…e altre 10

  1. Non trasferitevi mai ad agosto. Ah no, questa l’ho già detta.
  2. Se invece volete/dovete trasferirvi, tenete presente che una ditta di traslochi fa tutto molto meglio di voi, e nel 5% del tempo che ci impieghereste col fai-da-te.
  3. Se poi vi mancasse qualcosa, cercate molto bene negli scatoloni, e se ancora non la trovate cercate di nuovo. Solo a quel punto vi conviene comunque cercare ancora, perché al 100% è ancora nella busta nastrata in fondo al cartone sepolto sotto le scatole nella stanza che usate come ripostiglio per tutte le masserizie che ancora dovete collocare a dimora. In nessun caso lamentatevi con la ditta di traslochi, rischiate un’epica figura di cacca. Vi chiedete come lo so?
  4. Se avete bisogno di una ditta di traslochi, la ditta Domenico Lecce di Taranto è precisa, veloce e affidabile. E anche economica, tutto sommato. E soprattutto sono persone serie, pur se un po’ “ruvide”.
  5. Se avete una cucina Ikea, e avete bisogno di un top, e pensate di acquistarlo sotto casa per non trasportare un coso di due metri e pesante qualche decina di chili, ricordate che le cucine Ikea NON sono di profondità standard. E quindi un top standard di 60cm di profondità risulterà troppo corto.
  6. Se dovete effettuare un allacciamento alla rete gas, e al numero verde vi dicono che arriveranno i moduli per email, e non vi arrivano entro 24 ore, lasciate perdere: non vi arriveranno più. A quel punto fate prima a contattarli, annullare la richiesta e ricominciare tutto daccapo. Potreste essere costretti a farlo comunque dopo aver perso venti giorni di tempo.
  7. In cucina, la  cappa va installata per ultima, ricordatevelo.
  8. Il sifone Ikea è pessimo. E’ pesante, e se non tagliato al millimetro alla lunghezza ottimale, facilmente si staccherà dallo scarico a parete. Io ve l’ho detto.
  9. Se non riuscite a mettervi d’accordo con il/la partner sull’arredamento, dividetevi le zone. A voi il salotto, a lei la cucina, and so on. Solo, evitate di mettere del filo spinato a suddividere il territorio.
  10. Se comunque siete decisi a trasferirvi, pensateci bene: molto probabilmente c’è una soluzione migliore.
(continua)

Milanese non si nasce, si diventa

Vengono in farmacia con un’aria apparentemente sicura e determinata, ma non abbastanza da cancellare il dubbio che li rode: si vede che non sono più come voi, che ormai sono “di su”?
Così domandano chiedono s’informano, ma con l’unico scopo di far notare il “nuovo accento”, simbolo ormai di appartenenza – tanto da non avere alcun interesse per le risposte.
Così capita che qualcuno ti chieda un apparecchio per la misurazione per la glicemia “che tanto a voi li regalano” (vero) e “io il mio l’ho dimenticato su a casa” (probabilmente falso), e quando ti informi su che apparecchio avesse usato in precedenza ti senti rispondere: “sa, non so, vengo da Milano”.
Avrei potuto chiedergli “lei è allergico agli antinfiammatori?”, oppure fare la supercazzola, sarebbe stato uguale.

Dieci segnali che l’estate é finita

  1. l’unico argomento di conversazione ammesso é la vendemmia. Più precisamente, il prezzo dell’uva.
  2. wittgenstein ti stordisce di post
  3. la bilancia non scende sotto i 95 (si rompe sempre, in questo periodo)
  4. in farmacia, sono scomparsi i “neh!”, i “mica”, e i “ciò!”. Riaffiorano i tranquillizzanti “capssi”, “pinnoli”, “rinfrescante”
  5. i politici tornano dalle ferie
  6. i funzionari comunali se ne vanno in ferie
  7. si ricomincia a sparlare di crisi dell’amministrazione
  8. di giorno, non si trova un parcheggio
  9. di sera, la gente scompare (Al mare non c’è nessuno, in paese nemmeno, ma dove cazzo vanno le persone in questo periodo?)
  10. non ricordi più nulla delle tue vacanze

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Lavorare ad agosto

farmacia.jpg 10 cose che sarebbe meglio non fare in farmacia:

  1. chiedere, spesso pretendere, l’acquisto di farmaci senza ricetta quando non previsto dalla normativa. …E si, ciò vale anche per l’Aulin!
  2. rimanere delusi quando il farmacista non si ricorda quello che avete preso magari settimane prima: ricordare che sono “piccole compresse bianche”, di solito non è sufficiente.
  3. visto quanto sopra, dare in escandescenze quando vi viene negato l’acquisto di un farmaco: quasi sempre c’è una buona ragione. Legge a parte, soprattutto la tutela della vostra salute. Esclamare “a me a Milano lo Xanax lo danno senza la ricetta!” oppure “non posso andare in guardia medica, che devo andare al mare”, non servirà a molto.
  4. se siete residenti fuori dalla regione in cui vi trovate, e in guardia medica per una semplice prescrizione vi chiedono 15€ di ticket, non prendetevela col medico di guardia e nemmeno col farmacista. Avete ragione, è una pura follia, ma é la legge, purtroppo. In compenso, potete chiedere il rimborso alla vostra asl. Se abitate in una regione seria, magari vi riesce di ottenerlo. Quanto sopra non vale per i presidi estivi delle località turistiche, a quanto pare.
  5. trasportare le ricette dentro la canottiera, specie se la temperatura esterna supera i 35 gradi. Credetemi, ciò non è bello per chi poi le deve spedire.
  6. chiedere con aria scettica “c’avete mica l’aspirina???”. E soprattutto, non fare la faccia sorpresa come davanti al miracolo di Padre Pio alla scoperta che anche a Sava esiste l’acidoacetilsalicilico, e non da oggi.
  7. lamentarsi che in farmacia fa freddo: capisco che in questi giorni entrare in un locale climatizzato può essere traumatico, ma non c’è scelta: la temperatura all’interno della farmacia non può superare i 25 gradi, per molti motivi. Se poi obiettate che esistono norme che regolano anche il differenziale delle temperature interno-esterno avete ragione: siamo in Italia, e non possiamo farci niente.
  8. bussare fuori orario per le cose più assurde: dai pannolini, agli assorbenti, agli spazzolini da denti (ahem… 😉 ) al latte per i bambini. In quest’ultimo caso, di fronte al diniego del farmacista di vendervi il latte, non incazzatevi inutilmente e soprattutto evitate di aggredire il farmacista con frasi come: “Per colpa sua mio figlio rimarrà a digiuno!” oppure “La denuncio ai carabinieri” (un classico intramontabile). La legge é chiara: nei paese al di sotto di 50000 abitanti, il servizio notturno si svolge “a chiamata”, e solo per ricette a carattere di urgenza. Al contrario, esiste un metodo infallibile per raggiungere lo scopo: chiederlo con cortesia. Se poi svegliate il farmacista alle tre di notte per “il-latte-arricchito-con-vitamine-che-il-mio-bimbo-di-3-anni-mangia-solo-quello”, allora ve la siete cercata.
  9. chiedere con fare ammiccante di riportare sullo scontrino farmaci diversi da quanto realmente acquistato, allo scopo di detrarre dal reddito spese altrimenti inammissibili. La risposta sarebbe certamente no, quindi risparmiatevelo.
  10. entrare in farmacia a torso nudo, perché rischiate la polmonite. E a meno che non siate Brad Pitt., pure il ridicolo.