Più ticket per tutti

Uno degli aspetti più negativi della squallida situazione politica attuale, e non sto parlando di Sava, è che nell’informazione non c’è posto per nient’altro, praticamente. Da venerdì scorso, infatti, sono stati introdotti in pratica dei nuovi ticket su molti farmaci senza che da nessuna parte si sia letto qualcosa di preciso in proposito, al di la di un generico “provvedimento di riduzione dei prezzi deciso dall’AIFA”.

Nei fatti, però, in tantissimi da venerdì scorso hanno avuto la sgradita sorpresa di dover pagare fior di ticket sui medicinali, soprattutto chi, proprio per non pagare il ticket, aveva scelto di curarsi con il farmaco generico, o equivalente che dir si voglia.

Prima di descrivere il provvedimento, sarà bene riepilogare il meccanismo con il quale  lo stato spende i soldi per l’assistenza farmaceutica dei cittadini.

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Tre è il numero perfetto

In attesa di risolvere in soli tre anni il problema del cancro, impieghiamo tre giorni per prendere la pillola RU486.

Il Consiglio Superiore di Sanità […]  ha deliberato che la somministrazione della pillola abortiva RU486 in Italia può avvenire soltanto a fronte di un ricovero ospedaliero ordinario fino alla verifica dell’espulsione completa. Quindi, nel nostro Paese – diversamente da ciò che normalmente accade da anni in tutti i paesi della Ue (con l’eccezione dell’Irlanda e del Portogallo), negli Usa e in Canada – si autorizza una pillola che ha come funzione quella di evitare un costoso e gravoso ricovero ospedaliero, ma se ne vincola l’uso al suddetto ricovero ospedaliero. E si dice chiaramente alle regioni che avevano deciso di somministrare la RU486 in day hospital che il ricovero giornaliero non va bene.

Con l’incredibile paradosso che la donna che abortirà chirurgicamente lo potrà farà in day hospital, mentre quella che avrebbe preferito evitare il bisturi e inghiottire una pillola lo dovrebbe invece fare restando chiusa in ospedale (senza motivo e con evidente stress psicologico) per almeno tre giorni.

Sette anni dopo l’Azerbaijan

La Ru486 ottiene il benestare dall’AIFA. Ma già il ministro Sacconi si agita
(Peraltro, non tutti sanno che in Puglia era già possibile accedere all’utilizzo della pillola abortiva presso gli ospedali di Bari e Lecce)

1988 Francia, Cina
1991 Gran Bretagna
1992 Svezia
1999 Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Israele, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Svizzera
2000 Stati Uniti, Norvegia, Russia, Ucraina, Serbia e Montenegro
2001 Taiwan, Sudafrica, Tunisia
2002 Bielorussia, Lettonia, India, Azerbaijan, Georgia, Uzbekistan
2003 Estonia
2004 Moldavia, Guyana
2005 Albania, Ungheria, Mongolia
2006 Australia
2007 Portogallo, Armenia
2008 Romania
2009 Italia
(Francesco Costa)

Ma il più bel post a riguardo è di Freddy Nietzsche!