Non un grande auspicio

Era il 18 giugno, proprio come oggi, Santa Marina.

Era il giorno del matrimonio della mia “cugina cugina” , quella con cui si cresce insieme, si va a scuola insieme, si vuole bene come a una sorella/fratello. Il ricevimento era a casa del marito, in un piccolo paese in provincia di Matera.

Caldo, proprio come oggi, ma sull’appennino lucano si sta bene lo stesso, con quell’aria secca che rende il caldo sopportabile, e il venticello che non manca mai.

Fu un bellissimo matrimonio, e il ricevimento in casa riuscitissimo: se non fossi contrario per principio al matrimonio, lo farei anch’io così. (che poi a pensarci non ho manco la casa per farlo, per cui alla fine lo dico proprio tanto per dire)

Era però il giorno del debutto dell’Italia ai mondiali dell’epoca, quelli americani. Era l’Italia di Sacchi , e i padroni di casa (i miei cugini, non gli americani) , per non far degenerare il ricevimento in una serata stile maxischermo al bar sport, pensarono bene di far sparire tutti i televisori dalla casa. Non c’era manco un 5 pollici in bianco e nero, niente di niente.

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E ora “forza USA”

Forse dipende dall’età, o dal fatto che francamente me lo aspettavo, ma il dispiacere per la partita imbarazzante giocata dall’Italia non è nemmeno paragonabile a quello per  altre sconfitte passate degli azzurri: penso alla Corea 2002, o agli europei 2008, per ricordare solo altre due prestazioni mediocri della nazionale – che le sconfitte giocando bene sono un’altra storia.

Insomma, poco più di un chissenefrega.

Non che mi stessi domandando il perché di questo atteggiamento distaccato, ma leggendo Stefano Olivari mi sono trovato a dargli ragione, come sempre.

La vergogna alla fine non è essere eliminati, perchè fa parte del gioco, ma è avere tolto la Nazionale agli italiani. Non era nemmeno antipatica, l’abbiamo guardata solo per abitudine.

Poi uno dice che sei ossessionato

Quando dico che non sono ossessionato da Berlusconi ma dal berlusconismo, intendo proprio questo: che del PdC fregancazzo, ma dei danni che una certa “cultura” sta provocando al nostro paese si, me ne frega eccome.

E’ una cultura non più solo di destra purtroppo, perché anche quella che una volta era la sinistra riformista in certe aree del paese sta avanzando a grandi passi nella stessa direzione – ma è innegabile l’apporto decisivo dato dalla Lega alla questione con la criminale complicità del PdL.

Siamo su un treno lanciato a folle velocità verso il disastro civile, sociale ed economico, ma riusciamo a parlare solo dei processi di Berlusconi, da una parte e dall’altra.

Update: qualcuno che la pensa allo stesso modo, meno male.

Il nord Italia, e la Lombardia in particolare, sono le regioni che hanno più bisogno degli immigrati per il lavoro
in fabbrica, nelle campagne o per l’assistenza agli anziani.
Eppure gli immigrati sono accettati solo fino a quando sono dentro il posto di lavoro e producono ricchezza.
Poi, finito il loro turno, si vorrebbe che scomparissero.
Tra ordinanze delle amministrazioni locali o semplici proposte ecco qualche esempio di come,
con timbri e carta da bollo, si sta legalizzando la segregazione razziale.

(via Wittgenstein)

Ma quanto sono noiosi Civoli e Bagni?

Io le partite della nazionale di solito non le guardo proprio, se non sono i mondiali. Solo che stasera sono di turno, e i due televisori due della casa di donnna Giulia trasmettono imperterriti Italia-Eire. Alla fine, mi ero deciso a guardare la partita col solo scopo di tifare “Froza Italia” senza dovermene vergognare, dopo tanto tempo.

Niente da fare, ‘sti due non si possono proprio sentire.

C’è emergenza ed emergenza

Un grande Leonardo:

Adesso forse possiamo dircelo senza scandalo: non sarebbe un Paese migliore, l’Italia, se portasse agli stranieri in attesa di giudizio lo stesso rispetto che offre ai cani rognosi che uccidono donne e bambini?

Ora, è normale che un uomo che stupra e uccide sia più odioso ai suoi simili di un animale selvaggio. Ma com’è che il signore che applaude il linciaggio del primo rumeno intravisto nel luogo di uno stupro è spesso lo stesso pronto a ribadire che l’animale assassino non va abbattuto ma capito, che è vittima di una politica dissennata che provoca il randagismo, e che quindi la colpa alla lunga tocca sempre all’uomo? Il che non è nemmeno sbagliato, in una prospettiva razionale; ma com’è che siete razionali solo quando vi toccano gli animali?

Perché bisogna sempre fare uno sforzo di capire l’animale, anche quando è rabbioso e ringhia? Perché uno sforzo simile non se lo meriterebbe anche lo straniero povero e non integrato? Forse che anche lui non è un po’ vittima di un sistema che non funziona, di circostanze sfavorevoli? No, lui no, lui è una bestia feroce. Va interrogato finché non lo ammette.

Ricordiamoci che nessuna delle due emergenze (randagismo e stupri) è un’emergenza vera: gli stupri non sono in aumento, e i cani italiani mordono meno di quelli svizzeri.

Live banking

Il cassiere è col cliente numero 53 da mezz’ora e io sono il 58. L’altro invece chiama chi gli pare, con numeretto o senza.
Che l’alitalia abbia comprato l’unicredit?

A babbo morto

I crediti d’imposta concessi in questo mese come incentivo agli investimenti effettuati nelle aree svantaggiate in base alla cosiddetta Visco-sud al momento sono utilizzabili nella dichiarazione dei redditi 2015. A corredo della documentazione di approvazione, dovrebbero fornire anche un post-it da applicare sul monitor, come promemoria.