Avanti

Si, avanti.
Noi del Pd di Sava siamo avanti.
Diciamolo, in un partito diviso su tutto, dal testamento biologico al sistema elettorale, dalle alleanze per il governo alle politiche su lavoro, cos’è che ci unisce? Il regolamento più stupido che sia mai stato inventato per eleggere alcunché. E allora, uniti nella lotta alla stupidità, fraternamente condividiamo le scorciatoie verso la gloria. Ecco quindi che a Sava, nel congresso di circolo di domenica prossima, verrà presentata un’unica lista che conterrà al suo interno esponenti di entrambe le mozioni (se vi siete chiesti “quali?” andate pure avanti, questo post non è per voi). Si eleggeranno così gli undici delegati alla convenzione provinciale, i quali, malgrado l’apparentamento ad un unico candidato (bersaniano) voteranno poi nella convenzione provinciale per eleggere i rappresentanti regionali secondo la propria reale appartenenza. Grazie al meccanismo delle liste bloccate, infatti, si possono dosare i delegati a piacimento fra le due mozioni. Anzi, già che i siamo mi chiedo: 8 a 3? 9 a 2?
Tanto non cambia niente, dicono: ci risparmiamo il conteggio, le liste, e compagnia cantante, e siamo tutti contenti. In fondo l’unica cosa che conta al momento per i due big è superare il 5% per essere ammessi alle primarie, e questo ovviamente non è in discussione. Il problema semmai potrebbe sussistere per Marino, anche se pare che viaggi di molto sopra questa soglia. Lo stesso però, il risultato apparente sarà qualcosa di simile a: Bersani 300, Franceschini 0, Marino 0… Il che è un discreto incentivo a presentare una lista a sostegno di Marino, ‘fanculo.
Mi chiedo se tanta fattiva intelligenza sia propria solo della sezione savese del Pd, o sia invece patrimonio diffuso del partito: in quest’ultimo caso, forse certi sconcertanti “tanti a 0” per Bersani potrebbero trovare una loro spiegazione.
E forse una sonora smentita il 25 ottobre.

Comunicazione di servizio

Il coordinatore di circoolo gentilmente mi segnala che l’assemblea del PD per la presentazione delle mozioni in vista del prossimo congresso, originariamente prevista per veenerdì 18, è stata spostata a domenica 20, sempre in sala amphipolis.
Il giorno 27 invece si voterà per le convenzioni provinciali e regionali.

Triddu triddu… con quel che segue

Malgrado io  abbia già deciso quale mozione votare al prossimo congresso cittadino del Pd, non posso negare che lo stanchissimo dibattito che lo sta precedendo lasci spazio a molti dubbi e  perplessità. Non tanto sulla scelta in sé, che è fatta, quanto proprio sull’utilità del congresso stesso, vista la piega che stano prendendo le cose: voci di accordone prendono sempre più piede, i due candidati maggiori (bersani e franceschini, minuscoli) che rifiutano un pubblico confronto al terzo sfidante, l’incessante campagna acquisti ….
Il tutto mentre la maggioranza potrebbe essere incalzata sui tanti fronti in cui sta dimostrando la sua incapacità e la sua grossolana malafede. Ecco quindi che malgrado le difficoltà innegabili di un governo e di una leadership in grossa crisi, la minoranza non se ne avantagia, anzi, e non solo in termini elettoral-propagandistici: nemmeno sul piano della chiarezza e del futuro del partito si può essere ottimisti. Stiamo rinunciando all’opposizione per una “lotta” congressuale che non ci porterà a niente: le tre mozioni nella loro genericità hanno pochissimi punti qualificanti su cui differenziarsi: l’appartenenza della totalità dei big alle due mozioni favorite è frutto solo di un riposizionamento “tattico” del quale solo loro stessi in prima persona si avvantaggeranno – o pagheranno il prezzo. C’è chi ha aderito perché in caso di vittoria sarà il candidato alla presidenza alla regione, o il coordinatore provinciale, o il candidato sindaco e così via. E speriamo si tratti solo di questo, visto come vanno le cose.
E in culo al tanto strombazzato dibattito sui contenuti, ovviamente.
Il dibattito vero, quindi, al netto della caciara di facciata, finisce che lo fanno gli altri: giornalisti, blogger, e anche qualche politico in buona fede che probabilmente non ha niente da chiedere, e che anzi potrebbe dare tanto. Voglio chiudere quindi con un messaggio positivo, segnalandovi questo interessante botta e risposta fra Michele Salvati e Pietro Ichino sul sito di quest’ultimo.
Per chi ancora ci crede, o magari è solo intossicato dalla politica, ci si vede il 18 in sala Amphipolis.

Giovedì si parla del pd

Ne approfitto per ricordare che giovedì 18 è prevista in sala Amphipolis la presentazione delle tre mozioni per il congresso del partito democratico. Benvenuti anche i perditempo.
Magari, leggetevi quello che è successo in un piccolo paesino, Ponderano, il primo del Piemonte ad andare a congresso.
(via Wittgenstein)

Sottoscrivo

Mentre il premier si avvoltola nel suo autunno di bugie e di isolamento mondiale, i due maggiori aspiranti alla leadership dell’opposizione che fanno?

Comprano tessere in Calabria come i dorotei negli anni ‘60.

Si lottizzano il brandello avanzato di Rai, come il Pci degli anni ‘70

Si spartiscono poltrone di sottopotere ben pagate, come i socialisti degli anni ‘80.

Si inventano sondaggi su misura, come Forza italia negli anni ‘90.

Ecco: non penso che Ignazio Marino abbia la bacchetta magica, ma più vedo i due burofaccendieri all’opera più penso che valga la pena di votare il terzo candidato.

(Piovono rane)

Grandi manovre

Venerdì scorso doveva esserci il grande chiarimento all’interno della locale direzione del Pd sulla questione dell’allargamento della maggioranza a IoSud, riunione poi spostata alle 18 e 30 di ieri pomeriggio.
Solo che alle alle 18 e 25, quando in parecchi erano già in sezione, è arrivato un sms ai presenti che annunciava che, a causa di imprevisti e inderogabili impegni (ma di chi?), la riunione era nuovamente rimandata, stavolta a data da destinarsi. Nel frattempo però, viene annunciato l’azzeramento della giunta, e ci si chiede chi è che dovrebbe fare spazio ai due assessori chiesti dalla formazione della Poli Bortone per entrare in giunta. Ovviamente, è opinione unanime che ciò debba avvenire a spese del PD, che in maggioranza è rappresentato dal sindaco Maggi e da quattro assessori, fra cui il vice-sindaco, e dal presidente del consiglio comunale. Solo che, fermi restando sindaco e vice, il cerino rimarrebbe fra Carmela Serio, Ivano De Cataldo e Pasquale Calasso. In questo contesto s’inserisce poi il tesseramento in vista del congresso di ottobre, che ha raggiunto circa 350 tessere proprio grazie all’obiettivo delle opposte fazioni di “conquistare” il partito.
Lo dico in anticipo: le tessere fatte solo per il congresso da gente che rappresenta solo se stessa, e per un giorno solo, distruggono il partito.