Democraticamente del 24-11-2010

La tormentata storia del depuratore consortile per Sava e Manduria ha vissuto nelle scorse settimane un altro momento importante. Dopo il blocco della gara d’appalto causato dal ricorso al tar dei comuni di Manduria e Avetrana, è ripreso l’iter delle procedure necessarie per la sua realizzazione.

Un passaggio fondamentale è stato l’acquisizione dei pareri di tutti gli enti interessati attraverso due conferenze dei servizi tenutesi il 25 ottobre e l’8 novembre in Regione Puglia.

E’ importante notare come l’acquisizione di questi pareri fosse obbligatoria ma non vincolante rispetto alle scelte operate dall’ente appaltatore, la Regione Puglia.

E meno male, aggiungerei, perché a leggere i verbali della riunione verrebbe da dire che, semplicemente, alcuni comuni proprio non lo vogliono, questo depuratore.

Non sarebbe spiegabile altrimenti la posizione espressa dal sindaco di Manduria, il quale ha addirittura proposto progetti basati su tecnologie alternative, forse sperimentali, dimenticando che il progetto c’è già, i soldi ci sono e si aspetta solo il completamento di questi ultimi penosissimi adempimenti burocratici per poter finalmente avviare la realizzazione del depuratore.

Senza contare che a fare una semplice ricerca su internet, il progetto portato ad esempio, quello di Barcellona Pozzo di Gotto, sembra causare grandissime preoccupazioni fra gli abitanti della zona, tanto da costringere il consiglio comunale all’istituzione di una commissione d’inchiesta.

Nessuno è entusiasta all’idea di uno scarico a mare delle acque reflue, tutti vorremmo riutilizzarle per uso agricolo, o magari raffinarle ulteriormente fino a renderle potabili, ma non è questo il momento di perdere ulteriore tempo prezioso: la mancanza di un impianto di depurazione ha già causato l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti del nostro paese, senza contare che nel giugno 2010 parte dei soldi destinati alla realizzazione del nostro depuratore tornerebbe inutilizzata alla comunità europea.

Sarebbe un danno economico gravissimo, oltre che un peccato mortale per l’ambiente: chi continua con le azioni dilatorie  e ostruzionistiche sembra dimenticare i danni permanenti che vengono inflitti al nostro territorio dalla mancanza del depuratore, dallo scarico in falda  dall’impianto obsoleto attualmente in funzione, dallo scarico indiscriminato nei pozzi neri di tutta la fascia costiera.

Rimane quindi la consapevolezza che su questa questione si stia combattendo una battaglia tutta politica fra amministrazioni di diverso colore, senza alcun rispetto per le esigenze di una comunità che d’estate raggiunge i 100000 abitanti.

Vergogna.

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