Avrei detto la Meloni

Sono anni che mi date della puntacazzi perché mi indigno per la scarsa familiarità sia con l’inglese sia con l’italiano di inviati che scrivono «registrarsi al voto», «inaugurazione presidenziale», e altre orribilità (l’ultima che ricordo è una «compagni d’anima», nel (non)senso disoulmates.) Sono anni che mi dite che sono una rompicoglioni che guarda sempre il dito e mai la luna, che tantosicapisce, che chessaràmmai. Bene. Volevo dirvi che è appena finita una conferenza stampa in cui il presidente del Consiglio ha detto «non provoca polluzioni.» Non parlava di una ministra: parlava di una centrale non inquinante.

(guia soncini)

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links for 2010-10-05

  • Sergio Rizzo ha scritto un editoriale in prima pagina sul Corriere per dire che Pompei è in uno stato di abbandono piuttosto impressionante. E si è chiesto come mai il sito debba essere gestito dalla protezione civile. Domanda ragionevole, direte voi. Se l'era posta qualche tempo fa anche la Corte dei Conti, dichiarando di non comprendere le ragioni del commissariamento voluto dal governo

Un vicolo cieco

Consiglio vivamente la lettura del resoconto di Michele Boldrin sulla convention di confindustria tenuta a Genova alla fine di settembre.

ho percepito in loco un abisso fra il mondo imprenditoriale e quello della politica. Di politici ce n’erano parecchi in giro, come c’erano generali, cardinali ed autorità varie. In Italia c’è sempre questo teatrino consociativo in ogni “occasione importante”: devono essere presenti tutti quelli che contano, anche se non hanno nulla da dire e non gliene frega nulla di quel che si discute. Ma fa lo stesso. Il punto di fondo è la differenza sia intellettuale che di interessi fra ciò che dicevano gli imprenditori con cui parlavo e ciò che dicevano i politici

A giorni alterni

Se si è pronti a rallegrarsi per i rimbrotti del Vaticano nei confronti di Berlusconi per le sue barzellette, poi però toccherebbe apprezzare pure queste minchiate, no?

Insomma, io sto con Luca.

links for 2010-10-02

  • Ecco, Signora Nirenstein, sarà che io le partigianerie ideologiche che fanno tre capriole non le condivido, né credo sostenibile che si applichi sempre la logica di guerra di Churchill, quella per cui «il nemico del mio nemico è mio amico». Però le vorrei far notare che ieri un suo compagno di partito ha detto, nell’aula del Senato, la più lurida frase antisemita della storia della della Repubblica Italiana. È un suo compagno di partito. Suo, non mio. E adesso sono solo cazzi suoi.