Io starei lontano da questa banca

Non so se avete notato il camion che scaricava attrezzature per la filiale del Monte dei Paschi di piazza della Vittoria.

Latte e buoi dei paesi tuoi

Non c’è da meravigliarsi se a Sava prima si scatena una guerra per togliere i parcheggi a pagamento e poi ci si indigna se poi la conseguenza è l’eliminazione totale dei parcheggi, è tutta l’Italia che funziona così.

Siamo il paese che passa con disinvoltura dalla tolleranza zero all’indulto, e così dalla pretesa di meritocrazia alle richieste di raccomandazioni; figuriamoci quindi in economia: dopo aver lamentato per anni la mancanza di investimenti stranieri in Italia, l’acquisto di parmalat da parte di un’azienda francese viene ostacolata con un provvedimento ad hoc.

Il ministero dello Sviluppo economico sta seguendo «con grande attenzione» la vicenda Parmalat per salvaguardare la produzione entro i confini nazionali ha detto il responsabile del Mse Paolo Romani durante il question time alla Camera. In questi giorni, ha assicurato il ministro, ci sono stati «incontri per stimolare una cordata con protagonisti della finanza italiana» in modo da creare un «polo alimentare nazionale in grado di competere sul mercato mondiale».

 

 

Le donne e lo sport

La geniale idea del CONI per “valorizzare” lo sport femminile è miseramente naufragata.

Ciò vuol dire che ogni tanto si trova ancora qualcuno con un po’ di buon senso. Purtroppo, non è mai quello che comanda.

L’antefatto è stato strombazzato ai quattro venti: dal concorso di Miss Italia nasce uno spin-off, Miss Italia Sport, con l’obbiettivo di eleggere la sportiva più bella d’Italia e di far partecipare le prime classificate a Miss Italia vera e propria. La manifestazione non viene presentata in una balera di periferia o in un paesello in cerca di pubblicità, ma nientemeno che a Roma nel salone d’onore del CONI alla presenza di Petrucci. Insomma, una sorta di patrocinio dato da chi dice di battersi per la dignità dello sport femminile (altro che quei bavosi del volley mondiale, noi siamo gente seria). Piccolo problema: a molte federazioni, rette da persone sensate, l’iniziativa sembra quello che è: un’idiozia. Non per moralismo o chissà quali discorsi etici: un’idiozia pura e semplice. E parte la gara a dissociarsi, terminata lunedì con la Federnuoto che scrive a Patrizia Mirigliani (e non a Petrucci…) che le nuotatrici se parteciperanno a Miss Italia lo faranno casomai a titolo personale e non certo su invito della federazione. Si arriva a ieri pomeriggio, quando con un comunicato congiunto (!) il CONI e la Mirigliani affermano che: «Il Comitato olimpico nazionale italiano e l’organizzazione di Miss Italia, di comune accordo, hanno deciso di soprassedere all’iniziativa per sopraggiunte difficoltà di carattere tecnico-organizzativo». Una figura tremenda, al di là di come si consideri lo sport femminile.

Guerre dei poveri

Come scrivevo nel post precedente, e senza dimenticare la terribile guerra per il parcheggio in via San Cosimo, esistono altre guerre lontanissime dall’attenzione della politica internazionale e dei media in generale.

Fra queste la drammatica crisi in  Costa D’Avorio, della quale praticamente non parla nessuno – a parte Gab.

 

 

 

Guerre

Non riesco a seguire come vorrei le notizie sulla guerra civile libica e i raid aerei promossi dall’ONU, tuttavia vi segnalo il solito blog di Francesco Costa per avere un’idea piuttosto chiara della situazione.

Francesco è un convinto sostenitore dell’intervento internazionale, pur con tutti i dubbi e le paure del caso – e io pure. Il perché potrebbe essere anche molto lungo da spiegare, ma, con le parole di Cohn Bendit, lo riassumerei così: viene il momento in cui bisogna scegliere da che parte stare.

Pur con tutte le perplessità del caso, però, non posso che rifiutare categoricamente un’obiezione molto gettonata in questi giorni: perché in Libia si e altrove no?

Intendiamoci, non che non abbia fondamento la constatazione in sé (in alcune nazioni interveniamo e in altre no), ma la logica che sottende è demente: siccome non salviamo i ribelli del Bahrein o dello Yemen, abbandoniamo anche quelli libici.

Per me, una sola cosa giusta è sempre meglio di nessuna cosa giusta.

Strade di fuoco

Dal prossimo numero di Democraticamente

Da pochi giorni non si può più parcheggiare in alcune strade del centro di Sava: per ora in via San Cosimo e via Duca D’Aosta, presto anche in Via Bonsegna, via Regina Margherita, via Principe di Piemonte, forse anche in via Dante.

La storia è interessante perché dentro c’è un po’ di tutto: l’esposto di un cittadino, una puntata di Striscia la notizia, l’informazione locale, i difficili rapporti di vicinato. Il risultato finale, però, pare proprio una sconfitta per tutti.

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