Altro che scie chimiche e signoraggio

Dopo aver visto il video del giovane cittadino deputato Paolo Bernini che dice «Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno delle persone, è un controllo di tutta la popolazione. Con internet visto che molte coscienze mi si stanno svegliando queste verità stanno venendo fuori», mi sono convinto: siamo nella merda

(ilpost)

Scrivo tanto per Fare

La novità odierna dal fronte del Fare è la sua scissione, fra cosa o chi non ho capito bene, ma è bello lo stesso.

Abbiamo perciò deciso, con amarezza, ma con la consapevolezza che in questa fase si tratta dell’unica soluzione possibile, di procedere ad una separazione consensuale tra Fare per Fermare il Declino e Ali – Fermare il declino, le due entità giuridiche del gruppo, che non necessariamente rimarranno con la medesima denominazione sociale. Esse continueranno nella loro attività politica e culturale aggregando ciascuna chi si sentirà di collaborare con l’una o l’altra (o entrambe, ovviamente) ed auspichiamo che in occasione di futuri appuntamenti elettorali possano collaborare insieme per l’attuazione dei 10 punti del programma che ci hanno fin qui unito.

Ieri oggi e domani

Per il PD ieri Grillo era un fascista populista demagogo, oggi tutta la comunicazione del partito è improntata su temi tipicamente grillini, dalla richiesta del reddito di cittadinanza, alle misure contro la casta e così via. Pittella, Moretti, tutti infervorati…

Per me sono matti.

Io non so se dietro ci sia una precisa scelta di comunicazione o sia frutto d’improvvisazione, o forse è solo l’istintiva reazione alla sconfitta a farti ribaltare il senso delle proposte che hai sbandierato fino al giorno prima

Il risultato è comunque terribile: sconcertante per chi li ha votati, disgustoso per chi si vede emulato dopo essere stato insultato per mesi.

Per non parlare poi di tutto questo inneggiare a Matteo Renzi come uomo del destino, che non si può sopportare.

Io Matteo Renzi l’ho votato con convinzione, ed è anzi l’unico motivo per cui sono andato a votare ale primarie. Ma ha perso. E sta facendo quello che ha sempre detto che avrebbe fatto in caso di sconfitta: il sindaco di Firenze. Visto che i più infervorati poi sono i Cacciari che fino a ieri lo consideravano quasi un Bonaiuti del PD, viene da chiedersi se tutto questo sia intellettualemente onesto o non sia solo uno sconsiderato tentativo di bruciare definitivamente una delle poche risorse ancora spendibili per il futuro a livello di leadership del partito.

Ma forse la verità è molto più banale, magari è solo incapacità di reagire compostamente a una sconfitta, alla quale pure dovremmo essere abituati.

Ieri, su Fb, l’ex segretario provinciale inneggiava alle dichiarazioni di Raciti – uno che è entrato in lista senza passare dalle primarie, peraltro – che ha lanciato il prevedibile “via tutti i “vecchi” del partito”.

Solo una settimana fa aveva scritto questo:

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Update: Renzi ha commentato la situazione sulla sua newsletter, dimostrando serietà e lucidità – doti che purtroppo al momento nel partito scarseggiano.

Ai raffinati politologi di twitter

Ennesima morte all’ILVA.

Niente da dire di sensato di fronte alla tragedia di una città (e di una provincia) che si lacera nel conflitto fra diritto alla salute e diritto al lavoro, come se morire di fame o di malattia/infortunio sia un’alternativa accettabile.

Solo una domanda, però: chi è l’unico leader nazionale venuto a Taranto in campagna elettorale?

Oggi Fare, domani dire e baciare (c)

Ho messo a repentaglio la pace famigliare per ascoltare per qualche ora lo streaming  della direzione nazionale di Fare,  conclusa con l’approvazione della mozione della coordinatrice Enrico, che dà incarico alla direzione stessa di preparare lo statuto e di indire i  congressi locali, regionali e infine quello nazionale entro il 31 maggio. Si è trattato di una “close call”, con 8 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto.

E’ stata quindi sconfitta la linea di uno dei fondatori, Michele Boldrin, che con una lettera aperta aveva chiesto l’azzeramento della direzione nazionale.

L’annunciata fuoriuscita di Boldrin dal movimento è stata quindi seguita dall’annuncio di un dettagliato resoconto che dovrebbe essere pubblicato domani su noiseFromAmerika. Nel frattempo, l’HuffingtonPost ha invece pubblicato una ricostruzione dell’accaduto che Boldrin ha seccamente smentito sul suo profilo Facebook.

