Guerre

Non riesco a seguire come vorrei le notizie sulla guerra civile libica e i raid aerei promossi dall’ONU, tuttavia vi segnalo il solito blog di Francesco Costa per avere un’idea piuttosto chiara della situazione.

Francesco è un convinto sostenitore dell’intervento internazionale, pur con tutti i dubbi e le paure del caso – e io pure. Il perché potrebbe essere anche molto lungo da spiegare, ma, con le parole di Cohn Bendit, lo riassumerei così: viene il momento in cui bisogna scegliere da che parte stare.

Pur con tutte le perplessità del caso, però, non posso che rifiutare categoricamente un’obiezione molto gettonata in questi giorni: perché in Libia si e altrove no?

Intendiamoci, non che non abbia fondamento la constatazione in sé (in alcune nazioni interveniamo e in altre no), ma la logica che sottende è demente: siccome non salviamo i ribelli del Bahrein o dello Yemen, abbandoniamo anche quelli libici.

Per me, una sola cosa giusta è sempre meglio di nessuna cosa giusta.

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3 pensieri riguardo “Guerre”

  1. D’accordissimo sull’intervento in Libia ma sulle nobilissime ragioni dei “volenterosi” si può ardire a pensar anche male e non si sbaglierebbe. Ad ottobre dello scorso anno un incontro bilaterale tra Francia e Gran Bretagna, sanciva un mutuo soccorso militare e sarkò spiegava le necessità Francesi della riconquista di un certa influenza nel mediterraneo e l’Africa settentrionale e centro-occidentale.Gli interessi nel Ciad, gli interessi di Total e BP, la necessità di contrastare l’avanzata Cinese nel continente africano e l’Italia di mezzo con l’ENI che succhia uno dei migliori greggi al mondo. Che Sarkolone voglia riproporre le gesta di un suo illustre predecessore non ci piove e a differenza di noi che discettiamo delle gesta erotiche e giudiziarie di Berlusconi, la Francia ha un sistema politico-economico che viaggia sulle direttrici di strategie ben congegnate…L’Italia doveva essere ridimensionata, BNL a BNP, AXA che entra in MPS, Gucci, Galbani ora Parmalat e ne tralascio almeno una ventina…Quando 3 mesi fà si firmavano con baciamano accordi economici importanti, emissari Inglesi e Francesi prendevano contatti con frange insofferenti al regime…il resto è storia di questi giorni.
    Sarà che Pirenne è uno degli storici che preferisco maggiormente ma sono pronto a scommettere che ci saranno più scintille ed esplosioni nelle ambasciate di Francia, GB ed Italia che a Tripoli, a meno che…

  2. Questa azione militare non è né giusta né sbagliata. E’ semplicemente un errore strategico, geopolitico e militare.
    L’impressione è che il dibattito sull’intervento sia inficiato da un errore di parallasse, perché si continua a parlare di ‘Guerra in Libia’ mentre, giocando con il fuoco, quella che stiamo vivendo è una ‘Crisi del Mediterraneo’. Il rischio reale è però che si stiano preparando i prodromi di una vera e propria ‘Guerra del Mediterraneo’. Da questo punto di vista la domanda non è «se sia giusto oppure no intervenire in Libia», ma se «abbia senso oppure no provocare un conflitto nell’area mediterranea»

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