Dopo il discorso di Napolitano, quello di Bruno D’Oria

Manduriaoggi riferisce della conferenza stampa indetta dal PD sullo stato di salute dell’amministrazione comunale di Sava.

Di solito queste occasioni servono più a vendere la propria merce che non a muovere critiche, Bruno D’Oria invece, diversamente dal Presidente della Repubblica, non le ha mandate a dire:

«Non siamo per la crisi: il commissariamento è l’ultima cosa che servirebbe a Sava. Ma la fibrillazione attuale è pericolosa. Occorre al più presto modificare il modo di agire: gli impegni assunti dal sindaco non devono essere scritti sull’acqua… E se l’Amministrazione continuerà ad essere priva del senso dello stare insieme, si procederà spediti verso lo sfacelo. Noi, responsabilmente, vorremmo evitare la crisi>>

e ancora:

«Credo che, per le questioni di maggiore rilevanza, sia importante ottenere la collaborazione delle opposizioni» è il pensiero del delegato nazionale del Pd. «Non si tratta né di ribaltone né di consociativismo. La mia idea nasce da un preciso presupposto: per i problemi di maggiore importanza, è giusto ascoltare anche l’opinione delle altre forze politiche presenti in Consiglio. Anche perché, oggi ci siamo noi, fra sei mesi potrebbero esserci altri a governare Sava. E’ allora saggio contribuire tutti quanti alla risoluzione dei problemi».

A questo proposito, credo che lo sforzo del PD di ridare una direzione precisa all’amministrazione Maggi (qualunque sia), sia apprezzabile, perché conosco la spiacevole sensazione di un progetto politico che scivola inesorabilmente a sud. Anche se, per la mia esperienza, risollevarne le sorti è un po’ come cercare di rimettere il dentifricio nel tubetto. Se i rapporti sono deteriorati, il massimo che si ottiene è di solito una tregua di comodo, utile magari a trovare un’alternativa all’amministrazione, non il suo rilancio.

Anche perché al momento alternative credibili a questo papocchio ancora non se ne vedono, se non una possibile convergenza PD-PDL (leggasi Bruno-Ninì) per un’amministrazione trasversale che “risolva i problemi del paese”. Papocchio per papocchio, questo sussurra con una certa insistenza radio-piazza.

O, per dirla con un espressione già utilizzata dallo stesso D’Oria: “un’amministrazione di salute pubblica” – si, proprio come il comitato.

(lettore avvisato: sto provocando, lo so. Non risponderò a chi si scandalizzasse del paragone, sono le parole che vengono spesso usate a sproposito, io colgo solo quello che mi pare un aspetto ironico. Buon anno a tutti 🙂 )