A Manduria, intanto

E’ iniziata la resa dei conti nel PD.

Gregorio Di Noi, vicesindaco per tre legislature e ottimo assessore ai lavori pubblici, parla di sconfitta annunciata:

«Il primo (segnale) è stato la fine anticipata della consigliatura; se un Consiglio si autoscioglie per mandare a casa un sindaco, è perché ci sono problemi insormontabili. Altri segnali li abbiamo avuti subito dopo, prima delle candidature quando sette ex consiglieri del Pd firmarono il documento in cui si chiedeva al partito di trovare un altro nome che non fosse quello di Massaro. Infine il fallimento dell’alleanza delle sinistre: se i partiti dell’area centrosinistra non si coalizzano sul nome proposto, così come è avvenuto, un motivo di sarà».

La storia infinita

Come anticipato nei commenti da Gianni Contino, si svolge quest’oggi in prefettura un incontro fra l’assessore regionale Amati, i sindaci di Sava, Manduria, Avetrana, Maruggio per cercare un possibile accordo sulla questione scarico a mare.

Gli aspetti del progetto di Vendola di maggiore contrasto sono quelli del livello di depurazione delle acque reflue (di tabella 1 o 2 secondo la Regione, mentre gli ambientalisti e gli amministratori di Manduria, Avetrana e Maruggio pretendono il massimo della raffinazione della tabella 4) e la lunghezza della condotta sottomarina: un chilometro per la Regione, tre e mezzo per gli enti locali. A non trovare obiezioni su tutto sono invece gli amministratori e la popolazione di Sava che vedono nel progetto del presidente uscente della Regione la soluzione all’annosa mancanza di fognature in tutto il proprio territorio.

Da segnalare sul quotidiano di oggi un democristianissimo intervento dell’ex-sindaco Francesco Massaro sulla questione. Purtroppo, non c’è link.

Pfui.

E’ andata

Si è sciolto il consiglio comunale di Manduria, si sono infatti dimessi sedici dei trenta consiglieri comunali. Presto la nomina del commissario prefettizio.

Capolinea?

Durante il consiglio comunale di stamattina, il sindaco di Manduria, Francesco Massaro si è dimesso prima che venisse discusso il riequilibrio di bilancio, il punto più importante all’ordine del giorno, per il quale l’amministrazione da lui guidata non avrebbe avuto i numeri necessari alla sua approvazione.

A occhio e croce, visto che mancano solo sei mesi alla scadenza del mandato, questa sfiducia ha un po’ l’aria dello sfregio. Sicuramente tante cose mi sfuggono, ma devo dire onestamente che se a Sava avessimo mai avuto un’amministrazione capace di fare la metà delle cose fatte dall’amministrazione Massaro per Manduria, il sindaco sarebbe stato portato in giro come la Madonna pellegrina.

Naturalmente non è detto che tutto sia deciso, il sindaco ha sempre venti giorni di tempo per  trovare i numeri in consiglio comunale e ritirare le dimissioni – e io sinceramente me lo augurerei. Viste le condizioni davvero difficilissime in cui è andato avanti negli ultimi due anni, portare a termine il mandato sarebbe un grande risultato per Francesco Massaro, l’ultimo di cinque anni davvero proficui per Manduria.

In bocca al lupo.