Guerra fra poveri

Gli unici che vincono sempre sono gli avvocati:  dopo la valutazione d’impatto ambientale positiva espressa dalla Regione Puglia sul depuratore consortile di Sava e Manduria, Manduria e Avetrana già annunciano il ricorso al TAR.

(Manduriaoggi, che siccome non permette il copia e incolla non viene più linkato su questo blog, e amen)

Morire per legge

Nel luglio 2010, il governo ha approvato con il decreto legge 155 il rinvio al 31/12/2012 l’applicazione delle misure anti-inquinamento previste in sede europea a tutela della qualità dell’aria, e sempre che non siano necessari “costi sproporzionati per agire sulle principali cause di emissione degli inquinanti”.

Il decreto è conosciuto genericamente col nome di decreto salva-Ilva: nel corso del 2010 le emissioni di benzo(a)pirene si sono attestate in media su valori circa 3 volte quelli previsti dalla media europea. La stessa previsione di un possibile escamotage all’applicazione dei limiti completa definitivamente il quadro: se economicamente non conveniente (per chi inquina) puoi anche morire.

(Poi mi vengono a dire che Berlusconi dovrebbe fare un passo indietro per il caso Ruby…)

A seguito della mobilitazione di tante associazioni e movimenti, si sperava che in commissione ambiente si riuscisse ad approvare una risoluzione vincolante che obbligasse il governo a rivedere il contenuto del decreto, avvicinando, almeno, i tempi per l’applicazione dei limiti “europei” . Niente da fare: questa mattina, la commissione invece ha approvato a maggioranza una risoluzione che conferma in tutto e per tutto il rinvio deciso nel decreto di cui sopra.

Da mesi le associazioni denunciavano il decreto legge preparato «per inquinare meglio e di più», ed oggi è arrivata la Commissione Ambiente, che ha approvato a maggioranza una risoluzione sulla normativa relativa al benzo(a)pirene. Si tratta del cosiddetto decreto ‘salva-Ilva’, un dispositivo che secondo gli ambientalisti favorisce lo stabilimento di Taranto, sospendendo una vecchia legge, valida dal primo gennaio del 1999, che poneva il limite di un nanogrammo al metrocubo di emissioni di benzoapirene. Fino al 31 dicembre del 2012, dice il decreto legge, nelle città superiori ai 150mila abitanti invece non ci sarà più alcun limite. Immediata la reazione delle opposizioni e di Legambiente.

Al post di qualche giorno fa ho colpevolmente dimenticato il punto 5:

  • previsione di limiti stringenti alle emissioni inquinanti

Update: i verdi hanno fatto ricorso alla UE, e sembra che sia stato accolto…

Ministri, fiducia, discariche e rifiuti

Interessante intervista del ministro Prestigiacomo sul corriere.

I fatti sono noti, tre giorni dopo aver incassato la fiducia a Montecitorio, il parlamento ha approvato nell’ambito di un decreto a favore delle nuove imprenditorialità una norma che esclude queste nuove imprese dai alcuni controlli stringenti sulla normativa dei rifiuti.

Poiché il governo, rappresentato appunto dalla ministra, aveva espresso parere negativo sull’emenedamento, e quindi richiesto un nuovo passaggio in commissione del decreto,  la sua approvazione ha determinato la crisi politica nei rapporti Prestigiacomo-PdL.

A qeusto proposito, la ministra dice:

Che cos’è successo esattamente alla Camera?
«Due giorni prima avevamo ottenuto il primo voto favorevole a Montecitorio dopo la fiducia, sul decreto rifiuti. Rappresentavo io il governo. Abbiamo concesso qualcosa al Fli, qualcosa all’Udc, qualcosa pure al Pd e all’Italia dei Valori, portando a casa il risultato. Poi mi sono ritrovata una norma, di cui non sapevo nulla, uscita guarda caso dalla commissione Lavoro, quella di Moffa, che ci teneva moltissimo…».

Una norma che sospende la tracciabilità dei rifiuti.
«L’80 per cento dei rifiuti italiani è speciale. Ed è fuori controllo. Viaggia per i fatti suoi. La documentazione è tutta cartacea, ed è facile falsificarla. Il controllo deve diventare telematico, con i dati su una chiavetta, una scatola nera sui camion, e la sorveglianza affidata ai carabinieri. Una rivoluzione. La Confindustria ci appoggia. Purtroppo molte aziende preferiscono il vecchio sistema. E dietro i rifiuti ci sono lobby potentissime».

Insomma, non ci vuol molto a immaginare il tenore dello scambio: un voto alla fiducia da Moffa in cambio del rinvio delle norme sul controllo dei rifiuti speciali.

Ma forse sono io che sono malpensante, eh!

Monteparano rules

Incartare e portare a casa.

Monteparano (Ta) è l’unico e il primo Comune Riciclone di Puglia. Infatti, nelle altre due edizioni nessun comune pugliese aveva ricevuto il premio di prima categoria ossia era comune riciclone. Monteparano, un piccolo ma virtuoso comune di 2.390 abitanti della Provincia di Taranto, nel 2009 ha raggiunto la media del 55,2% di RD, centrando, così, l’obiettivo del 50% di RD previsto per il 2009 sia dalla L. 267/07 che dal Piano Regionale. In questo piccolo comune la parola d’ordine è stata “Mai più cassonetti”, infatti con la raccolta porta a porta dei rifiuti, umido compreso, le percentuali di raccolta differenziata hanno raggiunto punte del 70%.

( da Avetrana.org)

Con buona pace di Zamberone

La pedonalizzazione di XXI aprile è stata una buona idea.

 

 

 

 

 

Colpa di Aldo Maggi, sicuramente

I soliti imbecilli hanno pensato bene di staccare le cornici dagli infissi del pisciatoio comunale, cioè il porticato della “chiazza coperta” – poi hanno cercato di danneggiare le telecamere di sorveglianza, riuscendovi in parte.

 

 

 

 

Fermi tutti

Lasciate il libro che state leggendo, spegnete la tv, lasciate per cinque minuti i bambini a divertirsi con i loro giocattoli e leggete questa sintetica spiegazione del disastro campano del ciclo della (non) raccolta dei rifiuti.

Quindi con una semplice calcolatrice da due euro si sa già che, stante la follia di un piano che prevede la produzione di 200.000 tonnellate di FOS e circa 200.000 tonnellate di compost (tranquilli la matematica non è una opinione, la materia organica è composta al 50% da acqua, che evapora) le discariche non sono in grado di reggere, l’inceneritore l’umido non lo può bruciare e quindi si butta tutto ovunque capiti. E i cittadini si arrabbiano, perchè se dici: ho risolto tutto, e invece sei perfettamente cosciente (mmmhhh, dubbio personale sulla coscienza di certi personaggi) che non è vero, stai solo facendo “o gall’ ‘ncopp ‘a munnezza”. Anche se i cittadini della Campania (ma Napoli soprattutto) si dessero come pazzi alla raccolta differenziata il sistema non è in grado di reggere, perchè le quantità in gioco sono di molto superiori alle possibilità del sistema stesso, basato su umido, R.D., inceneritore e discariche, in cui queste ultime sono l’unico anello funzionante (ma hanno un difetto: si saturano, e se ci butti dentro di tutto puzzano pure).

Da noiseFromAmerika