Non possono rimanere li’ un minuto di piu’ a “fare politica”, anche perche’ non la sanno fare. E perche’ manipolerebbero il congresso e le sue procedure, lo statuto e tutto il resto. Come hanno fatto oggi: vi rendete conto che delle persone nominate dai fondatori si sono arrogate il potere di impedirmi di parlare ed hanno chiesto ai fondatori di farsi da parte!? Ridicolo. Occorrono quindi caretakers imparziali e che abbiano la confidenza di tutti

Altri autorevoli membri del movimento, sembrano non gradire…

update: Fare è una miniera! oggi Boldrin ha ritirato le dimissioni, e si è invece dimessa tutta la direzione nazionale, Silvia Enrico in testa. 

Piccola nota autobiografica a margine: tifare Torino, Sacramento Kings, votare Fare dopo essere stato del Pd, mi rendono una specie di campione mondiale di cause perse, temo.

Qualcosa su cui dovrei fermarmi a riflettere, un giorno di questi.

Fare (Volare gli Stracci)

Fare per Fermare il Declino perde Michele Boldrin, uno dei fondatori, certamente il più noto.

Lo ha annunciato su Facebook, dopo aver scritto una lettera alla direzione nazionale del movimento che si riuniva questa mattina. Qui lo streaming della riunione.

Posso sommessamente dire che mi dispiace?

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Il solito imperdibile pippone di Suzukimaruti

Intendiamoci, imperdibile solo per chi ha la perversa abitudine di analizzare il PD e la sua linea politica (e i suoi conseguenti insuccessi)

Ok, proviamoci. Proviamo a trovare le ragioni della più clamorosa e cocente sconfitta elettorale e politica della sinistra italiana, ben peggiore di quella del 1994, molto più grave considerate le premesse e gli avversari, molto più dannosa visti gli esiti che ha comportato. A modo suo una mazzata che entrerà nei libri di storia per la sua portata.

Update: consiglierei anche la lettura della spietata analisi di Cristiana Alicata.

Abbi dubbi

In una trentennale “carriera” di elettore, per la prima volta ho dovuto pensarci parecchio.

Fino a qualche mese fa ero abbastanza orientato a votare Pd, malgrado molte cose di quel partito non mi piacciano. La vittoria di Bersani alla primarie, la perenne vicinanza/sudditanza a CGIL e magistratura, un programma economico deludente,una campagna elettorale ancora incentrata sul “non far vincere le destre” e con l’aggravante di ridicole trovate finto-giovaniliste, da ultimo la questione MPS, hanno ulteriormente incrinato la mia convinzione.

Apro una parentesi: avendo votato per Renzi alle primarie, ricordo bene di aver sottoscritto un’adesione al programma del PD e un impegno a votarlo, ma francamente ho sempre considerato la questione davvero ridicola. Che senso ha richiedere un impegno a votare un partito prima ancora di decidere il suo candidato e il suo programma? Può valere per un iscritto, non certo per uno che, come me, non ha la tessera da un paio d’anni e che ha un impegno politico al di fuori del PD stesso. Parentesi chiusa.

Così, senza altri vincoli se non quello di votare per qualcuno solo se almeno passabilmente convinto, ho votato in questo modo: PD al senato, e Fare per Fermare il Declino alla camera.

Se nel primo caso è prevalso un certo senso di urgenza democratica a votare (in fondo la governabilità si decide al senato, e il PD è l’unico partito in grado di governare in maniera più o meno stabile per i prossimi cinque anni, se i numeri glielo consentiranno), nel secondo caso ho scelto di votare per chi ritengo abbia il programma più corretto (e rivoluzionario!) per questo paese.

Si, lo so, Giannino è un pirla, ma le cose buone di Fermare il Declino rimangono. Forse non prenderanno abbastanza voti per entrare in parlamento… ma sapete che c’è?

Chissenefrega.

Come siamo messi

Stasera in tv il confronto fra i cinque candidati del centrosinistra a guidare l’Italia. l’immagine qui sotto è presa dal sito ufficiale del PD.

Il confronto è stato organizzato e sarà trasmesso dal canale satellitare SkyTg24, ma potrà essere visto anche in chiaro su Cielo, il canale di Sky Italia sul digitale terrestre. Il dibattito sarà visibile anche online in streaming sul sito Sky.it e su quello ufficiale delle primarie del centrosinistra, che si chiama “Italia. Bene Comune”. Potrà essere visto anche su tablet e smartphone attraverso l’applicazione SkyGo per gli abbonati alla piattaforma satellitare.

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Il comizio che non ho fatto

La campagna elettorale è terminata ieri sera con i comizi dei due candidati al ballottaggio. Avendola vissuta da vicino, ma insieme defilato da poterne osservare alcuni aspetti con un sufficiente senso di profondità, voglio affidare a queste righe alcune considerazioni che mi paiono importanti, almeno per me stesso.

Intanto, è stata la mia prima campagna elettorale da candidato consigliere. Dovessi limitarmi a questo, aggiungerei due sole parole: mai più. Non perché sia una cosa brutta, o il risultato non sia stato soddisfacente, la questione è un’altra: semplicemente non fa per me.

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