Scrivo tanto per Fare

La novità odierna dal fronte del Fare è la sua scissione, fra cosa o chi non ho capito bene, ma è bello lo stesso.

Abbiamo perciò deciso, con amarezza, ma con la consapevolezza che in questa fase si tratta dell’unica soluzione possibile, di procedere ad una separazione consensuale tra Fare per Fermare il Declino e Ali – Fermare il declino, le due entità giuridiche del gruppo, che non necessariamente rimarranno con la medesima denominazione sociale. Esse continueranno nella loro attività politica e culturale aggregando ciascuna chi si sentirà di collaborare con l’una o l’altra (o entrambe, ovviamente) ed auspichiamo che in occasione di futuri appuntamenti elettorali possano collaborare insieme per l’attuazione dei 10 punti del programma che ci hanno fin qui unito.

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Ieri oggi e domani

Per il PD ieri Grillo era un fascista populista demagogo, oggi tutta la comunicazione del partito è improntata su temi tipicamente grillini, dalla richiesta del reddito di cittadinanza, alle misure contro la casta e così via. Pittella, Moretti, tutti infervorati…

Per me sono matti.

Io non so se dietro ci sia una precisa scelta di comunicazione o sia frutto d’improvvisazione, o forse è solo l’istintiva reazione alla sconfitta a farti ribaltare il senso delle proposte che hai sbandierato fino al giorno prima

Il risultato è comunque terribile: sconcertante per chi li ha votati, disgustoso per chi si vede emulato dopo essere stato insultato per mesi.

Per non parlare poi di tutto questo inneggiare a Matteo Renzi come uomo del destino, che non si può sopportare.

Io Matteo Renzi l’ho votato con convinzione, ed è anzi l’unico motivo per cui sono andato a votare ale primarie. Ma ha perso. E sta facendo quello che ha sempre detto che avrebbe fatto in caso di sconfitta: il sindaco di Firenze. Visto che i più infervorati poi sono i Cacciari che fino a ieri lo consideravano quasi un Bonaiuti del PD, viene da chiedersi se tutto questo sia intellettualemente onesto o non sia solo uno sconsiderato tentativo di bruciare definitivamente una delle poche risorse ancora spendibili per il futuro a livello di leadership del partito.

Ma forse la verità è molto più banale, magari è solo incapacità di reagire compostamente a una sconfitta, alla quale pure dovremmo essere abituati.

Ieri, su Fb, l’ex segretario provinciale inneggiava alle dichiarazioni di Raciti – uno che è entrato in lista senza passare dalle primarie, peraltro – che ha lanciato il prevedibile “via tutti i “vecchi” del partito”.

Solo una settimana fa aveva scritto questo:

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Update: Renzi ha commentato la situazione sulla sua newsletter, dimostrando serietà e lucidità – doti che purtroppo al momento nel partito scarseggiano.