Il mio post su Il Post

E’ nato Il Post, diretto da Luca Sofri.

Sta a metà fra un giornale online e un aggregatore, cioè un selezionatore di notizie pubblicate da altri. La redazione è composta da gente in gamba, e le collaborazioni sono tante e di valore.

Uno di primi contributi pubblicati è di Giovanni Floris, ed è notevole:

Questo è l’impasse su cui è bloccata la Nazione, guidata da un uomo potentissimo ma da un premier debole. Un miliardario, un tycoon televisivo, un uomo molto potente, un primo ministro che però esercita il suo potere in un sistema obsoleto, complicato, bloccato da infiniti contrappesi che hanno ormai un’unica ragione di esistere: servono nel caso che a ricoprire il ruolo di primo ministro arrivi uno come lui

I tre anni del condor (2.0)

Questo pomeriggio va in onda l’ultima puntata in diretta di Condor 2.0. Seguiranno altre trasmissioni tematiche registrate fino al 4 gennaio, e poi fine.
Chiude così una trasmissione sempre interessante, zeppa di notizie e di spunti sconosciuti al panorama informativo “generalista”, quindi mai banale, e con una offerta musicale splendida – a volte anche un po’ noiosa, e non sempre inappuntabile dal punto di vista puramente radiofonico: lo dico a me stesso per farmi passare un po’ il magone.

E però di gran lunga la trasmissione più interessante del palinsesto di radio due, condotta da due persone che, via etere ed rss, ho imparato a considerare amici.

Un vero peccato.
…E il canone rai è pure aumentato, ‘fanculo.

Camillo – Wittgenstein 1 – 0

Le proposte sono giuste e condivisibili, una per una, e io ovviamente sto con loro. Ciò che mi pare anacronistica e perdente è l’idea di fondo che il Pd debba essere il posto per “le persone affezionate alle sorti della sinistra in Italia” e lo strumento per “far bene, democraticamente, una politica di sinistra”. Ma chissenefrega delle “persone affezionate alle sorti della sinistra in Italia”, visto che peraltro sono altrettanto affezionati Luca e Rizzo-dei-comunisti-italiani o Michele Santoro. Il Pd, se vuole essere un vero partito democratico liberal e riformatore, deve essere il posto per “le persone affezionate alle sorti dell’Italia”, non importa se di destra o di sinistra. E, inoltre, deve essere lo strumento per fare buone politiche, non politiche di sinistra. Anche perché nessuno ha ancora spiegato quali siano le “politiche di sinistra”: dire no all’Alta velocità o bombardare la Serbia? Difendere gli statali o spernacchiare Bassolino? La maglietta del Che o la Baia dei Porci? I no global o Bob Rubin? Inneggiare alle manette o invitare il pastore anti gay alla cerimonia di giuramento?

(Christian Rocca sulla mozione Bachelet Sofri ecc.)

Uno nessuno centoventi

Almeno una buona notizia dall’assemblea nazionale: Luca Sofri fra i 120 del direttorio del PD su indicazione di Veltroni.