Un giorno in pretura

(Ok, non è stato un giorno intero, e non era nemmeno la pretura, che non esiste più, ma il titolo mi piaceva)

Il 22 giugno dell’anno scorso ho parcheggiato la mia macchina in piazza san giovanni, proprio di fronte al comune, e sono andato in farmacia – tutto come al solito. La sera successiva, vigilia della festa si San Giovanni, ho trovato sul parabrezza una multa per divieto di sosta.

La vigilia della festa patronale in piazza non si può parcheggiare, e forse avrei potuto pensarci da solo, ma la legge è chiara: un segnale di divieto di sosta temporaneo dev’essere affisso almeno 48 ore prima dell’entrata in vigore e deve recare stampati gli estremi dell’ordinanza sindacale, e il giorno prima non c’era.

Così, vista la palese irregolarità della multa, ho deciso di incaricare un avvocato del ricorso.

Questa mattina ero convocato come testimone, e così, accompagnato dal legale, mi sono presentato al tribunale di Manduria.

Il vigile urbano costituitosi per il comune ha esibito l’ordine di servizio in cui era prevista l’affissione del segnale già dalla mattina del 22, io ho ribadito che il segnale non c’era ancora nel pomeriggio, e amen.

Come finirà?

Non so, ma non è questo il punto.

Il giudice di pace è un tipo piuttosto sbrigativo, al limite dell’insofferenza, ma è difficile dargli torto: è un vero casino. Non avendo mai testimoniato prima d’ora in un tribunale (anzi si, ma è un’altra storia), ne sono rimasto abbastanza colpito. Il tutto si svolge in una stanzetta di tre metri per quattro, con avvocati che discutono diverse cause quasi contemporaneamente. Si avvicinano i testimoni di una causa, poi gli avvocati di un’altra, poi ritornano quelli di prima per la firma del verbale, nel frattempo compilato in un’altra stanzetta adiacente, e così via.

Insomma, un vero casino (l’ho già detto?)

Il punto è questo: per una questione di principio, dal valore di 38€, ho messo in moto un meccanismo del tutto spropositato: un vigile che passa almeno due mattinate in tribunale invece di svolgere il suo normale servizio, un giudice che ha da amministrare una causa in più, io che perdo due ore di lavoro, un avvocato che probabilmente avrebbe altro da fare, invece che star dietro ad una cazzata come questa. Tornassi indietro, probabilmente pagherei e amen.

D’altro canto mi dico: che alternative ci sono? Possibile che chiunque subisca una piccola ingiustizia debba per forza far finta di niente e pagare?

Pensandoci, dico di no.

Una soluzione ci sarebbe, ed è nell’istituire la figura del difensore civico. Anzi, a Sava non dovremmo nemmeno istituirla, visto che è già prevista dallo statuto comunale. Dovremmo solamente nominarlo.

Non crediate che non mi renda conto di quali rischi comporta questa idea: potrebbe benissimo rivelarsi alla fine un semplice, ulteriore, e inutile, sfogo lottizzatorio. Ma aggiungo: non pensate solo alle multe stradali, pensate anche a tutto il contenzioso dell’ufficio tributi: a voi non notificano mai cartelle esattoriali completamente sbagliate?

Non potrebbe essere una soluzione?

 

 

 

 

 

 

 

 

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