Non se ne esce

La scelta del candidato presidente per il centro-sinistra alle prossime elezioni regionali rischia di diventare una questione  difficile da risolvere. Senza danni, intendo.

La questione  è più o meno questa: Vendola è il presidente in carica, ma è da tempo sulla graticola, dall’altra parte, vi è la posizione di IdV e UDC che, per aderire al “progetto” (il famoso modello-Dellai, o se preferite Aldo Maggi va bene uguale) pongono una netta pregiudiziale nei suoi confronti.

In mezzo c’è il Pd, schiacciato fra la voglia di “mappazza” centrista con Poli-Bortone e compagnia, e la responsabilità politica dell’attuae amministrazione regionale, di cui il partito è azionista di maggioranza.

In un progetto politico serio, fatto da gente seria, il problema sarebbe in realtà di facile soluzione: nessuno pone pregiudiziali sul nome, al tavolo si avanzano le candidature, e se non c’è accordo si fanno le primarie – e buonanotte al secchio.

Ogni altra soluzione sarebbe un pasticcio e non porterebbe a niente di buono.

Cinque anni dopo

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sciolto poco fa qualsiasi riserva e ha ufficializzato la propria candidatura alle prossime regionali.
’Mi candido – ha detto – per conto del Pdl, popolo della legalita’, del Pdp, popolo della precarieta’, e del Pdb, Popolo dei bambini. E di tutti quei soggetti sociali che sono il mio partito’.

[…]

Spero – ha detto anche riferendosi ai suoi rapporti con il
Pd – di avere la disponibilita’ di Michele Emiliano (sindaco di
Bari e presidente del Pd in Puglia, ndr) a coordinare la mia
campagna elettorale’. ’Ho interrotto – ha detto Vendola – il
giro di valzer con i partiti. Da oggi tutti sono obbligati a
giocare a carte scoperte’

(Lavocedimanduria)

Peggio del viminale

I dati dalla regione sardegna arrivano in grande ritardo e col contagocce.

Dal blog di Peppe Civati, aggiornamenti in diretta.