Chiuso per ristrutturazione

Durante la conferenza stampa della scorsa settimana, Ivano De Cataldo e Mino Lacorte, rispettivamente ex-assessore e consigliere comunale dell’amministrazione Maggi, hanno ufficializzato la loro fuoriuscita dal Pd. Dopo Pasquale Calasso e il suo Gruppo Politico Autonomo, un’altra componente del partito democratico abbandona la nave.

Non avendo partecipato all’evento non so dire nulla sulle ragioni della scelta, ma a fare il punto della situazione del partito non c’è molto da stupirsi:  il coordinatore si è dimesso mesi fa, da quel momento il partito non si è più riunito, i congressi provinciali e di circolo sono bloccati e la sede cittadina è messa così.

Non  è che voglia chiamarmi fuori dalle responsabilità: ero il vice-coordinatore, e per qualche settimana si è fatto il mio nome come possibile segretario del partito, cosa non avvenuta per un insieme di ragioni politiche e personali.

Parliamo del settembre scorso, quando la situazione era più o meno questa: quattro consiglieri comunali democratici danno al sindaco un ultimatuam per la rimozione di Ivano De Cataldo dall’incarico di assessore. Su questa questione il partito si divide in due blocchi, con la componente socialista da una parte, il gruppo Maggi/De Cataldo dall’altra, e pochi componenti del direttivo non schierati. Fra questi, anche il sottoscritto.

Ivano si dimette, il partito è lacerato. Il congresso è imminente, e nel frattempo è scattato il tesseramento. Alla conta, le due fazioni sono più o meno pari. Da parte dei socialisti, diciamo pure di Bruno D’Oria, si avanza il mio nome come candidato segretario, per cercare di riunire il partito sotto una segreteria che sia di garanzia per tutti, almeno nelle intenzioni.

Qui succedono un paio di cose: la prima è che Ivano e il suo gruppo non intendono appoggiare una candidatura unitaria, almeno non la mia. Il che ci sta, ovviamente, e la conta al congresso diventa un passo non solo legittimo, ma doveroso. Solo che, se battaglia deve essere, tocca a Bruno e Aldo/Ivano (detto solo per semplificare) esprimere una candidatura, non certo al sottoscritto.

Poi, ed è la seconda, i congressi provinciali vengono sospesi, a causa dei due boss Florido e Pelillo, incapaci di mettersi d’accordo sull’assetto del partito. (Questo post diventerà la fiera dell’eufemismo, me lo sento)

Insomma, invece di contarsi e rischiare per poter affermare la propria visione del partito (ehm), i due si fronteggiano in una guerra di posizione in cui tutto rimane bloccato per settimane e settimane. Il segretario regionale Blasi colpevolmente ratifica la richiesta di congelamento avanzata dai due leader tarantini. E pure dal terzo candidato, nel frattempo lanciatosi in campo come espressione di Emiliano.

A Sava, la situazione rimane stagnante, Ivano non viene sostituito e l’amministrazione continua a vivacchiare. Nel partito c’è un’unica proposta sul tavolo: quella di una reggenza a tre fra il sindaco Maggi, Bruno D’Oria e il capogruppo in consiglio comunale, Mimino Pichierri – l’unica proposta che abbia senso, visto che attualmente a  decidere sono sempre e comunque loro… Nessuno sembra interessato alla cosa, e tutto rimane come prima. Nel frattempo i dirigenti provinciali, anche loro per nulla interessati alla situazione del partito, si schierano però apertamente a favore di Ivano, perorando con forza il suo reintegro all’interno della giunta.

Dopo mesi di stasi, la settimana scorsa due novità improvvise: la nomina del nuovo assessore, Giuseppe Lamusta, e il commissariamento del partito tarantino deciso dal segretario regionale Blasi.

Forse è troppo tardi per il PD savese: Ivano ha lasciato il partito e molti lo seguiranno.

(Continua)

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8 thoughts on “Chiuso per ristrutturazione”

  1. Ciao Corrado, abbastanza puntuale la tua cronistoria, solo una domanda? Ma perchè accomuni per le fasi congessuali Aldo/Ivano? Il Sindaco nel PD conta solo al sua tessera e quella del nipote credo… prima ne aveva altre e 12 a sostegno col fido Calasso, ora in GPA.
    Una precisazione, io personalmente non ero a favore di un congresso farsa (unitario) per cui nulla di personale nei tuoi confronti, ma sono possibilista di natura, se la tua candidatura fosse nata diversamente sicuramente sarebbero nate altre possibilità, ma come ben concludi: forse è troppo tardi.
    Cmq, datevi da fare adesso, ci sono più spazi adesso nel partito! ;P

    un abbraccio!

    1. forse è un problema di comprensione del testo o di mancata introspezione, ma il punto è che se il PD savese è allo sfascio è anche colpa tua, che nel frattempo hai pensato bene di abbandonare la nave che affondava. Ora, perché dovrebbe imbarcarsi Corrado?

      1. …chiarisco il punto: Corrado scrive nel testo “Non è che voglia chiamarmi fuori dalle responsabilità: ero il vice-coordinatore, e per qualche settimana si è fatto il mio nome come possibile segretario del partito, cosa non avvenuta per un insieme di ragioni politiche e personali.”
        Per questo chiedevo se lo avessero invitato o meno, null’altro…

        1. ti ringrazio per il chiarimento. evidentemente avevo interpretato male le esortazioni. d’altronde pure la mia voleva essere una chiarificazione

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