Il giornale più citato dal nonno #2

La fretta, alle volte…

La prima prima pagina di oggi:

Ed ecco la seconda prima pagina di oggi, uscita in fretta e furia quando si è capito che la famosa foto di JFK era un falso:

(Piovono rane)

Per la precisione

Sul giornale del nonno, c’è chi, come Sallusti, trova un mandante dipietrista-travagliesco anche nell’attentato alla Bocconi. Solo che ci si dimentica di qualche piccolo particolare…

Per limitarsi alle informazioni attualmente disponibili, l’attentato è stato rivendicato dalla Federazione Anarchica Informale (FAI), una sigla anarco-insurrezionalista attiva e coinvolta in attentati di varia gravità da quasi un decennio.

Anche durante gli anni del centrosinistra, per gli amanti delle analisi complesse. Mandarono pacchi bomba aRomano Prodi, quando l’ex premier presiedeva la Commissione europea. A Sallusti, di solito così abile nel trovare collegamenti tra i fatti, non è venuto in mente che l’attentato in Bocconi si è verificato nella notte tra il 15 e il 16 dicembre, quarantesimo anniversario della morte di Giuseppe Pinelli. Anche il frusto e logoro sillogismo dei bocconiani “in maggioranza” figli “della borghesia berlusconiana”, cosa peraltro mai stata vera, non è esattamente una foto ad alta definizione della realtà.

(phastidio.net)

Bastone e carota

Wittgenstein cita l’impagabile Feltri, il quale, rispondendo ad una lettrice, candidamente ammette che su Boffo il suo giornale ha detto il falso. Non che sia una novità

La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali.

si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità.

E aggiunge:

Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione.

I segnali sono ormai tanti, e univoci: come facilmente previsto il Cav. corre a ri-ingraziarsi le gerarchie cattoliche.

Il giornale più citato dal nonno

E’ stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore della sede genovese del Giornale, a scrivere il presunto volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l’uomo per simulazione di reato e procurato allarme, come spiega l’Ansa.

(blitz quotidiano)

Notizia flash

Libero’: “Esiste anche una sorella di Prodi. Indovinate che mestiere fa?”.

Un grande Michele Serra!

Non l’hanno presa molto bene

Dal sito dell’ambasciata giapponese in Italia (via PTWG)

Egregio Direttore,
ci riferiamo all’articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato “Lambertow premiato dai giapponesi”. Nel medesimo si legge “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”.

E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli”, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.

Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi” come apparsa sul Vostro giornale.

Attendendo una Sua risposta in merito, Le porgiamo distinti saluti.

Shinsuke Shimizu

Ministro e Vice Capo Missione

P.S.- Anticipiamo, inoltre, che la presente lettera sarà pubblicata in ogni caso sul sito della nostra Ambasciata al fine di informare i Vostri numerosi lettori.

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Gent.mo
Dott. Mario GIORDANO

Direttore Responsabile
Il Giornale

Via Gaetano Negri, 4

20123 MILANO