Il grande alleato della lega

Berlusconi? Tremonti? No, Photoshop.

Dimezzamento dei Parlamentari, riduzione del contingente militare all’estero, finanziamento del trasporto locale e molto molto altro; promesse solenni che rischiano di essere disattese scadenza dopo scadenza, complice un clima politico caldo e tormentato. Cosa fare allora, come non tradire le promesse affrettate fatte sul sacro suolo di Pontida? Staccare la spina e affidarsi a Napolitano? Tornare alle urne? Oppure semplicemente ricorrere ai servigi di un bravo grafico e del vecchio e caro Photoshop? Evidentemente dalle parti della Lega devono aver preferito quest’ultima opzione: il famoso volantino, pieno di ultimatum e scadenze che circolava sotto il palco, appare sul sito della Lega in versione “soft”.

Gli svizzeri sono razzisti, i padani sono solo padani

Pure il titolo è preso dal post di Civati:

In Regione Lombardia, la Lega chiede l’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta circa «i recenti fatti che hanno coinvolto i frontalieri lombardi in Canton Ticino (Svizzera)».

I leghisti sono arrabbiati per la campagna anti-frontalieri, i quali raffigurati come «topi italiani» (per i leghisti due insulti in un colpo solo) andrebbero derattizzati. E non si fa. Mentre dire foeura di ball si può, al di qua delle Alpi, sotto il sole padano. Borghezio non abita più qui: dare un cacio agli italiani non è come dare un calcio agli stranieri

(Via SursumCorda)

E la Gruber non ha fatto un plissé

A Otto e Mezzo, ho sentito il viceministro Castelli affermare seraficamente, a proposito delle parole di Bagnasco pronunciate ieri, che la lega è una forza politica che difende i deboli.

Alla scontata ma timida obiezione di Folli (IlSole24Ore) a proposito delle politiche sull’immigrazione, ha aggiunto: “Laicamente”, però.

Ah, ecco.

Alzano Lombardo, Italia.

Parcheggi gratis e benefit per giovani coppie

“Ma non agli stranieri e alle coppie di fatto”

Infuria la polemica intorno alla nuova decisione per rilanciare il centro storico di Alzano Lombardo, nel Bergamasco, amministrata da una giunta leghista

(Grazie a Daniele Sensi)

Ecco, appunto

Andrea Romano sul “pacchetto sicurezza”:

La misura dell’autolesionismo leghista è tutta nella nuova norma fatta approvare ieri al Senato. Una norma da stato di polizia, che insulta la dignità dei medici italiani e introduce una clamorosa disparità di diritti nell’accesso al bene primario della salute. Ma soprattutto una norma inutile. Che nella migliore delle ipotesi non produrrà alcun effetto di contenimento sull’immigrazione clandestina ma che nel peggiore (e più probabile) degli scenari nasconderà sotto il tappeto un buon numero di patologie ormai di massa, sottraendole al servizio sanitario nazionale e mettendo a rischio la salute di chiunque si trovi a vivere in Italia.

Il cattivismo produce dunque un altro autogol. E lo fa per la stessa ragione di sempre: il voler rispondere alla nostra percezione di insicurezza con provvedimenti essenzialmente dimostrativi, di nessuna rilevanza reale sui fenomeni criminali ma di forte impatto propagandistico su quelle che si considerano le attese del proprio elettorato. Ma la vittoria della volontà di dimostrazione sulla capacità di repressione è poco lungimirante, nasconde i problemi invece di risolverli e crea nell’opinione pubblica aspettative di rassicurazione totale che nessun governo (per quanto cattivista) può seriamente garantire.

Questione meridionale/2

Nel centrosinistra meridionale, e pugliese in particolare, si comincia a guardare alla Lega quasi con interesse.

Non importa se fino al 12 aprile, la Lega Nord è stato il principale argomento utilizzato in campagna elettorale dal PD per cercare di recuperare consenso in una regione in cui, a tutti i livelli, il centrosinistra amministra e governa da anni.

C’era una volta la cosiddetta primavera pugliese…

Sul Corriere Del Mezzogiorno, inserto pugliese del Corriere Della Sera, c’è un articolo illuminate di Gianni Donno, docente di Storia all’Università di Lecce. Non ho un link, purtroppo, mi è toccato ricopiarlo a manina (due palle che non vi dico)

Accontentatevi quindi di qualche stralcio :

“Il primo passo della nuova questione meridionale non è tanto l’apprezzamento della cultura leghista (intendendovi la cultura della buona amministrazione): troppo facile, troppo scontato. No, il primo passo sta nell’autocritica spregiudicata e feroce di noi stessi. I meridionali (salvo eccezioni) sono i primi artefici e i primi responsabili del malgoverno e del ritardo meridionali.

[…]

…ora la battaglia ultradecennale della Lega ha un forte motivo di validità: nel Sud si malgoverna e si sperpera (quando non si intasca) il denaro pubblico, cui il Nord contribuisce in larga parte.

[…]

Andate in un comune del Nord leghista e vedrete che il sindaco, l’assessore, lo stesso parlamentare non sono considerati, come nel Mezzogiorno, alla stregua dei vecchi notabili, cui mostrare riverenza e chiedere il favore. L’ultimo stracciaculo meridionale, che diventa consigliere o assessore, è considerato un personaggio da ossequiare e blandire. Ed invece nel Nord leghista l’eletto del popolo è considerato suo servitore e quando qualcosa non va, viene di frequente richiamato e strapazzato.

[…]

Sta qui, onesto Boccia, il primo problema culturale del Mezogiorno, e si chiama plebeismo. […]”