C’è qualcuno in ascolto?

Un giorno qualcuno si dovrà occupare dell’ufficio tributi, che ogni anno notifica cartelle esattoriali per gli stessi tributi, spesso non dovuti.

Quest’anno poi il colpo di genio è stato notificarle al 20 di luglio, così che il tempo reale disponibile per chiarire la propria posizione verso l’ufficio è stato in realtà di un solo mese, visto che nel mese di agosto non lavora nemmeno Gianfranco, quello dei “quazetti” – figuriamoci i consulenti e i patronati.

In questi giorni scadono quindi i 60 giorni per produrre opposizione o comunque chiarire la propria posizione con l’ufficio, e per tanti savesi è iniziata la solita via crucis: consulente-comune-geometra per cercare di venire a capo magari di un I.C.I.  già versata, oppure proprio non dovuta, come nel mio caso.

Finisce così che molti pagano lo stesso, anche se magari non sarebbero tenuti, perché stare dietro a pratiche di cinque anni prima, magari per importi non troppo alti, finisce per essere un costo ben maggiore di qualche decina di euro.

Una specie di pesca a strascico, praticamente.

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