Arrivano i primi risultati elettorali

Il funzionario a capo del servizio elettorale del comune, rag. V.Tripaldi, prossimo alla pensione, verrà sostituito dal cugino, dott. S.Tripaldi.

Troppo facile

Io credo che l’alleanza elettorale fra IdV e PD sia sbagliata per motivi che per brevità non sto qui ad elencare, ma non riesco a capire la logica per la quale se viene arrestato il presidente di una regione che è del tuo partito,sempre il tuo partito viene coinvolto in indagini per corruzione in mezza Italia, quindi si torna a votare nella regione di cui sopra e si prende una tranvata memorabile… la colpa è del tuo alleato!

Primarie a Sava

Come anticipato da Ivano qui, alla fine della fiera si sono svolte le primarie per designare il candidato del centro-sinistra alla presidenza della provincia. Ha vinto Gianni Florido, presidente uscente, con poco meno dell’80% dei voti.

A Sava, questa percentuale supera il 90% su 260 votanti. Io non ho votato. Riconosco il merito di averle fatte, non da poco visto che le decisioni nell’altro campo sono ai più invisibili, ma queste primarie sono poco sopra il livello della farsa. Florido si è assoggettato nella sicurezza che nessun altro candidato si sarebbe fatto realmente avanti, e la candidatura Gentile, RC, è servita soprattutto nella partita a scacchi per il recupero del sostegno di Stefano, sindaco di Taranto, sempre di Rifondazione, alla causa di Florido.

Con scarsi risultati, temo. I rapporti sono inesistenti, e dicono che Stefano sia davvero incontrollabile, anche da sé stesso.

Un conto in sospeso con la Storia

Maglione e pantaloni blu di lana e nylon che i cerini a sfregarli si accendevano senza fatica, scarponcino nero, camicia bianca, la classica “pizza” da marinaio, cordino al collo, e naturalmente guanti di lana imbottiti. … Andammo a cena nel loro albergo, e dopo le solite domande, come stai, cosa mangi, che fai di bello, stai andando di corpo, sai che la divisa ti dona, e cose del genere – i miei cominciarono a parlare di quanto fosse meraviglioso quello che stava accadendo.

Il 24 settembre del 1989 partii per il militare.

Qualche mese prima avevo vinto il concorso per uno dei due posti da ufficiale di complemento farmacista in marina – ’82mo corso AUC/L. Era un’estate che non voleva finire, quella: ancora alla fine di settembre a Livorno gli stabilimenti balneari dell’Ardenza erano pieni di gente.

Non di allievi dell’accademia, però.

Noi eravamo già con la divisa invernale, infatti. Maglione e pantaloni blu di lana e nylon che i cerini a sfregarli si accendevano senza fatica, scarponcino nero, camicia bianca, la classica “pizza” da marinaio, cordino al collo, e naturalmente guanti di lana imbottiti. Era in realtà la cosiddetta divisa “da camera”, in attesa di quella ufficiale con giacca e cravatta nera.

Ma per almeno un mese, in attesa che i sarti adattassero le uniformi preconfezionate alle nostre corporature, si girava così, in maglione e pantaloni. E guanti.

I livornesi giravano in costume da bagno, invece. E sembravano spassarsela molto più di noi.

Non che poi avesse tutta st’importanza, in realtà. Uscivamo poco, un paio d’ore il martedì e il giovedì, un po’ di più il sabato e la domenica. Sempre se non si era consegnati, magari per aver incrociato le gambe sotto al tavolo durante i pranzo, o per non aver accompagnato la chiusura della porta del bagno. O per aver lasciato un sottilissimo pelucco sul maglione, sfuggito alla spazzola adesiva con cui ci ripassavamo l’un l’altro prima dell’ispezione.

Una volta usciti, poi, non avendo cellulare, cercavamo subito un telefono per chiamare la fidanzata, e a volte i genitori. Quindi ci si chiudeva in qualche locale per poter bere qualcosa, di solito fumando per poter almeno togliere i guanti, ormai zuppi.

In tutto ciò c’erano anche lati positivi: si faceva un sacco di sport, dal nuoto al basket, al calcio, alla vela, e poi non si guardava nemmeno la televisione. In sala lettura c’erano solo tre giornali per duecento persone, così alla fine non si leggeva nemmeno. DI solito, nelle serate in accademia, si finiva per giocare a biliardo, o a guardare i cadetti indiani che giocavano a boccette. Fenomeni.

Passavano i giorni, arrivò finalmente la divisa bella(!), e aspettando la fine dei corsi, speravamo che qualcuno ci venisse a trovare. I miei genitori vennero nel mese di Novembre.

Andammo a cena nel loro albergo, e dopo le solite domande, come stai, cosa mangi, che fai di bello, stai andando di corpo, sai che la divisa ti dona, e cose del genere – i miei cominciarono a parlare di quanto fosse meraviglioso quello che stava accadendo. Io annuivo, ma tutto sto entusiasmo per l’accademia mi pareva esagerato, in fondo era una grande rottura di palle, pensavo. Ma non volevo nemmeno essere io a sminuire la mia grande avventura. Così continuavo ad annuire. Poi capii.

Non era del mio grado di aspirante guardiamarina, che parlavano.

Una settimana prima era caduto il Muro di Berlino – e io non lo sapevo.

“Ragazzi, complimenti a tutti. È la cosa più bella capitata a questo mondo dal 1989. E buonanotte.”

(Wittgenstein)

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Fatelo per carità

Qui il sito definitivo per seguire l’andamento delle presidenziali USA. Negli ultimi giorni l’effetto Palin sembra essersi esaurito e McCain è di nuovo indietro nei sondaggi. Forse per questo, ha sospeso la sua campagna elettorale in attesa che il congresso approvi la manovra economica proposta da Bush, e quindi ha annullato la sua partecipazione al Late Show. Al vecchio David Letterman non è rimasto che suonargliele di brutto.

Alla fine, speriamo vivamente vinca Obama, senno a Uolter gli prende il coccolone e tocca regalargli un giocattolo nuovo.

(Grazie a Luca e Francesco)

Down under

Dopo la strabiliante vittoria nei tuffi dalla piattaforma dai 10 metri alle Olimpiadi di Pechino, l’Australia si candida a vincere anche il premio per il miglior sistema elettorale, quello australiano appunto, che in questi giorni è molto in voga. Leggere noiseFromAmerika per averne un’idea.

Il sistema sembra ottimo: il sistema del voto alternativo unisce i vantaggi del doppio turno “alla francese” all’uninominale a turno unico.

C’è solo un problema, a mio parere: lo spoglio delle schede rischia di diventare un incubo… visto che col sistema attual a Sava in ogni elezione ci sono seggi che chiudono lo spoglio alle 5 del mattino, prevedo almeno una settimana per sapere chi ha vinto. Dico di più: se alle elezioni comunali di Sava del 2005 si fosse votato con questo sistema elettorale, i socialisti autonomisti avrebbero preso 7 seggi.

Qui la proposta completa.