Giornalismo 2.0

Sul sito de l’Espresso, live blogging dell’udienza della Corte Costituzionale sul “lodo Alfano”.

9.38 Fuori le tv
“Adesso per favore televisioni e fotografi fuori”, ha detto il presidente Francesco Amirante indicando anche a gesti la necessità non disturbare l’udienza.

9.33 Inizia la relazione del giudice Franco Gallo
Il giudice costituzionale Franco Gallo ha iniziato la relazione della questione di costituzionalità del lodo Alfano. Si tratta della relazione tecnica con cui il giudice relatore spiega ai colleghi i termini delle questioni in gioco.

Giochi di Prestigiacomo

Sul numero in edicola de L’Espresso c’è un agghiacciante articolo sulle nomine effettuate dal ministro Prestigiacomo alla Commissione IPPC che dovrà rilasciare le Autorizzazioni Integrate Ambientali necessarie per l’attività di almeno 200 stabilimenti in Italia, fra cui l’ILVA di Taranto.

A questa istruttoria, il neo nominato presidente Dario Ticali, ha designato l’ingegnere Bonaventura Lamacchia.

amacchia ha un curriculum giudiziario di tutto rispetto. Calabrese, deputato nella XIII legislatura per la lista Dini, poi Upr con Cossiga e infine Udeur, è stato condannato a 2 anni e 5 mesi, pena patteggiata, come ad e presidente del Cosenza calcio. I reati? False fatturazioni, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale quantificata dalla Guardia di Finanza in oltre 30 miliardi di lire.

E ancora:

Nel 2002, dopo un anno di latitanza trascorsa tra Bratislava, Bari e Milano, venne arrestato. Fu condannato nel 2004, pena patteggiata, a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta e tentata estorsione: aveva distratto, destinandoli ad altre società, circa 2 miliardi di lire dalla Edicom e dalla Edilrestauri.

Per tacere del resto: in commissione c’è un magistrato del Tar che poi dovrebbe decidere di eventuali ricorsi alle decisioni della IPPC stessa, e anche un funzionario dell’ENEL, azienda che presenterà in commissione almeno 50 istanze di A.I.A. per i suoi stabilimenti.

Qui trovate l’articolo completo.

P.S. sarò malpensante, ma l’ultima frase dell’articolo meriterebbe qualche approfondimento maggiore.

I membri dell’ex organismo azzerato erano tutti studiosi di chiara fama.

Bum!

Da L’Espresso, ai primi di aprile, parte il famoso “Velenitaly” (in quei giorni si svolgeva infatti il Vinitaly, massima rassegna enologica italiana, troppo ghiotta l’occasione per non sparare un simile titolone):

“Un miscuglio micidiale: acqua, sostanza chimiche, concimi, fertilizzanti e persino acido muriatico. Veleni a effetto lento: all’inizio non fanno male e ingannano i controlli, poi si trasformano in killer cancerogeni.”

(Per inciso, il critico gastronomico de L’Espresso, Vizzari, che si era dissociato da un simile titolo, e che aveva detto anzi di vergognarsene, ha visto chiudere per sempre il suo blog e anche la rubrica sui ristoranti che teneva sul giornale).

Da IlSole24Ore del 16 aprile: “Il tribunale del riesame di Taranto ieri ha revocato il sequestro preventivo di un capannone e di 5mila litri di vino della Enoagri di Massafra. Le analisi hanno accertato che la sofisticazione è avvenuta con l’aggiunta di acqua zuccherata”.

E il veleno?

Non trovo il link, accontentatevi della foto (presa da Gamberorosso)

solevino.gif