Questione morale

Il mio pessimismo di questi giorni non ne aveva bisogno, ma come non essere d’accordo con questa lucida e spietata analisi di Michele Boldrin?

Al solito, da noiseFromAmerika.

Sono in difficoltà

Lo ammetto.

Di fronte alla marea montante di bestialità partorite da questo governo, alcune di una stupidità e una cattiveria persino insolite per la tradizione politica di questo paese (ed è dire tutto), siamo costretti ad accapigliarci fra noi per decidere se il segretario dev’essere Veltroni, o un altro. Se debba essere giovane o vecchio, e, chiunque sia, se dobbiamo rimanere alleati di Di Pietro, o ritornare alle alleanze di conio vecchio, o semi-nuovo.

O magari allearci con Casini. Sentito dire a omnibus (la7) questa mattina : chiunque ma non Di Pietro (Calderola).

Nel frattempo passano misure come il decreto sicurezza dove accanto a misure inutili e forse razziste, prese solo per pagare la cambiale elettorale con chi (molti di noi) chiede (indovina un po’) sicurezza, con un emendamento si bloccano tutti i processi che riguardano proprio quella micro-criminalità diffusa che, a parole, si vorrebbe colpire.

Per non parlare di una legislatura che dovrebbe essere federalista, ma che abolisce la tassa più federale di tutte, l’i.c.i., o della cordata che doveva salvare Alitalia, volatilizzata. Roma ora è una città sicura, Napoli è pulita….

Io credo ci sia un problema d’informazione in questo paese, ma anche di comunicazione dentro e fuori del Pd.

Siamo sempre a rimorchio: del più importante esponente politico della coalizione a noi avversa, o del nostro alleato più caciarone.

Eppure credo che fra l’uno e l’altro ci sia un margine di agibilità enorme, inteso non solo come rendita e visibilità politica strumentale (grazie, Clo), ma proprio come contributo da dare ad un paese che sta andando in malora: per conto del proprio elettorato, ma nell’interesse di tutti, nessuno escluso.

Se solo non fossimo intenti a colpirci nelle palle da soli…

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Non è solo Tonino

“Mr Berlusconi’s leadership is a tragedy for Italians, although the inconvenient truth of the matter is that so many of them voted for him.”

The Guardian

(via Ivan Scalfarotto )

Premier vecchio, governo nuovo

A occhio e croce, sembrano meglio di quelli del 2001, sicuramente più giovani.

Non sono 12, ma 21.

Le donne sono 4, ma sono d’accordo con Facci: “Scegliere una donna solo se è più brava di un uomo: è questa l’emancipazione. Il governo potrebbe essere composto solo da donne oppure da nessuna: perché è un governo, non è mica una scampagnata.” Proprio tenendo conto di ciò, mi spiace manchi la Poli Bortone.

Ma in un governo c’è davvero bisogno di un “ministro per l’attuazione del programma” ?

Mettere Elio Vito ai rapporti col parlamento è una battuta di spirito, credo.

Leggo su Wikipedia di Mariastella Gelmini, nuovo ministro della Pubblica Istruzione:

“Nel 1998 è stata prima degli eletti alle amministrative ricoprendo, fino al 2002, la carica di Presidente del Consiglio del comune di Desenzano. Tuttavia nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale per inoperosità. La sfiducia oltre che dall’opposizione fu votata anche dai membri del suo stesso partito.”

A Sava non c’è mai riuscito nessuno!

Buonanotte.

Hair

Dopo aver visto Berlusconi nel pomeriggio a Skytg24, sono sempre più convinto che i suoi capelli siano come quelli di Ken, il fidanzato di Barbie.

Dipinti.