Piano triennale AQP

http://ambire.files.wordpress.com/2008/12/aqp_mod.jpgL’AQP ha pubblicato il piano degli investimenti infrastrutturali per il triennio 2010-2013. Ovviamente, per il nostro depuratore, andare a pagina 15.

Enormi investimenti sono in arrivo dall’Acquedotto Pugliese per migliorare la gestione integrata del ciclo delle acque. Il piano redatto dall’AQP e reso pubblico da pochi giorni consiste in due assi fondamentali: la ricerca delle perdite con la relativa eliminazione e l’estensione del servizio idrico integrato (fogna e acqua potabile) laddove mancano. Un occhio di riguardo è stato tenuto verso le marine, per la prima volta destinatarie di enormi fondi al fine di essere coperte da depuratori, acqua potabile e fogna.

(Grandesalento.org)

Qualcuno lo aveva previsto

Un’interessante lettura della questione regionale pugliese in un vecchio post di Alessandro Tauro. L’articolo è d’impostazione “travagliesca”, con una concatenazione degli eventi e delle dichiarazioni ufficiali decisamente suggestiva, specie alla luce degli ultimi avvenimenti: la tesi, non nuova, è che al centro di tutto ci sia l’interesse di un certo gruppo imprenditoriale e politico verso l’AQP.

La storia che state per leggere è una storia che lega tra loro sanità, risorse naturali, amministrazioni pubbliche, il mondo della politica, ipotesi giudiziarie, vittime inconsapevoli e navigati carnefici.
E’ una storia che parla di interessi economici, di giochi al limite del political-thriller, di alleanze trasversali, di mondo imprenditoriale e di celebri uomini politici costretti a ricoprire il ruolo della pedina inconsapevole in una scacchiera sconosciuta.

Non se ne capisce più la dritta

Su Manduriaoggi, a proposito della recente riunione tenutasi in prefettura, la posizione del comune di Sava viene allineata a quelle dei comuni contrari allo scarico a mare previsto dall’attuale progettazione.

Il Comune di Sava, rappresentato dall’assessore Ivano Decataldo, ha fatto notare la necessità di avere al più presto il depuratore, ma ha anche espresso la propria comprensione verso le preoccupazioni dei comuni che si estendono sino alla costa e che traggono dal turismo una fetta consistente di risorse della propria economia.
A favore del progetto, così come è stato firmato, restano quindi solo la Regione Puglia (rappresentata dall’assessore alle Opere Pubbliche Amati) e l’Acquedotto Pugliese (rappresentato dai tecnici De Risi e Andriani e dal direttore della sede di Taranto Salinari).

Assessore, ci illumini…

Aggiornamento: sul sito del Comitato di Salute Pubblica c’è un resoconto dell’incontro, ma non chiarisce un punto secondo me importante, almeno politicamente: la posizione ufficiale del Comune di Sava.
Favorevole o contrario?

A pesci in faccia

Iin consiglio comunale non c’ero, me me lo hanno raccontato, e molto lo immagino leggendo l’articolo pubblicato sul Giornale di Sava – quindi mi sento di dirlo: imbarazzante.

La questione del “definanziamento” della condotta sottomarina è sintomatica di come della questione in aministrazione non importi ad alcuno. Altrimenti non si sarebbero fatti trovare impreparati ad una comunicazione abbastanza comprensibile nel suo contenuto, e di non eccessiva importanza. Per rendersene conto sarebbe bastata un email, come già detto in un commento. Invece niente, prima pescin in faccia in consiglio comunale, e poi oggi viaggio della speranza in regione, dall’assessore Amati.

Farsi trascinare nella bagarre della “minaccia di dimissioni si o no” è una conseguenza logica quindi dell’essere completamente “ignoranti” riguardo a tutto l’iter della vicenda.

Non stupisce infatti, che l’unico problema vero di tutta la questione continua ad essere il cronico ritardo della messa in gara dell’opera, al quale sono a questo punto convinto che il disinteresse dell’amministrazione abbia contribuito.

Insomma: rompere le palle aiuta, dormire molto meno.

Detto ciò, la barzelleta della minaccia di dimissioni della minoranza è il classico teatrino di chi, parimenti disinformato, preferisce buttarla in caciara piuttosto che affrontare le questioni con il senso di responsabilità dovuto, il che non avrebbe escluso la possibilità di sputtanare la maggioranza sul suo immobilismo ( e la sua “ignoranza”)

Siamo messi male, eh.

Fra capo e collo (commenti aperti)

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, si è parlato di una lettera inviata dall’ATO Puglia al Comune di Sava che, in modo alquanto nebuloso, porta a conoscenza dell’amministrazione che la costruzione della condotta sottomarina, finalizzata allo scarico in mare dei reflui del futuro depuratore consortile, sarebbe stata “definanziata”, almeno in riferimento ai fondi di cui alla delibera CIPE 3/06.

L’opera  infatti verrebbe finanziata con i fondi provenienti dalla tariffa, cioè dalle bollette AQP, per capirci.

Questo almeno è quello che mi sembra di capire, sebbene non possegga gli altri documenti citati nella lettera, e la prosa non sia proprio chiarissima (eufemismo).

In consiglio comunale pare si sia scatenata la bagarre, ma visto che i fondi cipe sarebbero spendibili solo per opere appaltabili entro il 31/12/09, e la condotta è ancora allo stadio di progettazione preliminare, a me parrebbe una cosa logica.

In ogni caso, la mia è un’opinione basata solo sulla lettura di queste righe, e come ho detto, mancano molte tessere del mosaico. Se avete qualche info da aggiungere, o anche qualche opinione in proposito, i commenti sono aperti.

Qui, c’è la lettera.

Un altro punto di vista

Durante l’ultima assemblea del Comitato di Salute Pubblica, l’amico Robert Conrad avrebbe voluto precisare alcune cosette sull’iter seguito dalla questione, e più in generale sul fatto che non è vero che nessuno se ne sia mai interessato. Non essendoci riuscito in quella sede, ha scritto un piccolo riassunto,  che potete leggere qui.