso: che ne direste di copiare, almeno?

Non c’è nemmeno bisogno di soldi!

Ebbrava la Carfagna

Durante la cerimonia in quirinale di celebrazione della giornata contro l’omofobia, Mara Carfagna si è resa protagonista di un gesto bello almeno quanto raro: non solo ha chiesto scusa di precedenti atteggiamenti di chiusura verso il mondo glbt, ma addirittura dando meriti ad una collega/avversaria politica:

«Consentitemi un pensiero particolare all’onorevole Paola Concia», ha detto, riferita alla deputata lesbica del Pd, «per avermi aiutata a sfondare il muto della diffidenza della quale penso di essere stata vittima e inconsapevole responsabile». Merce rara, l’autocritica pubblica: figurarsi se poi implica che l’avversario politico possa averti addirittura insegnato qualcosa.

Applausi, davvero.

Rimane però il piccolissimo particolare che a tutela  delle pari opportunità abbiamo avuto per due anni un ministro dalle posizioni pregiudizialmente ostili agli omosessuali, che non è cosa da poco, mi pare.